Obbligo vaccinale, dal 15 giugno nuove regole: cosa cambia (e occhio alle multe)

Il 15 giugno rappresenta l'ultimo giorno di obbligo vaccinale per diverse categorie di persone, ma non per tutti. Ecco per chi resta e cosa succede se non si rispetta

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Redazione

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Tra le diverse date di questo mese da segnarsi sul calendario c’è da cerchiare in rosso il 15 giugno. Questo infatti rappresenta l’ultimo giorno di obbligo vaccinale per diverse categorie di persone, ma non per tutti. Mentre si procede a ritmi spediti con la quarta dose di vaccino (qui chi la deve fare), ricordiamo che il governo Draghi ha esteso l’obbligo di vaccinazione per la prevenzione del Covid a tutti gli over 50 anni.

Per chi c’è l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno

Ecco per chi è ancora in vigore l’obbligo vaccinale fino al 15 giugno:

  • esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario;
  • lavoratori impiegati in strutture residenziali, socioassistenziali e sociosanitarie;
  • personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, degli istituti penitenziari, delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori;
  • ultra 50enni alla data dell’8 gennaio 2022, data di entrata in vigore del decreto legge n. 41/2022, oppure che compiono 50 anni in data successiva all’8 gennaio 2022 e fino al 15 giugno 2022.

Obbligo vaccinale, cosa succede dopo il 15 giugno

E dopo il 15 giugno cosa succede? Come dicevamo, termina l’obbligo di vaccino anti-Covid per quasi tutti. Quasi, perché non saranno più sottoposti all’obbligo tutti coloro che hanno più di 50 anni e gli insegnanti e il personale tutto della scuola, della difesa e della sicurezza.

Resta invece ancora l’obbligo, fino al 31 dicembre, per tutti gli operatori sanitari e i lavoratori di ospedali e Rsa. Detto in altri termini, per queste categorie di lavoratori rimane il cosiddetto super green pass, che invece sparisce per tutti gli altri.

Il green pass in Italia non è più richiesto – dal 1° giugno nemmeno più per i viaggiatori che entrano in Italia dall’estero o per gli italiani che tornano nel nostro Paese -, mentre continua a sussistere per sanitari e operatori delle Rsa fino alla fine del 2022.

Mascherine, cosa cambia dal 15 giugno

Dal 15 giugno, inoltre, salvo un’eventuale proroga della misura, ma piuttosto improbabile, l’Italia dirà anche addio alle mascherine, ma non proprio dappertutto.

Mentre “probabilmente” le toglieremo negli ultimi luoghi al chiuso in cui sono obbligatorie, come teatri e cinema, dovremmo continuare a portarle sui mezzi pubblici, in particolare su quelli a lunga percorrenza: il Governo sta ancora discutendo della possibilità di mantenere l’obbligo anche su bus, tram e metro.

Anche a scuola insegnanti e studenti continuano a indossare la mascherina fino all’ultimo giorno di scuola, compresa la conclusione delle prove finali per chi ha gli esami di terza media e di maturità (trovate tutte le info dettagliate qui).

Cosa succede a chi non rispetta l’obbligo di vaccino

Tornando all’obbligo vaccinale, cosa succede se chi è soggetto all’obbligo di vaccino non lo rispetta? Per tutti coloro che violano la legge è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro una tantum.

Ma come viene comminata questa multa? Il Ministero della Salute, avvalendosi di Agenzia delle entrate-Riscossione, trasmette ai soggetti inadempienti la cosiddetta “Comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio”.

I destinatari del procedimento sanzionatorio sono dunque i soggetti elencati sopra, per cui vige l’obbligo vaccinale, e che si trovino in una di queste condizioni:

  • alla data del 1° febbraio 2022 non hanno ancora iniziato il ciclo vaccinale primario;
  • a decorrere dal 1° febbraio 2022 non hanno ancora effettuato la dose di completamento del ciclo vaccinale primario, nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal Ministero della Salute;
  • a decorrere dal 1° febbraio 2022 non hanno ancora effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario, cosiddetta dose booster, entro i termini di validità dei green pass.

Se l’Azienda sanitaria entro 10 giorni dal ricevimento della documentazione non conferma all’Agente della riscossione l’attestazione relativa all’insussistenza dell’obbligo vaccinale o all’impossibilità di adempiervi, l’Agenzia delle entrate-Riscossione provvede alla notifica di un avviso di addebito riferito alla sanzione amministrativa pecuniaria di 100 euro con valore di titolo esecutivo.

Come pagare la multa

Il pagamento deve essere effettuato dai destinatari entro i 60 giorni successivi la ricezione dell’avviso. È possibile pagare la multa, così come le cartelle e ogni altro atto di riscossione, utilizzando:

  • il Bollettino Rav o il Modulo pagoPA: si trovano allegati ai documenti ricevuti. Entrambi sono precompilati: contengono l’importo da saldare entro la scadenza indicata e un codice numerico che ne consente il collegamento alla cartella o all’atto ricevuto. Attenzione: se il pagamento viene effettuato oltre la data di scadenza indicata, l’importo dovuto sarà da aggiornare alla data del versamento.
  • servizio Paga on-line dell’Agenzia delle Entrate
  • siti online delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPA: la lista completa dei PSP aderenti e le informazioni sui canali di pagamento attivati sono reperibili sul sito di pagoPA
  • fisicamente di persona in banche, Poste, tabaccai e i sportelli dell’Agenzia delle entrate: il pagamento presso gli sportelli può essere effettuato anche in contanti nel limite di 2mila euro, come previsto dalle disposizioni vigenti. I pagamenti presso gli sportelli per conto di persone giuridiche, effettuati in contanti – nei limiti di legge – e assegni bancari e postali per un importo complessivo pari o superiore a 5mila euro devono essere accompagnati dalla dichiarazione antiriciclaggio
  • per chi si trova all’estero, se la propria banca è collegata al nodo pagoPA è possibile utilizzare il Modulo di pagamento pagoPA. In caso contrario, si può effettuare un bonifico bancario indicando obbligatoriamente nella causale il codice fiscale del debitore, il numero del documento che si intende pagare e, in caso di rateizzazione, anche il numero di protocollo del piano e quello della rata che si vuole pagare.