Isolamento Covid, cambiano le regole: Governo valuta nuova strategia

Il Governo è intenzionato ad attuare la strategia sul Covid che punta tutto sulla responsabilità individuale, iniziando dall'isolamento

L’Istituto nazionale di Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ha inviato il proprio parere sull’isolamento Covid a Orazio Schillaci, nuovo ministro della Salute del governo Meloni, proponendo un cambio di rotta per gli asintomatici. Le regole attuali prevedono l’isolamento domiciliare di 5 giorni per gli asintomatici o almeno 2 giorni senza sintomi per gli altri positivi, con tampone negativo in uscita, oppure di 14 giorni senza sottoporsi ad alcun tampone. Gli esperti del centro scientifico si sono però detti favorevoli a una sostanziale riforma.

Come cambia l’isolamento domiciliare per i positivi a Covid: la proposta

Lo Spallanzani ha fatto sapere che l’Italia potrebbe allinearsi a molti altri Paesi del mondo che hanno ridotto “drasticamente” il periodo di isolamento per le persone risultate positive al Sars-Cov-2. E ha proposto al ministro della Salute le seguenti regole.

  • Isolamento domiciliare di 5 giorni dalla positività senza bisogno di un ulteriore test negativo per gli asintomatici.
  • Isolamento domiciliare di 5 giorni dalla positività senza bisogno di un ulteriore test negativo per i sintomatici lievi, a patto che non abbiano febbre da almeno 24 ore.

L’istituto consiglia però, soprattutto in questo periodo dell’anno dove ci può essere la sovrapposizione del Covid con l’influenza stagionale, di utilizzare nei 5 giorni successivi all’isolamento la mascherina, in via precauzionale, soprattutto in caso di contatto con persone fragili. Viene sottolineato nel parere che oggi la comunità scientifica ritiene i test a uso domestico e autosomministrati accurati e idonei a documentare la fine della contagiosità.

Francesco Vaia (Spallanzani) spiega perché ora bastano 5 giorni di isolamento

Francesco Vaia, direttore dell’Inmi Spallanzani ha spiegato che le proposte del centro specializzato nelle malattie infettive seguono la linea del “buon senso” e sono “equilibrate”, nonché frutto di una lettura epidemiologica di quello che sta avvenendo sia in Italia che nel resto del mondo, con un virus “indubbiamente meno patogeno” e “completamente diverso” da quello che ha portato alla morte, per la Johns Hopkins University, di oltre 6,6 milioni di persone a livello globale.

“Oggi siamo nella fase di responsabilizzazione dei cittadini” e non più in quella “degli obblighi”, ha sottolineato l’esperto. Dimostrandosi dunque allineato alla linea del governo Meloni contro il Covid. La presidente del Consiglio aveva infatti sottolineato, durante il suo discorso di insediamento davanti al Parlamento, di voler puntare più sulla responsabilità individuale dei cittadini che su divieti e imposizioni attraverso Dpcm e decreti legge.

Pareri discordanti nella comunità scientifica riguardo l’isolamento domiciliare

Non è detto comunque che il ministro Orazio Schillaci attui, attraverso una circolare, quanto consigliato dallo Spallanzani. Qua le regole attuali che riguardano l’isolamento. Alcuni esperti continuano a fari inviti alla prudenza, spiegando che le nuove varianti potrebbero mettere in difficoltà la tenuta del sistema sanitario, e quindi impedire l’accesso alle cure e all’assistenza anche ai cittadini negativi al Covid, come già avvenuto durante altre ondate pandemiche.

Altri specialisti hanno invece ben altro parere. Come Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. L’infettivologo ha fatto sapere, attraverso Repubblica, che personalmente avrebbe eliminato in toto l’isolamento domiciliare, equiparando il Covid alle altre malattie infettive a trasmissione respiratoria, come l’influenza.

Ha tuttavia sottolineato che le indicazioni dello Spallanzani “vanno nella direzione giusta“. Si tratta infatti di “norme di passaggio”, che serviranno ad attuare l’atteso ritorno alla normalità dopo i tre anni di emergenza.

Possibile, come ha spiegato il medico, grazie alla scienza “che ci ha fornito le armi” per trasformare il coronavirus in un ospite fastidioso ma non letale, ovvero i vaccini. E proprio sulla somministrazione dei preparati il medico si è dimostrato intransigente: non va interrotta ed è necessaria per evitare la triplendemia, di cui vi abbiamo parlato qua. Lo stesso Matteo Bassetti, dopo le polemiche iniziali, ha dato la propria benedizione al nuovo piano vaccini del governo Meloni.