Scuole e ospedali sono abbastanza vicini alle persone? Questa domanda se l’è fatta anche Eurostat, che ha pubblicato una nuova versione dei dati geospaziali sull’accessibilità dei servizi sanitari e dell’istruzione tramite trasporto su strada. L’obiettivo della ricerca è quello di identificare le comunità che hanno scarso o limitato accesso ai servizi sanitari e all’istruzione, tramite i percorsi stradali regolari.
Per farlo vengono analizzati i tempi di percorrenza necessari per raggiungere i servizi più vicini, insieme ai dati della rete stradale. Trattandosi di servizi essenziali, l’intento è quello di monitorare la loro accessibilità per proporre pratiche di accesso sostenibile per tutti. Quello che emerge dai dati è che, per quanto essenziali, questi servizi sono distribuiti in maniera disomogenea e molte persone devono percorrere tempi e distanze elevate per raggiungerli.
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Criticità tempi di percorrenza in Italia
Lo scopo della raccolta dati non è quello di confermare le situazioni in cui tutto funziona e i servizi essenziali sono raggiungibili in poco tempo: al contrario, serve a far emergere le criticità e monitorare quei servizi non accessibili. Guardando all’Italia, per esempio, anche sul territorio di Roma ci sono tempi di percorrenza molto diversi. L’ospedale più vicino varia tra 2 minuti e oltre 20 minuti.
Guardando fuori dal Lazio, alcune regioni risultano molto critiche, come Sicilia e Sardegna (dove si superano i 60 minuti per un ospedale), e quelle con aree montuose molto estese. Favorite invece regioni come Lombardia e Veneto, che presentano condizioni paesaggistiche più favorevoli.
Le stesse difficoltà visibili in Italia sono presenti anche nel resto d’Europa, ma è vero anche che basta dare uno sguardo alla cartina, dove il giallo indica tempi più brevi e il verde tempi più lunghi, per notare come alcuni Paesi facciano molto meglio. Basti guardare a Francia o Germania. Meno bene, invece, Spagna o Grecia.
I tempi nelle città italiane a Nord
Torniamo in Italia e alle principali città italiane: Milano, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Cagliari. Proprio in Sardegna, ma anche il Calabria e Sicilia i tempi di percorrenza risultano critici, fino a 60 minuti (che è il massimo misurato dall’Eurostat).
Partendo dal Nord, i tempi di percorrenza per raggiungere il servizio sanitario più vicino indicano un range che va da 4 a 20 minuti. Le città che risultano più accessibili sono:
- Milano;
- Torino;
- Verona.
I tempi di percorrenza variano molto, anche sotto i 5 minuti e anche superiori ai 20 minuti usati come finestra per verificare la prossimità. Emerge che i contorni di queste città, cioè le zone abitative e industriali che si allargano nelle periferie, sono molto più estesi proprio in questi casi, mentre la fascia di accessibilità tende a ridursi nelle città e province più piccole per numero di abitanti e quindi di servizi. Per esempio, l’area intorno a Firenze è molto più circoscritta, mentre la fascia che da Pescara raggiunge Bologna e sale fino a Milano è costeggiata da centri abitati con un livello di accessibilità elevato.
I tempi nelle città italiane al Centro e al Sud
Al Sud spiccano, come detto, città come Napoli e Bari, che hanno un tempo di accessibilità tra cinque e venti minuti, ma mentre Napoli è molto più accessibile anche nella periferia, Bari lo è meno. Discorso simile per Palermo e Cagliari, i cui puntini luminosi risultano concentrati soprattutto nel capoluogo.
Roma spicca per tempistiche ridotte a 2 minuti verso il centro. La periferia è illuminata, sì, ma i tempi di percorrenza minori risultano soprattutto all’interno del raccordo.
Tempo di percorrenza per l’istruzione
Molto meglio, rispetto ai tempi di percorrenza per i servizi sanitari, l’accessibilità per il servizio scolastico più vicino. Da questo punto di vista l’Italia risulta molto più “brillante”, verso il giallo o il verde molto chiaro, il che significa che i tempi di percorrenza per le scuole possono variare tra 0 minuti (con presenze di scuole accanto all’abitazione) fino a 5-6 minuti.
Ci sono zone difficili da raggiungere, ma dalla cartina si può notare come siano sovrapponibili alle zone montuose degli Appennini o al centro delle isole maggiori, notoriamente meno abitate e quindi con meno servizi di prossimità.