Il programma su ambiente e green economy del centrodestra

Un focus sulle proposte in tema di ambiente e lotta al cambiamento climatico della coalizione di centrodestra: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia

Il dibattito delle elezioni politiche in Italia del prossimo 25 settembre vede al centro della scena la questione dell’ambiente. In particolare, questo tema è entrato per la prima volta, almeno in maniera così rilevante, anche nel programma della coalizione di centrodestra.

In un recente video pubblicato sui propri canali social, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha dichiarato di essere “pronta a difendere l’ambiente e la bellezza della nostra terra”, riprendendo le parole del filosofo ed esponente conservatore Roger Scruton “l’ecologia è la quintessenza della causa conservatrice”.

La leader della destra italiana ha affermato nel video come “a differenza della sinistra” vuole affrontare il tema dell’ambiente in “maniera coerente, libera e innovativa. Senza alcun pregiudizio nei confronti dello sviluppo economico e delle nuove tecnologie”.

Ecco, quindi, un approfondimento su come l’alleanza di centrodestra, che oltre a Fratelli d’Italia comprende anche Lega, Forza Italia e Noi Moderati.

Il programma su ambiente e green economy del centrodestra

Nell’Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra – Per l’Italia, presentato dalla coalizione lo scorso 11 agosto, sui 15 punti redatti la questione ambientale appare al dodicesimo posto, con il titolo “L’Ambiente una priorità”. Il bullet point che ne segue inizia con un riferimento al rispetto degli “impegni internazionali assunti dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici”.

Tuttavia, non si entra troppo nel dettaglio su come si intendono perseguire nel concreto gli ambiziosi obiettivi europei contenuti all’interno del programma della Commissione Fit for 55, il quale prevede di tagliare le emissioni del 55% entro il 2030, per poi raggiungere la neutralità climatica per il 2050.

Anzi, il 1° punto del programma, riguardante la politica estera sembra andare in contrasto con il Green Deal europeo, proponendo una “Tutela degli interessi nazionali nella discussione dei dossier legislativi europei, con particolare riferimento alla transizione ecologica”. Questa citata è l’unica frase in cui viene di fatto utilizzato il termine transizione ecologica.

Per quanto concerne invece la “transizione energetica sostenibile”, punto 11, si apre sulla “sfida dell’autosufficienza energetica”.

Un obiettivo da raggiungere con un “aumento della produzione dell’energia rinnovabile”. Anche in questo caso non viene esplicitato su quali si intende puntare in maniera strategica. Mentre si entra leggermente più nello specifico menzionando successivamente la volontà di puntare sul “nucleare pulito e sicuro” e, in contrapposizione con la sinistra, “senza veti e preconcetti”.

Si trovano inoltre rimandi alla “salvaguardia della biodiversità attraverso l’istituzione di nuove riserve naturali”, oltre a diversi piani straordinari per combattere il “rischio di dissesto idrogeologico” e la “salvaguardia delle acque marittime e interne”, fino alla “promozione dell’educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora”.

Non vengono specificate, però, nemmeno le azioni da mettere in campo per “incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di mobilità urbana sostenibile”.

Qui il programma ambiente del centrosinistra e qui quello di Terzo Polo e M5s.

Le proposte di Fratelli d’Italia

Se per quanto riguarda la coalizione i punti appaiono quantomeno non approfonditi, le diverse forze politiche singolarmente sembrano provare a definire le proprie strategie in tema di green economy leggermente meglio nei programmi di partito.

Nel programma di Fratelli d’Italia, ad esempio, compare un capitolo dedicato alla “difesa dell’ambiente e della natura”, in cui si stabilisce di “aggiornare e rendere operativo il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”. Un’azione necessaria se si considera che l’ultima versione del PNACC risale al 2018.

Non sono chiariti quali siano gli interventi che Giorgia Meloni intende attuare una volta a Palazzo Chigi e, in maniera più generale, quali siano i macro-obiettivi che si intendono raggiungere nella lotta al cambiamento climatico.

Di seguito si fa riferimento al “ruolo attivo e propositivo nei prossimi mesi in Europa durante i negoziati del pacchetto Fit for 55”, con “l’obiettivo di difendere e tutelare gli interessi del sistema industriale e produttivo nazionale”.

Specificando questa intenzione, Meloni sembra quindi pronta a posizionare un eventuale Governo di centrodestra a difesa delle attività produttive italiane, eventualmente anche in contrapposizione alla lotta al cambiamento climatico.

Il programma della Lega

Nel suo documento di 200 pagine, la Lega dedica una parte approfondita alla transizione ecologica, lanciandosi in un attacco nei confronti del “vecchio “ambientalismo” ideologico”. In particolare, il partito di Via Bellerio è contrario alla conversione elettrica del comparto automotive che potrebbe mettere a rischio un settore che vale “il 16% del PIL italiano e 250mila addetti”.

Viene però proposto dal Carroccio un aumento delle piste ciclabili, della sharing mobility e della rete ferroviaria ad alta velocità. Quest’ultima dovrebbe servire non solo i passeggeri, ma anche il trasporto merci.

L’obiettivo di Salvini è passare dal livello attuale di “meno di un terzo del totale del trasporto merci che avviene su rotaie o via mare” ponendosi come “obiettivo realistico di farlo arrivare almeno al 50%”. Un livello oltre la media europea che ridurrebbe l’inquinamento provocato dall’attuale sistema basato sui tir.

La promessa di Berlusconi: “1 milione di nuovi alberi”

Per quanto riguarda quella che secondo i sondaggi è la terza forza della coalizione di centrodestra, non si può non citare una delle promesse di Silvio Berlusconi che di fatto hanno aperto l’attuale campagna elettorale.

Il leader di Forza Italia, infatti, lo scorso 22 luglio annunciava in caso di vittoria di essere pronto a piantare “almeno 1 milione di alberi su tutto il territorio italiano”.

Uno slogan che riprendeva la sua discesa in campo del ’94, quando il Cavaliere prometteva “1 milione di posti di lavoro”. L’ex presidente del Consiglio ha però dovuto correggersi e, dopo che gli era stato fatto notare che il PNRR prevede la piantumazione di 6,6 milioni di nuovi alberi entro il 2024, ha rilanciato l’intenzione di “mettere a dimora un milione di nuovi alberi ogni anno”.

Secondo la Onlus Italian Climate Network, il quale ha promosso per queste elezioni il progetto Indice di Impegno Climatico per le Elezioni Politiche 2022, il programma del centrodestra risulta essere complessivamente insufficiente. Con un punteggio di 4,1, infatti, la coalizione data in vantaggio da tutti sondaggi occupa l’ultimo posto per quanto riguarda le politiche a favore dell’ambiente.