Da Pechino, dal quartier generale di BYD arrivano voci di un possibile ingresso in F1 della casa automobilistica interamente elettrica. Per l’azienda sarebbe il primo vero investimento nel motorsport di alto livello. Secondo diverse fonti industriali citate da media internazionali, l’azienda starebbe esaminando varie opzioni strategiche, dalla creazione di una nuova squadra all’acquisizione di un team esistente.
Le ipotesi sul tavolo e i possibili scenari
L’eventuale ingresso di BYD in F1 dipende da due fattori. Il primo è l’ormai affermazione netta di BYD come principale casa produttrice di auto elettriche; il secondo è l’aumento di importanza della componente elettrica nella F1 con il nuovo regolamento. Viene da sé, entrare nel motorsport anche per incrementare la linea di sviluppo di ricerca e ingegneria.
Le possibilità di ingresso sono due. La prima ipotesi è l’acquisizione di una squadra già esistente in Formula 1, una strategia simile a quella adottata da Audi con Sauber. La seconda ipotesi sarebbe la creazione di un nuovo team, seguendo il percorso inaugurato negli ultimi anni da Cadillac.
Parallelamente viene considerata anche l’opzione endurance. L’azienda starebbe valutando infatti un programma nel FIA World Endurance Championship (WEC), il campionato che include la 24 Ore di Le Mans. Questo scenario potrebbe essere particolarmente coerente con la strategia tecnologica dell’azienda, perché la categoria Hypercar e la nuova classe LMDh permettono ai costruttori di sviluppare soluzioni ibride e sistemi energetici avanzati.
Quanto costa correre in Formula 1
Il principale ostacolo per BYD potrebbero essere i costi di ingresso nella categoria. Negli ultimi anni la Formula 1 ha introdotto una serie di regole finanziarie che limitano la spesa operativa dei team, ma l’investimento iniziale resta comunque molto elevato.
L’ingresso nella categoria richiede innanzitutto il pagamento della cosiddetta “anti-dilution fee”, una quota pensata per compensare le squadre già presenti della riduzione della loro quota dei ricavi commerciali. Attualmente questa cifra è fissata a circa 200 milioni di dollari, anche se diversi team ritengono che il valore reale di ingresso nel campionato sia ormai molto più alto.
A questa cifra vanno aggiunti gli investimenti per infrastrutture, personale e sviluppo tecnico. Anche con il budget cap introdotto dalla FIA, aumentato a 200 milioni di dollari nel 2026, il costo reale di un programma completo supera spesso i 200 milioni di dollari all’anno considerando motori, marketing e costi industriali. Siamo ad un totale di costo di solo ingresso e partecipazione al primo anno di 600 milioni, da quali sono da escludere gli stipendi.
Per un costruttore globale, tuttavia, l’investimento può avere un ritorno significativo in termini di visibilità, marketing e sviluppo tecnologico. Non a caso dalla stagione 2026, la Formula 1 ha attirato nuovi marchi come Audi e Cadillac
I numeri economici del colosso BYD
Se l’ingresso in Formula 1 richiede capitali ingenti, BYD è una delle poche aziende automobilistiche che potrebbe permetterselo senza difficoltà finanziarie.
Il gruppo cinese nel 2024 ha raggiunto ricavi per 777,1 miliardi di yuan, circa 107 miliardi di dollari, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo l’utile netto è cresciuto del 34% superando i 40 miliardi di yuan.
La crescita è proseguita anche nel 2025. Nei primi nove mesi dell’anno i ricavi hanno superato 566 miliardi di yuan (circa 79,5 miliardi di dollari), con un incremento del 13% su base annua.
Dal punto di vista industriale BYD è diventata una potenza globale. Nel 2025 ha superato Tesla diventando il maggiore produttore mondiale di veicoli elettrici per unità prodotte, con milioni di unità vendute ogni anno e una presenza sempre più forte nei mercati internazionali.
La strategia del gruppo si basa su una forte integrazione verticale: l’azienda produce internamente batterie, motori elettrici e componenti elettronici, investendo massicciamente in ricerca e sviluppo. Solo nel primo semestre 2025 gli investimenti in R&D hanno superato i 30 miliardi di yuan.
Una scelta strategica per la visibilità globale
Quindi, per BYD l’ingresso in F1 e/o Wec rappresenterebbe, soprattutto, un’operazione di posizionamento internazionale. L’azienda è già uno dei giganti dell’industria automobilistica globale, ma il marchio resta meno riconoscibile nei mercati occidentali rispetto ai costruttori storici (anche se in crescita).
La Formula 1, con oltre venti gare distribuite su cinque continenti e un pubblico globale in crescita, offre un palcoscenico unico per rafforzare la percezione tecnologica del marchio. Certo, ci sarebbe anche la Formula E sempre organizzata dalla Fia e interamente elettrica, ma onestamente è un mondiale che non ha la stessa visibilità della F1; così il cambio di regolamento voluto da Nicholas Tombazis inizia a portare i primi risultati sperati, l’ingresso e l’interessamento di nuove case automobilistiche.