La Borsa del 19 ottobre, Milano chiude in rosso a -1,55%: banche in difficoltà

Milano recupera solo una parte minima del passivo accumulato nella prima parte della giornata e chiude a -1,55% trascinata in basso dalle banche

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Aggiornato: 1 min di lettura

Le ultime notizie dalla Borsa italiana e internazionale.

  1. Milano chiude in rosso, la peggiore in Europa

    Chiusura difficile in questo inizio di settimana per Milano e per le Borse europee. Piazza Affari ha concluso la giornata in ribasso dell'1,52%, trascinata in basso soprattutto dalle banche. Tra i peggiori:

    • Banco Bpm a -3,70%;
    • Stellantis a -3,24%;
    • Unipol a -3,19%.

    Pochi i rialzi significativi:

    • Buzzi guadagna l'1,37%;
    • Technoprobe recupera l'1,13%;
    • Eni sale dello 0,69%.

    Il Ftse Mib è stato il peggiore indice tra i maggiori Paesi europei, ma anche il resto delle Borse continentali ha chiuso in rosso:

    • Francoforte ha perso l'1,24%;
    • Parigi è arretrata dell'1,11%;
    • Londra ha perso l'1,08%.

    Lo spread ha chiuso in lieve rialzo sull'apertura a 112 punti base.

  2. Stellantis crolla insieme alle Banche, Milano a -1,85%

    Durante la mattinata e la prima parte del pomeriggio la Borsa di Milano ha peggiorato la propria performance rispetto all'apertura, portandosi a -1,85%. Continua la crisi di Stellantis, che perde oltre il 5%, mentre affondano anche le banche. I titoli peggiori sono:

    • Stellantis -5,46%;
    • Banco Bpm -4,06%;
    • Unicredit -3,16%.

    Tra i migliori ci sono invece Technoprobe a +2,24% ed Stm a +1,08%, che si riprendono dopo i crolli della scorsa settimana legati al mercato delle obbligazioni delle grandi aziende tech.

  3. Stellantis e Unicredit le peggiori in apertura: male anche le altre banche

    Sono i titoli bancari a trascinare Milano in rosso in mattinata. Nel settore la peggiore è Unicredit, con un -2,26%, ma praticamente ogni istituto finanziario quotato perde almeno l'1,50%. Il titolo peggiore in assoluto è però quello di Stellantis, che perde ancora il 2,91%. Gli investitori continuano a non essere convinti dei piani dell'amministrazione per rilanciare i marchi del gruppo automobilistico e non vedono un futuro radioso per il settore automotive europeo.

    Nome Valore  Var %
    Stellantis 3,8705 -2,91
    Unicredit 74,47 -2,26
    Mediobanca 25,11 -2,11
    Banco Bpm 13,51 -2,10
    Intesa Sanpaolo  6,033 -1,87
  4. Eni e Tenaris tra i pochi in evidenza a Milano

    Situazione tipica di una partenza rallentata dall'aumento del prezzo del petrolio a Milano. Sono i titoli energetici, in particolare Eni (+0,77%), a giovare anche se solo leggermente della situazione, con altri minimi guadagni dovuti a movimenti di dimensioni molto ridotte su alcuni titoli.

    Nome Valore  Var %
    Eni 26,155 +0,77
    Tenaris 26,46 +0,61
    Saipem 4,604 +0,28
    Inwit 7,275 +0,28
    Amplifon  12,58 +0,20
  5. Borse europee in rosso, Milano perde lo 0,64%

    L'apertura delle Borse europee è stata nettamente negativa. I principali listini risentono delle proteste in Francia e Italia e soprattutto dell'aumento del prezzo del petrolio:

    • Ftse Mib di Milano -0,64%;
    • Dax di Francoforte -0,57%;
    • Ftse 100 di Londra -0,29%;
    • Cac 40 di Parigi -1,08%.

     

  6. A Milano attenzione ai fornitori di energia elettrica

    Alcuni dei titoli che potrebbero essere in risalto in apertura a Milano sono i distributori e i produttori di energia elettrica. Il Governo prevede infatti di porre un tetto al prezzo del gas per la produzione di elettricità a 60 euro al megawattora, rimborsando la differenza a chi utilizza metano nelle centrali termoelettriche.

  7. Futures in ribasso prima dell'inizio della settimana

    I futures dell'indice Eurostoxx 600 sono in ribasso dello 0,28% a pochi minuti dall'apertura delle Borse. Il dato indica una possibile apertura in negativo per Milano e per le altre Borse europee. La causa principale è un nuovo aumento del prezzo del petrolio, con il Brent che è arrivato a 108 dollari al barile e il Wti che sta sfiorando i 100.

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