Nel 2025 il Salone del Mobile ha registrato oltre 300 mila visitatori, con circa 2.100 espositori provenienti da 37 paesi e una quota internazionale che ha sfiorato il 70%. Non è un record per l’evento, ma dopo la crescita degli anni ‘10 e lo shock della pandemia, il Salone ha iniziato a stabilizzarsi su scala globale.
Da fiera europea a piattaforma internazionale
All’inizio degli anni 2000 il Salone era già un evento internazionale, ma con dimensioni più contenute. I visitatori si attestavano intorno ai 200–250.000, mentre gli espositori erano poco più di 1.500. Anche la superficie espositiva era inferiore rispetto a oggi, con una struttura meno estesa e meno articolata.
Edizione dopo edizione, sono aumentate le aziende presenti, lo spazio fieristico si espande e Milano consolida il proprio ruolo di capitale del design. Il Salone diventa sempre più un punto di riferimento non solo europeo, ma internazionale.
L’affermazione degli anni 2010
È tra il 2010 e il 2019 che il Salone raggiunge la sua massima espansione. I visitatori superano stabilmente i 350.000, fino al picco di oltre 430.000 nel 2018. Gli espositori si avvicinano alle 3.000 unità e la superficie espositiva supera i 240.000 metri quadrati.
In questa fase il Salone cambia natura. Non è più solo una fiera, ma una piattaforma che integra business, comunicazione e cultura. È anche il periodo in cui il Fuorisalone esplode definitivamente, ampliando l’impatto complessivo della Design Week.
Lo stop del 2020 e la ripartenza
La pandemia interrompe bruscamente questa crescita. Nel 2020 l’evento viene cancellato, mentre nel 2021 torna in formato ridotto, con circa 60.000 visitatori e meno di 500 espositori.
Ma la ripresa è rapida, anche perché il settore del design italiano è sempre stato solido e con una forte componente di export. Nel 2022 si torna sopra i 260.000 visitatori, nel 2023 si superano i 300.000, e nel 2024 si arriva a circa 360.000. Il 2025 segna una leggera flessione, ma resta stabilmente sopra quota 300.000.
Un Salone sempre più internazionale
Perché parliamo di successo e di un evento che regge ai colpi esterni come la pandemia. Perché uno dei dati più interessanti degli ultimi anni riguarda la composizione del pubblico. Nel 2025 circa il 68–70% dei visitatori è arrivata dall’estero, una quota molto più alta rispetto agli anni 2000, quando il peso del pubblico italiano era decisamente maggiore.
Questo cambiamento è strutturale. Il Salone non è più una fiera europea con visitatori globali, ma una vera piattaforma internazionale. La crescita non passa più tanto dall’aumento dei volumi, quanto dalla capacità di attrarre operatori da mercati sempre più diversificati.