Bollette più basse e finanziamenti per le imprese, a Davos la nuova strategia Ue

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato a Davos una svolta nella politica energetica e finanziaria dell'Ue per rispondere all'instabilità internazionale

Foto di Matteo Runchi

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Pubblicato:

Parlando al World Economic Forum di Davos, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un’importante riforma dei mercati energetici europei, con l’obiettivo di ridurre il prezzo dell’elettricità in tutto il continente con un impatto diretto sulle bollette dei cittadini.

Importanti novità anche nel diritto societario dell’Ue, con l’introduzione dell’Eu Inc. L’obiettivo è di dare alle aziende europee la possibilità di reperire capitali a livello continentale con la stessa facilità con cui li reperiscono a livello nazionale. Alla base di questo progetto c’è la nuova Savings and Investment Union, il mercato unico dei capitali invocato più volte anche da Mario Draghi nei propri rapporti come un passaggio fondamentale per rilanciare la competitività europea.

Von der Leyen annuncia la Eu Inc

A un World Economic Forum che sembra ruotare attorno alle mire espansionistiche di Trump in Groenlandia, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato tre importanti riforme che vanno nella direzione indicata dal Piano Draghi per la competitività europea.

La prima è Eu Inc, una nuova forma di società che dovrebbe permettere a qualunque cittadino dell’Unione di creare un’impresa che operi a livello continentale. Von der Leyen ha spiegato:

Le imprese potranno registrarsi in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, interamente online.

Grazie a questa riforma le imprese potranno più facilmente accedere all’intero mercato unico come se fosse un mercato nazionale, riducendo la frammentazione regionale dell’Ue e aprendo un potenziale di 450 milioni di consumatori in tutta Europa.

Le basi per il nuovo mercato unico degli investimenti

Alla base di questo nuovo assetto societario ci sarà un’altra riforma indicata con forza nel Piano Draghi, quella dei mercati finanziari dell’Ue.

Nonostante l’Unione abbia un mercato unico da decenni, i mercati dei capitali sono fondamentalmente ancora nazionali. Questo, per un’impresa italiana per esempio, significa che è altrettanto complicato raccogliere investimenti in Francia quanto lo è negli Usa.

Questo spinge ogni anno migliaia di realtà a cercare fondi fuori dall’Ue. Per questo la Commissione avvierà il progetto per costruire la Savings and Investment Union, un mercato unico dei capitali, più integrato e che riduca i costi per i finanziamenti dell’innovazione, delle Pmi, ma soprattutto dello scale-up delle aziende, per la creazione dei “campioni continentali” più volte indicati da Draghi.

Il piano per ridurre i costi dell’energia

Infine, Ursula von der Leyen ha affrontato anche uno dei principali freni alla competitività europea: il costo dell’energia. La dipendenza dal gas dell’Ue è accentata dalla frammentazione dei mercati energetici e delle reti nazionali. Il piano europeo, che si chiamerà Affordable Energy Action Plan, agirà su tre versanti:

  • l’integrazione dei mercati nazionali;
  • il potenziamento della transizione;
  • la riduzione della volatilità.

Il piano è quello di spostare il centro del mercato energetico europeo dalle fonti di energia importate, come il gas, a quelle interne, come le rinnovabili e il nucleare. A questo andranno aggiunti sistemi per ridurre la volatilità dei prezzi, in parte marginalizzando il gas, in parte compensando l’instabilità intrinseca dei prezzi delle rinnovabili.

Un mezzo per raggiungere questo scopo potrebbe essere proprio l’integrazione dei mercati energetici nazionali, conveniente in particolare per nazioni come l’Italia, ma anche la Germania, che hanno prezzi dell’energia molto più alti della media europea.