Chievo Verona fallito, rinvio a giudizio per Luca Campedelli: false plusvalenze per 35 milioni

Al centro delle indagini ci sono le cessioni fittizie di calciatori a prezzi non conformi ai valori di mercato, così da permettere al club di iscriversi ai campionati di calcio

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Pubblicato: 26 Febbraio 2025 12:27

L’ex presidente del Chievo Verona Luca Campedelli è accusato di aver messo in atto un “meccanismo fraudolento” per simulare un “finto benessere economico” dell’ormai defunto club; un sistema che includeva anche plusvalenze fittizie.

Per questo motivo, la Procura di Verona ha chiesto oggi il rinvio a processo per bancarotta fraudolenta nei confronti dell’ex presidente. Dopo due decenni di successi, il Chievo Verona ha cessato di esistere nel calcio nell’estate del 2021. Una nuova realtà, guidata dall’ex bomber Sergio Pellissier, si sta facendo strada nelle serie minore e questa stagione gioca in Serie D.

Le false plusvalenze

Le indagini sul fallimento del Chievo, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno portato alla luce un sistema attraverso cui l’ex presidente e proprietario della Paluani Campedelli, usando false plusvalenze, avrebbe mascherando il dissesto finanziario e l’erosione del patrimonio del club, permettendo al Chievo di iscriversi regolarmente al campionato di calcio.

Le indagini si concentrano anche sulle cessioni fittizie di calciatori alle squadre del Cesena e del Carpi, effettuate a prezzi “non conformi” rispetto al reale valore di mercato. In realtà, i giocatori sarebbero stati venduti senza mai cambiare squadra, permettendo così al Chievo di registrare plusvalenze superiori ai 35 milioni di euro. Queste operazioni, risalenti all’estate del 2018, hanno dato avvio anche a un processo sportivo, che culminò con una penalizzazione leggera, ma che segnò l’inizio della retrocessione in Serie B nella stagione 2018/19.

Le indagini, inoltre, rivelano che il sistema delle plusvalenze comprende anche operazioni infragruppo, tra cui la cessione del marchio Chievo e il conferimento del ramo d’azienda che includeva il terreno del Campo Sportivo Bottagisio.

Cosa rischia Campedelli e il nuovo Chievo

Il processo è agli inizi, ma l’ex presidente Luca Campedelli potrebbe rischiare una sentenza molto pesante dal punto di vista giuridico. Secondo l’articolo 216 del Codice penale, la condanna per bancarotta fraudolenta può arrivare fino a sei anni di reclusione. La durata della pena dipende dalla gravità del reato e dalle circostanze specifiche del caso. In aggiunta alla pena detentiva, il tribunale può imporre sanzioni pecuniarie, ovvero multe, che variano in base all’entità del danno causato e al profitto illecito ottenuto.

In aggiunta, c’è anche il caso delle plusvalenze fittizie, che il Chievo avrebbe realizzato per permettersi l’iscrizione in A; in questo caso, per la sanzione si può vedere a quello che accadde alla Juventus per il caso analogo di che avvenne a maggio 2023, quando Andrea Agnelli venne inibito per 16 mesi e 60 mila euro di multa.

Nessun rischio invece per la nuova società di Sergio Pellissier, in quanto i due club sono diverse dal punto di vista sportivo e giuridico.

Il fallimento e la rinascita della Clivense

Il fallimento del Chievo Verona, storica squadra calcistica della città, ha segna la fine di un’epoca per il calcio veronese. Dopo anni di alti e bassi, tra cui 17 anni in Serie A e anche presenze in competizioni europee, il club è stato costretto a dichiarare il fallimento nel 2021, a causa di difficoltà finanziarie e di gestione.

Tuttavia, il suo spirito non è stato dimenticato, grazie alla nascita della Clivense, una nuova realtà calcistica fondata nel 2021 dall’ex capitano del Chievo, Sergio Pellissier. L’intento di Pellissier era di preservare la tradizione calcistica della città, con l’obiettivo di riportare il club nelle categorie professionistiche. Dopo la vittoria del campionato di Terza Categoria, l’acquisizione del titolo sportivo del San Martino Speme in Eccellenze e la vittoria del suddetto campionato, nel 2024 la nuova società ha acquistato il marchio “ChievoVerona” per 330mila euro, battendo la società del Vigasio. Questo atto ha permesso al Chievo di rinascere dalle ceneri e continuare così la sua tradizione sportiva. Al momento la squadra gioca in Serie D ed è in lotta per l’accesso ai playoff per salire in Serie C.