Come risparmiare energia con l’ora legale

Sfruttare la luce naturale e limitare l'uso di forni e lampadine riduce i costi, ma c'è da fare attenzione all'impatto dei condizionatori nei mesi dell'ora legale

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo entrerà in vigore l’ora legale. Le lancette dell’orologio saranno spostate in avanti: nello specifico, il tutto avrà inizio quando le 02:00 di notte diventeranno le 03:00. Come ogni anno, ciò comporta dormire un’ora in meno ma ritrovarsi con giornate più lunghe.

Di volta in volta i dubbi sono gli stessi. Ci si interroga sui vantaggi dello spostare le lancette avanti o indietro, così come su quelli energetici. A ciò si aggiungono dibattiti sull’impatto ambientale e la salute umana. La domanda che interessa molti è quanto e come risparmiare energia con l’ora legale.

Ora legale: quando si sposta la lancetta

Sul finire di marzo, nella notte tra il 28 e il 29, si lascia il posto all’ora legale, un orario artificiale rispetto all’ora solare, che è quella “naturale”. Ciò ci farà dormire un’ora in meno.

Le lancette infatti andranno spostate di un’ora in avanti, in modo tale che le 02:00 di notte diventino le 03:00. Questo permetterà di avere giornate più lunghe per tutte le stagioni più calde, quindi la primavera e l’estate.

Minor consumi: fino a 90 milioni in meno

L’ora legale, entrata in vigore in Italia per la prima volta il 30 aprile 1916, è stata presentata come un modo per risparmiare in bolletta. Infatti, un’ora in più di luce permette di consumare meno, tanto per le abitazioni quanto per le attività. Secondo i dati di Terna, società di rete per la trasmissione di energia elettrica, i sette mesi di ora legale permettono di consumare meno energia e, quindi, risparmiare.

Si parla di cifre pari a circa 300 milioni di kilowattora, come il fabbisogno medio annuo di circa 120.000 famiglie. Il dato può essere tradotto anche in risparmio economico, che vale circa 90.000.000 di euro l’anno.

È stato analizzato anche un periodo di tempo più vasto, quello che va dal 2004 al 2025. In questo lasso temporale, il minor consumo di energia elettrica dovuto all’ora legale è stato complessivamente di oltre 12 miliardi di kilowattora. Ciò ha comportando in termini economici un risparmio di circa 2,3 miliardi di euro.

Come si risparmia davvero?

Grazie all’ora legale si può risparmiare concretamente sfruttando la luce naturale, così come una migliore e tardiva accensione delle illuminazioni interne ed esterne. Ragionando sul periodo dell’anno caratterizzato dall’energia legale, è bene sottolineare quanto gli accorgimenti salva-bolletta possano essere vanificati dall’uso eccessivo di sistemi di raffreddamento degli ambienti.

Il gran caldo, spesso fuori stagione a causa del cambiamento climatico, spinge sempre più persone a un uso eccessivo dei condizionatori. Ciò potrebbe azzerare ogni vantaggio accumulato, gravando maggiormente in bolletta.

L’impatto positivo sull’ambiente

L’impatto sui costi domestici non è così tanto incisivo, ma se si sommano le singole bollette con l’utilizzo di un’illuminazione artificiale per i luoghi pubblici, in ambito aziendale o per locali e altre attività, il risparmio diventa molto più evidente su ampia scala.

Sempre parlando di consumi, però, va citato l’impatto positivo sull’ambiente. L’adozione dell’ora legale infatti contribuisce alla sostenibilità green, perché riduce l’impatto legato alla produzione di energia elettrica. Vengono infatti emesse 170-180 mila tonnellate di CO₂ in meno.

Chi ci guadagna e chi ci perde

Ci sono diversi problemi legati al cambio tra ora legale e solare. Temi portati all’attenzione dell’Unione Europea, che ha votato per l‘abolizione dell’obbligo dell’alternanza. Non si riesce però a prendere una decisione d’insieme sull’abolizione definitiva del sistema.

Tra i problemi presentati vi è quello relativo ai sistemi informatici. Sembra infatti che il cambio dell’ora crei confusione e malfunzionamenti nei sistemi digitali. È stato fatto l’esempio del cambio dell’ora negli Stati Uniti nel 2007, quando una legge modificò la data di inizio e fine dell’ora legale. Ciò comportò un costo per le aziende di circa 350 milioni di dollari per riprogrammare milioni di software e dispositivi.

C’è poi il costo in salute e produttività. Il cambio semestrale tra ora solare e ora legale ha degli effetti negativi sulla salute pubblica. Questo ormai è stato accertato da diversi studi ed è stato persino possibile calcolare il numero di morti all’anno per incidenti stradali dovuti al solo cambio dell’ora. Gli Stati Uniti ne registrano 30, ma il cambio dell’orario è associato anche a un aumento degli infarti (+10% nei giorni successivi).

Al contrario, ci guadagnano i settori di commercio e ristorazione, perché si allungano le ore di luce serali e aumentano quindi i consumi per il commercio al dettaglio, la ristorazione e il turismo.