Auto sempre più grandi e pericolose: il car spreading minaccia parcheggi e pedoni

Il rapporto T&E dimostra l'aumento continuo delle dimensioni dei veicoli. Meno posti auto e rischi di incidenti mortali in crescita

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Le auto stanno diventando sempre più larghe, alte, lunghe e pesanti. Non si parla soltanto i SUV, anche se questi modelli palesano meglio il fenomeno del car spreading. Secondo una ricerca di Transport & Environment, infatti, la larghezza media delle nuove auto vendute in Europa è passata dai 170 cm del 2001 ai 180,3 cm nella prima metà del 2023. L’incremento medio è di circa 1 cm ogni due anni.

Oltre che lunghe, le auto si fanno sempre più ingombranti, ma non è un fenomeno privo di conseguenze. Non solo aumentando le dimensioni si riducono gli spazi per i parcheggi, ma aumenta anche la loro pericolosità. Infatti più un’auto è larga, alta e pesante, maggiori sono i rischi di morte per pedoni e ciclisti coinvolti in una collisione. L’allarme lanciato è soprattutto per i bambini: secondo le stime, entro il 2040 i bambini che camminano a piedi e che rimarranno uccisi in incidenti stradali a causa delle dimensioni dei veicoli aumenteranno del 40%.

Auto sempre più grandi

Secondo il nuovo rapporto di Transport & Environment, che ha analizzato la crescita del settore automobilistico, la lunghezza media delle auto di nuova immatricolazione aumenta di 1,2 cm ogni anno. Aumenta anche l’altezza, che complessivamente cresce di 0,5 cm all’anno, e la larghezza, di 1 cm ogni due anni.

Un fenomeno che prende il nome di “car spreading” e che segnala l’aumento di altezza, larghezza e lunghezza delle auto nonostante il calo delle dimensioni delle famiglie.

I problemi del car spreading

Non è un fenomeno privo di problemi, anzi. Effetti positivi non ce ne sono, se non quello di ottenere maggiori profitti per le case automobilistiche. Gli effetti negativi sono invece tutti quelli che si possono immaginare, a partire dallo spazio occupato nelle città.

Si parla di diminuzione dei parcheggi, aumento della sosta in zone non occupabili come marciapiedi e carreggiate, diminuzione dello spazio disponibile per biciclette, pedoni e altri veicoli e soprattutto aumento dei consumi, dell’uso di materiali e della massa da trasportare.

Il caso dei parcheggi

Le città europee stanno affrontando il problema delle grandi dimensioni delle auto. Secondo il rapporto di T&E, tutte le città rischiano di perdere tra l’8,5% e il 14% dei loro parcheggi su strada entro il 2040.

In uno studio precedente del 2023, circa il 52% dei primi 100 modelli venduti risultava più largo dello spazio minimo di un parcheggio stradale di 180 cm. Proseguendo in questa direzione:

  • Londra dovrebbe perdere tra i 72.000 e i 118.000 posti auto su strada entro il 2040;
  • Berlino potrebbe perdere tra i 71.000 e i 117.000 posti;
  • Roma potrebbe registrare una riduzione tra i 58.000 e i 95.000 posti;
  • a Madrid fino a 41.000 posti;
  • a Varsavia fino a 17.000 posti;
  • a Parigi fino a 12.000 posti.

Sicurezza stradale: incidenti e vittime

L’aspetto più grave dietro il fenomeno del car spreading è la sicurezza. Nonostante l’Europa voglia raggiungere le zero vittime nel trasporto stradale entro il 2050 con l’obiettivo “Vision Zero“, l’espansione delle dimensioni delle auto difficilmente aiuterà a ottenere tale risultato.

Diversi studi hanno infatti collegato l’altezza e la forma del cofano alla gravità degli incidenti. Secondo i dati di ETSC e T&E, l’aumento di 10 cm di altezza della parte anteriore del veicolo è associato a un aumento del 30% del rischio di morte per pedoni e ciclisti coinvolti in una collisione.

Il motivo è semplice da immaginare: un cofano più alto tende a colpire un adulto in una zona tra il torace e l’addome, mentre un bambino verrebbe colpito alla testa o al torace.

Anche se all’altezza vanno collegati elementi come velocità, sistemi di frenata automatica, visibilità e struttura del veicolo, si prevede che entro il 2040 le strade saranno più pericolose per pedoni, ciclisti e motociclisti a causa delle dimensioni delle auto. Senza un ridimensionamento dei veicoli, proseguendo con le tendenze attuali, tra il 2026 e il 2040 si stima la morte di 2.500 adulti e 79 bambini (+40% per questi ultimi).