Perché oggi si parla di Covid-23: è la nuova fase del virus

All'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, il più importante centro di Malattie infettive, gli esperti mondiali iniziano a parlare di Covid-23

Gli esperti italiani e internazionali iniziano a parlare di Covid-23, ma non si tratta di una nuova malattia o di un insieme di sintomi causati da una nuova variante. È infatti la definizione su questa nuova fase della pandemia emersa durante il meeting di insediamento del consiglio internazionale dell’Istituto nazionale di Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Il board scientifico voluto fortemente da Francesco Vaia, direttore dell’Inmi, e coordinato da Guido Silvestri, pro-rettore della Emory University di Atlanta, negli Usa, è composto da importanti ricercatori di tutto il mondo. Chiamati a studiare ancora più a fondo il Sars-Cov-2 e consigliare strategie di salute pubblica e sanità ai decisori. Ma cosa intendono gli scienziati per Covid-23?

Perché si parla di Covid-23: oggi siamo in una nuova fase della pandemia

L’attuale fase pandemica è “assolutamente nuova” e il coronavirus, nonostante continui a circolare e infettare le persone, sta andando verso una fasi di endemizzazione. È questo quello che è emerso durante l’incontro per dare il benvenuto a Roma al super team internazionale, alla presenza di Orazio Schillaci, nuovo ministro della Salute del governo Meloni.

Con l’insediamento di un “così prestigioso board di scienziati”, ha dichiarato Francesco Vaia, si consolida un percorso di rafforzamento dell’Istituto Lazzaro Spallanzani, che mostra ancora una volta la sua vocazione internazionale e conferma la propria rilevante funzione al servizio della persona e delle istituzioni.

Dopo la lotta alla pandemia di Covid-19, ha sottolineato il direttore generale, il centro si prepara così a diventare il “palcoscenico mondiale” per andare davvero “oltre il cortile” e contribuire a una visione globale e di One Health. La squadra di esperti si confronterà sugli strumenti per mettere fine a questo difficile capitolo della nostra storia, e sul futuro e la comparsa di nuove malattie.

Spallanzani in pole position contro il Covid grazie al nuovo board internazionale

Il ministro della Salute ha sottolineato che il convegno di due giorni organizzato per la presentazione del board internazionale è di particolare rilevanza perché, con gli esperti di altissimo livello chiamati a Roma, l’Istituto Lazzaro Spallanzani guadagna un posto centrale per la prevenzione di future possibili pandemie dopo essere stato un “baluardo fondamentale” in questi anni nella lotta contro il Covid. Orazio Schillaci ha sottolineato, riferendosi alla nuova impresa del centro di Malattie infettive, la “continuità nell’eccellenza”.

Tra gli ospiti presenti anche Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, che ha dichiarato a margine dell’evento che la ricerca può progredire e andare avanti in maniera spedita grazie al nuovo profilo internazionale.

Strategia Schillaci e Meloni contro il Covid: pronta la nuova campagna sui vaccini

Intervento alla Camera dei Deputati, Orazio Schillaci ha dichiarato nella giornata di venerdì che dal 1° dicembre partirà, in collaborazione con il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, una nuova campagna di comunicazione sulla vaccinazione anti Covid, che sarà potenziata a cavallo tra l’ultimo mese dell’anno e gennaio 2023.

Nonostante i toni ottimistici sull’andamento della pandemia, l’endemizzazione progressiva del virus e il nuovo corso del Covid-23, il Governo non intende dunque far abbassare la guardia ai cittadini. Ormai completato il ritorno alla normalità, e ponendo l’accento sulla responsabilità individuale dei cittadini, l’Esecutivo intende comunque rilanciare l’importanza dei vaccini a ridosso della stagione fredda, in cui la concomitante diffusione dell’influenza potrebbe mettere a serio rischio i pazienti fragili.

La strategia MeloniSchillaci sul coronavirus, però, non convince tutti. Qua vi abbiamo anticipato cosa potrebbe cambiare per l’isolamento domiciliare dei pazienti positivi e qua cosa accadrà con i tamponi. Il nuovo piano d’azione deve necessariamente tenere conto del profilo di chi oggi si ammala e muore di Covid. Qua il nostro approfondimento.