Contratto terziario, chiesto aumento salario da 220 euro per 3 milioni di lavoratori

Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono 220 euro di aumento nel rinnovo del contratto terziario, che riguarda oltre 3 milioni di lavoratori

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nel settore terziario arriva una piattaforma rivendicativa unitaria per il rinnovo dei contratti nazionali. Il documento è stato approvato dalle categorie sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs, dopo l’assemblea con circa 1.500 delegati all’Auditorium della Conciliazione di Roma. La richiesta principale riguarda un aumento salariale di 220 euro mensili a regime per una platea di oltre 3 milioni di lavoratori. Si tratta della più ampia area contrattuale del settore privato in Italia. I contratti interessati sono in scadenza il 31 marzo 2027 e riguardano le associazioni datoriali Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, oltre alle cooperative Ancc-Coop, Confcooperative Consumo e Utenza e Agci.

Contratto terziario, la richiesta di aumento da 220 euro

Il punto centrale della piattaforma è il salario. I sindacati chiedono un aumento di 220 euro al mese per recuperare e rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori. La richiesta arriva in un settore attraversato da precarietà, lavoro povero e frammentazione delle condizioni contrattuali.

Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono inoltre un aumento del numero degli scatti di anzianità e un adeguamento dei relativi importi. L’obiettivo è valorizzare l’esperienza professionale maturata da chi resta più a lungo al lavoro.

Con l’approvazione della piattaforma si apre ora la fase di confronto con le associazioni datoriali. I sindacati puntano ad avviare rapidamente il negoziato per arrivare al rinnovo dei contratti entro la scadenza del 31 marzo 2027. L’obiettivo dichiarato è evitare i ritardi registrati in precedenti tornate contrattuali. Per le organizzazioni sindacali, il contratto nazionale deve restare il principale strumento di tutela per milioni di lavoratrici e lavoratori.

L’organizzazione dell’orario di lavoro

La piattaforma interviene anche sull’organizzazione dell’orario di lavoro. Tra le richieste ci sono l’aumento delle maggiorazioni per il lavoro domenicale, festivo e notturno, un limite massimo alle domeniche lavorate e il rispetto del principio della volontarietà. I sindacati chiedono inoltre maggiori tutele per chi ha carichi di cura, in modo da rendere più sostenibile la conciliazione tra lavoro e vita privata.

Un altro tema centrale riguarda il part-time involontario, molto diffuso nel terziario. La piattaforma chiede l’aumento dell’orario minimo, regole più stringenti sulle clausole elastiche, il diritto al ripensamento e la priorità nel passaggio al tempo pieno. Viene richiesto anche il consolidamento delle ore supplementari svolte in modo stabile. Sul fronte della flessibilità, i sindacati propongono la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato e in somministrazione.

Le priorità della piattaforma

Tra le priorità indicate ci sono anche il potenziamento del welfare contrattuale, dell’assistenza sanitaria integrativa e della previdenza complementare. La piattaforma prevede inoltre il rafforzamento delle relazioni sindacali, dei diritti di informazione e partecipazione e delle misure sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I sindacati chiedono anche nuove tutele contro discriminazioni e molestie, un ampliamento delle misure per la genitorialità e maggiori garanzie per chi lavora negli appalti e nel franchising. La piattaforma propone infine una revisione dei sistemi di classificazione e degli inquadramenti professionali, alla luce dei cambiamenti organizzativi e dell’innovazione tecnologica nel settore.