Richiamo di formaggio Camembert per contaminazione da Escherichia Coli, il lotto interessato

Il Ministero della Salute segnala il richiamo di un lotto di Camembert della Réserve des Crémiers a causa di una contaminazione da E. coli

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

Disposto il richiamo di un formaggio francese a causa di una contaminazione da batteri, nello specifico l’Escherichia Coli. L’avviso pubblicato sul sito del Ministero della Salute riguarda il Camembert da 250 grammi commercializzato dal marchio La Réserve des Crémiers, relativamente al lotto 031241.

Richiamato lotto di formaggio Camembert

Le autorità raccomandano di non consumare il formaggio appartenente al lotto segnalato. Ogni confezione deve essere restituita al punto vendita presso il quale è stato effettuato l’acquisto per le procedure di rimborso o sostituzione.

Di seguito le informazioni fondamentali per riconoscere il lotto segnalato:

Marchio La Réserve des Crémiers
Denominazione di vendita Camembert 250g
Nome del produttore Gillot
Sede dello stabilimento Normandia
Lotto di produzione 031241
Data di scadenza 8 aprile 2026
Motivo del richiamo contaminazione da batteri indesiderati (Escherichia Coli)

Questa l’avvertenza contenuta nel richiamo pubblicato sul sito del Ministero della Salute:

Escherichia Coli può causare, entro pochi giorni (2-7) dal consumo di prodotti contaminati, disturbi gastrointestinali talvolta accompagnati da febbre e, in alcuni casi, da emorragie. Sono possibili gravi complicanze renali, in particolare nei bambini. Chiunque sia in possesso di questi prodotti è invitato a non mangiarli e a restituirli al punto vendita in cui stati acquistati.

Ministero della Salute avverte: lotto di Camembert contaminato, restituzione obbligatoria
Ministero della Salute
Nell’immagine: Camembert da 250g richiamato, lotto 031241 a rischio E. coli.

Cos’è l’Escherichia coli e perché è pericoloso

L’Istituto Superiore di Sanità chiarisce che gli Escherichia coli (abbreviato, E. coli) sono batteri che si trovano nell’ambiente, negli alimenti e negli intestini di persone e animali. La maggior parte degli E. coli sono innocui, ma alcuni possono causare gravi malattie, come gli E. coli produttori di Shiga tossina (Stec).

Sintomi dell’Escherichia coli

L’infezione da E. coli, spiega l’Iss, può causare:

  • febbre;
  • diarrea a volte con sangue;
  • crampi addominali;
  • vomito.

Nella maggior parte dei casi di infezione da E. coli il quadro migliora da solo, ma per alcuni soggetti l’infezione può essere molto grave ed anche mortale. I bambini sono particolarmente a rischio.

L’apparato intestinale è il bersaglio principale, ma l’infezione da E. coli può estendersi arrivando a causare cistiti e infiammazioni del tratto urinario. Il batterio, seppure raramente, può dare origine a polmoniti, meningiti o setticemia.

In genere, i sintomi si manifestano in un arco che va dalle 12 ore ad alcuni giorni successivi all’esposizione batterica, protraendosi solitamente per circa una settimana.

Come si contagia

Il contagio avviene di solito in condizioni igienico-sanitarie scarse o durante soggiorni in Paesi in via di sviluppo. Il fenomeno è noto come “diarrea del viaggiatore”.

Il contagio avviene prevalentemente tramite l’ingestione di acqua o alimenti contaminati consumati crudi.

L’Escherichia coli soffre l’esposizione al calore: sottoporre i cibi a temperature elevate durante la cottura è un buon metodo per eliminare il batterio.

L’infezione può diffondersi anche attraverso il contatto oro-fecale tra persone. Lavare spesso e bene le mani è la prima misura igienica per ridurre il rischio di contagio. Anche le superfici vanno accuratamente pulite.

La cura

Il trattamento della diarrea causata da Escherichia coli prevede una terapia di supporto che si concentra sul reintegro dei liquidi e su un’adeguata alimentazione.

Gli antibiotici vanno utilizzati sotto esclusiva indicazione medica e possono talvolta ridurre la durata dei sintomi nelle infezioni da ceppi patogeni. Il loro impiego è tuttavia generalmente riservato solo ai quadri clinici più gravi. Nella maggior parte dei casi, l’infezione tende a risolversi spontaneamente. L’uso improprio di antibiotici va assolutamente evitato dal momento che contribuisce al grave fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Altro richiamo relativo a formaggio

Nei giorni scorsi, il sito del Ministero della Salute ha pubblicato un altro richiamo alimentare relativo a un formaggio a latte crudo.