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La Borsa del 15 gennaio, Europa in rialzo e petrolio giù dopo l’apertura di Trump all’Iran
Dopo le minacce dei giorni scorsi, Donald Trump ha una posizione più moderata sull’Iran. Giù il petrolio mentre si rafforza il dollaro
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Spread a 63 punti
Avvio in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. Nelle prime battute il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 63 punti base, uno in meno rispetto ai livelli di ieri e sempre vicino ai minimi dal 2009. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark, che ha segnato una prima posizione al 3,46%, invariato rispetto alla chiusura della vigilia.
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Giù i titoli del petrolio
Sul fronte opposto prevalgono invece le prese di beneficio. Eni cede l’1,89% a 16,40 euro, seguita da Saipem (-1,22% a 2,68 euro) e Ferrari (-0,81% a 305,30 euro). In lieve flessione anche Banca Monte dei Paschi di Siena (-0,52% a 9,30 euro) e Terna (-0,41% a 9,12 euro).
Nome Valore Var % Eni 16,404 -1,89% Saipem 2,679 -1,22% Ferrari 305,30 -0,81% Banca Monte Paschi Siena 9,299 -0,52% Terna 9,124 -0,41% Tenaris 18,05 -0,41% Stellantis 8,74 -0,33% Snam 5,788 -0,31% Enel 9,295 -0,28% Hera 4,136 -0,24% -
Crescono Prysmian e Telecom
Tra i titoli più dinamici di giornata spicca Prysmian, che avanza del 3,59% a 92,46 euro, seguita da Telecom Italia, in rialzo del 2,09% a 0,5658 euro, e da STMicroelectronics, che guadagna l’1,82% portandosi a 24,58 euro. In progresso anche Brunello Cucinelli (+1,49% a 95,20 euro) e Banco BPM (+1,28% a 12,695 euro).
Nome Valore Var % Prysmian 92,46 +3,59% Telecom Italia 0,5658 +2,09% STMicroelectronics 24,58 +1,82% Brunello Cucinelli 95,20 +1,49% Banco BPM 12,695 +1,28% Unicredit 72,18 +1,09% Fincantieri 19,57 +1,08% Banca Popolare di Sondrio 17,525 +1,07% Amplifon 13,985 +1,05% Campari 5,67 +0,75% -
Come aprono le Borse
Avvio contrastato per le principali borse europee. Francoforte mostra un andamento laterale, in lieve calo dello 0,04%, mentre Londra apre pressoché invariata (-0,01%). Parigi segna un progresso più deciso, con un rialzo dello 0,42%, e Milano si muove senza particolare slancio ma in territorio positivo, guadagnando lo 0,23%.
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Crolla il petrolio
L’atteggiamento più morbido di Trump nei confronti dell’Iran, uno dei principali produttori Opec, ha provocato un brusco calo del prezzo del petrolio, sceso di quasi il 3% e interrompendo una serie positiva di cinque sedute.
Si sono così attenuati i timori di un’interruzione dell’offerta nel breve periodo: i futures sul Brent cedono il 2,92% a 64,66 dollari al barile, mentre quelli sul WTI arretrano del 2,90% a 60,22 dollari. Nelle cinque sessioni precedenti i prezzi erano saliti di oltre il 10%, raggiungendo i massimi da diversi mesi, spinti dalle preoccupazioni che le tensioni interne all’Iran potessero sfociare in un intervento militare statunitense e compromettere la produzione e l’export di greggio.
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Trump rinvia l'operazione in Iran
Le borse europee sono attese in rialzo (+0,40% il future sull’Eurostoxx 50), in linea con l’andamento positivo dei futures statunitensi (+0,11% sull’S&P 500), dopo le dichiarazioni più concilianti del presidente americano Donald Trump nei confronti dell’Iran.
Inizialmente il leader della Casa Bianca aveva minacciato dure ritorsioni e promesso "azioni molto forti" nel caso in cui Teheran avesse portato avanti le condanne a morte dei manifestanti; tuttavia, nella serata del 14 gennaio, ha comunicato di essere stato informato che "le uccisioni in Iran si sono fermate e non sono previsti piani di esecuzioni". Parole che lasciano intendere un possibile rinvio di qualsiasi decisione militare.