Mutui, cosa conviene di più adesso tra tasso fisso e variabile

Scende il parametro dei tassi fissi e sale quello dei variabili: i movimenti del mercato immobiliare

Scende il tasso fisso del mutuo, ma diminuiscono anche i finanziamenti per l’acquisto della casa. Lo rivela il sondaggio congiunturale effettuato dall’Agenzia delle Entrate, con Bankitalia e Tecnoborsa, dal quale emerge nel terzo trimestre un aumento dell’1,7% registrato sul mercato della casa e del 7,4% dei rogiti, rispetto allo stesso periodo del 2021.

Mutui, cosa conviene di più adesso tra tasso fisso e variabile: il mercato

Secondo i dati, nei primi nove mesi del 2022 le compravendite di immobili sono state 175.268, ma rispetto ai due trimestri precedenti l’incremento degli ultimi tre mesi è decisamente più basso e anche gli acquisti tramite mutuo hanno subito una flessione.

Il calo dei mutui sottoscritti a fronte di un aumento delle transazioni effettuate con la richiesta delle agevolazioni prima casa, dimostrano come l’inflazione stia incidendo sul mercato immobiliare.

Secondo un recente rapporto di Nomisma, le famiglie con abbastanza risparmi per comprare case senza il ricorso al mutuo venendo la loro abitazione, sono tornati alla ricerca di immobili nelle grandi città perché danno migliori prospettive di tenuta del valore nel tempo e non danno più priorità alle abitazioni più spaziose come successo durante la pandemia.

Sempre stando all’analisi della società di consulenza, i prezzi medi nelle 13 maggiori aree metropolitane del Paese sono aumentati nella seconda parte dell’anno dello 0,9% per quanto riguarda il nuovo e dello 0,5% per l’usato abitabile.

Milano è la città che ha registrato l’incremento maggiore dei prezzi nonostante il calo degli ultimi mesi, attestandosi al 2,2% (6% per il nuovo, 5,9% per l’usato).

Il capoluogo lombardo, da quanto riporta Nomisma, è anche la metropoli che ha fatto segnare i valori medi più alti rispetto a dieci anni fa: 3.399 contro 3.356 euro.

Tutte le altre città sono invece abbondantemente sotto i valori del 2012, compresa Roma che negli ultimi dieci anni ha registrato un decremento medio da 3.374 a 2.868 euro.

In questo quadro, se Roma ha segnato un aumento degli acquisti in linea con la media nazionale, Milano ha fatto segnare un calo nel mercato della casa in questo trimestre di oltre il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

Mutui, cosa conviene di più adesso tra tasso fisso e variabile: i dati

Le fluttuazioni del mercato immobiliare dipendono in buona parte dai tassi d’interesse sui mutui che nell’ultimo periodo hanno fatto registrare un cambiamento di tendenza: l’Eurirs, indice alla base dei finanziamenti a tasso fisso, ha effettuato un’inversione di marcia segnando una discesa significativa, mentre l’Euribor, parametro dei tassi variabili, è in continua crescita (qui abbiamo spiegato cosa succede con l’innalzamento dei tassi decisa dalla Bce per contrastare l’inflazione).

Acquistare una casa il primo dicembre con un mutuo da 150 mila euro a 30 anni a tasso fisso, ipotizzando un finanziamento con spread 1,5%, richiedeva una rata tendenziale di 675 euro, a fronte di 716 euro del mese prima e di 557 euro a inizio 2022.

Con il tasso variabile la rata di dicembre per lo stesso mutuo sarebbe stata di 668 euro (qui per sapere come si chiede la delibera del mutuo).

Il fisso dunque è attualmente più conveniente (a parità di tasso), ma anche chi ha da poco aperto un mutuo a tasso variabile può pensare alla surroga, sempre se si tratta di un tasso sotto il 2%.