La Borsa del 17 dicembre, Milano chiude a -1,22%, gli altri mercati contengono le perdite

C’è attesa per l’esito della riunione della Fed del 18 dicembre: si prevede che taglierà i tassi di 25 punti base

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato: 17 Dicembre 2024 08:42Aggiornato: 17 Dicembre 2024 18:01

Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. I timori sul petrolio fanno scendere i titoli oil

    Le banche e i titoli oil spingono le borse europee in territorio negativo alla vigilia della riunione della Federal Reserve. A guidare i ribassi è il Ftse Mib di Milano, che chiude con un calo dell’1,22%, posizionandosi come la peggiore piazza del Vecchio Continente, mentre le altre borse riescono a contenere le perdite.

    Sul fronte azionario, soffrono i titoli finanziari con Unipol in calo del 2,15% e la partecipata Bper che perde il 2,73%. Anche Tim arretra dello 0,36% dopo il rally della seduta precedente. I timori sulla domanda di petrolio in Cina pesano sui prezzi della materia prima, con il WTI che perde il 2,3% a 69,2 dollari al barile e il Brent in flessione dell’1,6% a 72,7 dollari. Di conseguenza, risultano pesanti i titoli del comparto energetico, con Eni in calo del 2,41% dopo un avvio in rosso di oltre il 5%, e Saipem che cede il 2,12%. In controtendenza, si distingue Stmicroelectronics, che chiude in rialzo dello 0,43%.

  2. Milano la peggiore della mattinata

    Nella prima parte della mattinata le borse viaggiano deboli, con gli investitori cauti in attesa della riunione della Fed prevista per domani. Milano è la peggiore, segnando un calo dello 0,8%, seguita da Londra (-0,6%). Francoforte e Parigi oscillano intorno alla parità, mentre i future su Wall Street sono in discesa.

    Sul listino milanese, Unipol perde il 2%, seguita da Saipem (-2%), Mps (-1,8%), Bper (-1,6%), Tenaris (-1,6%) ed Eni (-1,4%). Tim, dopo un avvio positivo in scia alle indiscrezioni su un interesse dei fondi per la quota di Vivendi, cede lo 0,4%. Il comparto energetico è il peggiore in Europa, con una flessione dell'1,3%, mentre il petrolio registra una perdita dello 0,8%, con il WTI sceso a 70,17 dollari al barile e il Brent in calo dello 0,6% a 73,49 dollari. Il Bitcoin si avvicina ai 107.400 dollari, a un passo dal raggiungere un nuovo massimo storico, mentre il dollaro continua a guadagnare terreno, salendo dello 0,25% a 1,048 sull'euro, sostenuto dalle aspettative riguardo alle politiche di Trump.

  3. Spread a 116 punti

    Apertura in leggero aumento per lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta, il differenziale di rendimento tra il decennale italiano benchmark e il titolo tedesco di pari durata è indicato a 116 punti base dai 115 punti base del closing precedente. Sale il rendimento BTp decennale benchmark che in avvio di seduta è indicato al 3,42% dal 3,39% del riferimento della vigilia

  4. Tim in positivo, male Ferrari

    Sul Ftse Mib, Telecom Italia guida i rialzi della giornata con un progresso del 2,58% a 0,2819 euro. Seguono Nexi, in crescita dello 0,42% a 5,76 euro, e Stmicroelectronics, che avanza dello 0,31% a 24,465 euro.  Anche Iveco e Pirelli sono in leggero verde, rispettivamente a +0,06% a 9,522 euro e a +0,04% a 5,516 euro.

    Più consistenti invece i cali: Ferrari registra la performance peggiore al momento con un calo dell'1,62% a 413,50 euro. Seguono Moncler, in ribasso dell'1,13% a 50,82 euro, e Tenaris, che perde l'1,09% a 18,195 euro. Anche Eni mostra una flessione dell'1,02% a 12,966 euro, mentre Unipol apre in calo dello 0,99% a 11,97 euro.

  5. Come aprono le Borse

    Le borse europee avviano la giornata con segnali contrastanti. A Francoforte si registra un andamento laterale con un lieve calo dello 0,11%, mentre Londra apre in ribasso dello 0,63%. Seduta incerta anche per Parigi, che cede lo 0,48%, e per Piazza Affari, dove l’indice milanese segna una flessione dello 0,77%.

  6. Occhi puntati su Tim e Ovs

    Sul listino milanese riflettori puntati su Tim: secondo Bloomberg, CVC Capital Partners starebbe valutando l'acquisto della quota detenuta da Vivendi. Nel frattempo, la Corte d'Appello ha concesso a Tim e al governo italiano tempo fino al 20 gennaio per negoziare un accordo sulla controversia legata al miliardo di euro richiesto dal gruppo telefonico all’esecutivo, come riportato da Reuters.

    Sul fronte industriale, Hera ha acquisito da Ascopiave il 25% della joint venture Estenergy per 232 milioni di euro, arrivando così a detenere il 100% della società. Ovs, invece, ha chiuso il terzo trimestre con vendite in crescita del 12,8%, confermando le stime per il 2024, e ha annunciato il proprio interesse per l'acquisizione di una parte selezionata della rete di vendita di Conbipel.

  7. Mercati attesi in calo

    Le borse europee sono previste in ribasso all'apertura, sulla scia del record segnato ieri dal Nasdaq. Il future sull’Eurostoxx50 registra un calo dello 0,34%, mentre anche i futures statunitensi mostrano segnali di debolezza: -0,19% per il Dow Jones e -0,16% per l’S&P500.

    Gli operatori si attendono che la Federal Reserve riduca i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione del 17-18 dicembre, portandoli dall’attuale range del 4,50%-4,75% al nuovo intervallo 4,25%-4,50%.