Aeroporti senza cherosene, Brindisi non è l’unico: a rischio i voli in tutta Italia

I bollettini Notam segnalano scorte limitate in diversi scali. Aeroporti di Puglia rassicura, ma il settore turistico teme rincari e tagli

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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L’aeroporto di Brindisi è il primo a essere rimasto senza cherosene. Nella giornata di lunedì 6 aprile, si è ritrovato con scorte limitate fino all’arrivo di un nuovo carico. Nel bollettino Notam si legge che sono disponibili “quantità limitate” e che questo carburante non deve essere usato perché è concesso solo per voli statali, Sar e ospedalieri.

Le rassicurazioni da Aeroporti di Puglia

Dal presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, è arrivata la conferma che non c’è alcuna emergenza per quanto riguarda la disponibilità di cherosene negli scali pugliesi, soprattutto a Brindisi, e che non c’è un motivo per creare allarmismi.

Le quantità minime raggiunte sono state rimpiazzate con la fornitura di cherosene, in arrivo regolarmente il giorno successivo al bollettino, ovvero nella giornata di oggi, martedì 7 aprile.

Per i settori collegati, come quelli rappresentati da Assoviaggi Confesercenti, si tratta però di un campanello d’allarme in vista di un periodo nel quale la quantità limitata o la scarsità di cherosene potrebbe portare a un rimbalzo economico negativo per il settore.

Carburante limitato: la situazione negli scali italiani

Le paure dei viaggiatori, ma soprattutto degli aeroporti, si stanno realizzando. Secondo quanto emerge dai Notam, i bollettini aeronautici, nella giornata di lunedì 6 aprile un aeroporto è rimasto senza cherosene. Altri sei hanno quantità di carburante limitato.

Ad essere rimasto senza sarebbe lo scalo di Brindisi, ma ci sono anche altri 6 aeroporti che stanno razionando il carburante:

  • Milano Linate;
  • Venezia;
  • Treviso;
  • Bologna;
  • Reggio Calabria;
  • Pescara.

Aeroporto di Brindisi senza cherosene

Il bollettino Notam raccontava di un aeroporto, quello di Brindisi, senza cherosene. Almeno fino alle 12 di martedì 7 aprile, veniva spiegato che il carburante nello scalo non era più disponibile e si invitavano le compagnie a calcolare la quantità di carburante sufficiente dall’aeroporto precedente per le tratte di volo successive.

Si trattava di una nota tecnica, per non bloccare gli aeromobili nell’aeroporto di Brindisi dove la quantità scarsa, messa da parte per voli statali, Sar e ospedalieri, non avrebbe permesso il rifornimento dei voli di altra natura.

La nota di Aeroporti di Puglia

Contro l’allarmismo generato dalla notizia dei bollettini Notam, arriva la risposta del presidente di Aeroporti di Puglia. Antonio Maria Vasile ha spiegato che non c’è un’emergenza:

Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella giornata di martedì mattina.

La situazione di relativa calma è mantenuta tale da una fornitura che continua regolarmente. Brindisi non presenta problemi, ma si tratta di “effetti indiretti” perché connessi a problematiche registrate da altri scali come quelli di Milano, Bologna e Venezia.

Quindi il carburante è risultato “in quantità limitata” nella giornata di lunedì 6 aprile, ma è previsto uno scarico di cherosene nella mattinata di martedì 7 aprile per evitare carenze.

Anche da Pescara arriva una precisazione:

Nessuna restrizione, c’è stato un guasto a una delle due autobotti per i rifornimenti.

Quello che è noto è che comunque nell’aeroporto di Pescara è disponibile solo un’autocisterna da 20.000 litri, mentre in quello di Reggio Calabria è prevista una quantità massima di rifornimento.

Gli effetti della guerra

In ogni caso, gli effetti della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran si fanno sentire e potrebbero incidere, nel lungo periodo, sull’intera stagione turistica estiva. Lo spiega Assoviaggi Confesercenti, per il quale il settore turistico sta subendo una doppia penalizzazione.

Da una parte il costo del carburante, che incide sui prezzi dei voli e dei pacchetti vacanza, dall’altro lato il rafforzamento del dollaro rispetto all’euro.

Il rischio maggiore però è quello della riduzione dei voli o dei voli cancellati, come hanno preventivamente messo in guardia compagnie come Ryanair e Lufthansa. Si fa strada l’opzione assicurazione di viaggio.