Giornata mondiale dell’acqua: le regole d’oro per risparmiarla a tavola e il ricettario sostenibile Ue

Il progetto europeo SU-EATABLE LIFE, capitanato in Italia da Fondazione Barilla, propone ricette di cibo gustose e con ridotto uso di acqua

È sempre più evidente, ormai, che a livello globale i sistemi alimentari sono disfunzionali dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

A partire dal 1961, l’approvvigionamento alimentare pro capite è aumentato del 30% per far fronte ad una popolazione in costante crescita e sempre più urbanizzata. L’uso di acqua è raddoppiato e l’utilizzo di fertilizzanti è aumentato dell’800%. La transizione globale verso diete più caloriche e ricche di zuccheri, cereali raffinati, grassi e carne si riflette nella crescente incidenza delle malattie croniche come obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, che riducono le aspettative di vita.

Quanto e come incide l’impronta dell’uomo

L’agricoltura utilizza il 70% dei prelievi di acqua dolce disponibile per l’irrigazione e causa il 92% dell’impronta idrica dell’umanità. In Italia, abbiamo giornalmente un’impronta idrica per persona di circa 6.300 litri: il 30% in più rispetto alla Francia, circa il 6% in meno rispetto alla Spagna e il 20% in meno rispetto agli Stati Uniti.

In questo scenario, il rischio più rilevante che dovrà fronteggiare il nostro Paese per il prossimo futuro sarà proprio la disponibilità idrica, dal momento che il bacino del Mediterraneo è indicato come uno degli hotspot mondiali dove si verificherà una riduzione delle risorse idriche e che il prelievo di acqua dolce per uso agricolo è pari a quasi il 50% del totale dei prelievi idrici.

Le proiezioni per il futuro mostrano chiaramente che le attuali tendenze alimentari globali, se non subiranno un contraccolpo, porteranno a un aumento sostanziale di emissioni di gas serra connesse ai sistemi alimentari, che già rappresentano fino al 37% delle emissioni totali, di gas serra antropogenici – più del riscaldamento degli edifici (23,6%) e dei trasporti (18,5%) –, a risorse idriche utilizzate (il 92% dell’impronta idrica dell’umanità è connesso alla produzione e al consumo di cibo), alla deforestazione e alla perdita di biodiversità.

Perché la dieta è così importante per la conservazione dell’acqua

Garantire l’accesso a diete sane e sostenibili, e la loro disponibilità ed economicità, ha un enorme potenziale in termini di riduzione dell’incidenza di malattie, disabilità e decessi legati all’alimentazione, ma anche di prevenzione di disboscamento, perdita di biodiversità e sfruttamento dell’acqua.

“Stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per mantenere la promessa che abbiamo fatto agli europei: fare dell’Europa il primo continente climaticamente neutro nel mondo, entro il 2050. Col nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’Ue di almeno il 55% entro il 2030, apriremo la strada verso un pianeta più pulito e una ripresa verde” ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

I modelli di consumo guidano la produzione alimentare e il suo impatto. Accanto al miglioramento dell’efficienza agricola, a tecnologie che rendano le alternative alimentari a più basse emissioni scalabili e convenienti, alla riduzione dello spreco alimentare, si affianca anche un cambiamento nelle diete. La riduzione delle emissioni connesse al cibo sarà una delle maggiori sfide da affrontare nei prossimi decenni. Il cibo al centro della trasformazione sociale ed economica, dunque.

Il progetto Ue SU-EATABLE LIFE

Immaginate che 80 lavatrici a pieno carico, o 33 docce da 10 minuti, equivalgano al consumo di 4mila litri di acqua. Lo stesso consumo di acqua che si potrebbe risparmiare in un solo giorno, adottando una dieta sostenibile rispetto ad una non sostenibile. Si tratta dell’acqua nascosta utilizzata per produrre il cibo che mangiamo e che, cambiando le nostre abitudini, potremmo risparmiare.

Qualche esempio? Per produrre un chilo di verdura servono 336 litri di acqua, per un chilo di legumi essiccati ne servono circa 4.615, per un chilo di carne di maiale 6.299 e addirittura 15.139 litri per produrre un chilo di carne di manzo.

Nasce da queste premesse il progetto europeo SU-EATABLE LIFE, di cui Fondazione Barilla è partner italiana. Il progetto mostra come, attraverso piccole abitudini quotidiane e scegliendo in modo consapevole cosa mettere nel piatto, tutti possiamo essere parte di un approccio più sostenibile alle risorse idriche.

3,2 miliardi di persone nel mondo vivono in aree agricole caratterizzate da carenza d’acqua elevata o molto elevata, di cui 1,2 miliardi, cioè circa un sesto della popolazione mondiale, in aree dove la scarsità idrica è estrema. Un problema che ci riguarda tutti, visto che la quantità annuale di risorse di acqua dolce disponibili per persona è diminuita di oltre il 20% negli ultimi due decenni.

La Giornata mondiale dell’acqua

Una fotografia impietosa quella cattata da Fondazione Barilla in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebra ogni anno il 22 marzo. Come spiega la direttrice della Ricerca di Fondazione Barilla Marta Antonelli, scegliere una dieta attenta all’ambiente avrebbe un impatto positivo sulla disponibilità di acqua.

Adottando una dieta sostenibile, l’impronta idrica dei Paesi dell’UE28 potrebbe essere ridotta del 23%, mentre una dieta a base vegetale nutrizionalmente equivalente a una a base di proteine animali ridurrebbe l’impronta idrica del 38%. “Questo perché un pasto sostenibile richiede all’incirca 1.000 litri di acqua rispetto ai circa 3mila di un menù ‘idrovoro’”. Basterebbe – continua – bilanciare gli alimenti durante i pasti, limitando la frequenza degli ingredienti meno vantaggiosi per salute e ambiente a favore di quelli più sostenibili, per risparmiare quindi fino a 4mila litri di acqua a persona al giorno ed essere parte di un cambiamento globale.

“Sappiamo ormai che se vogliamo ridurre davvero il consumo di acqua uno dei modi più concreti per farlo sarebbe adottare diete più sostenibili”. Fondazione Barilla guida in Italia il progetto europeo SU-EATABLE LIFE che mira proprio a promuovere l’adozione di menù sani e sostenibili a partire dalle mense aziendali e universitarie.

L’iniziativa nasce per diffondere la cultura delle diete sostenibili, attraverso una prova su campo nelle mense e dimostrare che, per fare bene al pianeta ed essere sostenibili a tavola, “non serve necessariamente rinunciare alla carne o ai piatti della nostra tradizione gastronomica”, ha spiegato il prof. all’Università degli Studi della Tuscia Riccardo Valentini, coordinatore del progetto e membro dell’Advisory Board di Fondazione Barilla.

La dimostrazione arriva dalle tantissime ricette gustose proposte dal ricettario sostenibile di SU-EATABLE LIFE, il primo ricettario online (lo potete trovare qui) che riporta per ogni ricetta, sviluppata dal team di progetto in collaborazione con gli chef e le aziende di ristorazione aderenti all’iniziativa, il valore di impronta di carbonio e idrica, insieme ad una serie di suggerimenti per rendere più sostenibili i propri pasti.

Come ridurre l’uso di acqua

Sul tema acqua, il progetto mette a disposizione di lavoratori e studenti anche le tre regole d’oro da seguire per ridurre la propria impronta idrica attraverso la dieta, senza rinunciare al piacere del cibo:

  • adottare una dieta ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali: i prodotti di origine animale hanno generalmente un impatto maggiore sulle risorse idriche rispetto ai prodotti vegetali. In media, l’acqua necessaria per produrre 1 kg di carne bovina è 4 volte di più di quella per il pollame, più di 6 volte maggiore di quella per il pesce, 9 volte più grande di quella utilizzata per i cereali e 45 volte più grande di quella per le verdure. L’adozione di una dieta sostenibile ricca di verdure, frutta, legumi e cereali integrali consente di risparmiare fino a circa 2mila litri di acqua per singolo pasto rispetto a un menu a base di carne.
  • ridurre gli sprechi alimentari: ogni volta che sprechiamo il cibo, stiamo buttando via anche tutta l’acqua che è servita per produrlo: sprecando meno, potremmo contribuire a migliorare la sicurezza alimentare e ad alleviare la pressione sulle risorse naturali, come l’acqua, che sono state utilizzate proprio per produrre il cibo
  • bere molta acqua, preferendo, quando possibile, l’acqua di rubinetto: bere da una bottiglia riutilizzabile, garantirebbe una maggiore disponibilità di acqua. Per ogni bottiglia da 1,5 litri di acqua che acquistiamo, consumiamo ulteriori 1,9 litri di acqua in più per le operazioni di imbottigliamento, i processi industriali, l’imballaggio e il trasporto.

Una dieta sana, gustosa e rispettosa dell’ambiente

Per una dieta gustosa, sana e amica dell’ambiente, gli esperti di SU-EATABLE LIFE hanno sviluppato 5 pratici consigli:

  • Preferire gli alimenti di origine vegetale a quelli di origine animale: una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e frutta secca è ottima per la nostra salute ed è anche rispettosa del clima.
  • Mangiare carne rossa solo occasionalmente: la carne di manzo, agnello, maiale e i salumi sono sicuramente alimenti gustosi, ma se consumati troppo di frequente possono avere un impatto negativo sulla nostra salute e su quella della Terra. Meglio non mangiare carne rossa più di una volta alla settimana.
  • Mangiare proteine di origine vegetale: fagioli, lenticchie, piselli e altri legumi come i ceci, ma anche le verdure a foglia verde, sono fonti proteiche versatili e sostenibili. Sono inoltre ricche di fibre e nutrienti.
  • Parola d’ordine: varietà: fra gli alimenti di origine animale, le carni bianche e il pesce hanno un impatto minore sul pianeta rispetto alla carne rossa, il che significa che possiamo consumarli fino a 3 volte alla settimana facendo comunque la nostra parte per l’ambiente. Uova e formaggio vanno mangiati non più di un paio di volte alla settimana.
  • Non rinunciare al gusto: diversificare la dieta, esplorando tutte le varietà di verdura, legumi e cereali integrali a disposizione. Possiamo provare a rendere più invitanti zuppe e insalate aggiungendo una manciata di semi o frutta secca, e mangiare frutta di stagione come spuntino. Utilizzare oli vegetali per cucinare e prediligere prodotti locali e stagionali.

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