Biciclette elettriche rinascono: come donare loro nuova vita

Il progetto europeo Lions2Life rappresenta la base di partenza per trasformare le batterie in disuso delle e-bike in sistemi di accumulo di energia rinnovabile

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Secondo il rapporto “A Vision for a Sustainable Battery Value Chain in 2030“, le batterie al litio rappresentano la chiave tecnologica per centrare l’obiettivo dell’Accordo di Parigi (mantenere le emissioni globali al di sotto dei 2°C), questo perché, grazie al loro impiego nel settore dei trasporti sui veicoli elettrici, hanno il potenziale per ridurre le emissioni di CO2. Le batterie dei veicoli elettrici offrono una grande possibilità, ovvero possono essere riutilizzate come sistemi di stoccaggio di energia quando non sono più adatte per la mobilità.

In questo modo i veicoli elettrici sono in grado di aiutare la transizione verso sistemi di energia rinnovabile. Grazie alla combinazione di entrambi i settori, quello dei trasporti e della produzione di energia, sarà possibile rendere le fonti rinnovabili una reale soluzione al problema dell’inquinamento. Infatti, le batterie possono contribuire a ridurre del 30% le emissioni di carbonio rispetto ai valori richiesti per i settori dei trasporti e dell’energia.

Il progetto europeo Lions2Life è nato con l’obiettivo di riutilizzare le batterie dismesse dai piccoli veicoli elettrici, come e-bike, monopattini e scooter, per creare un sistema di stoccaggio di energia. L’obiettivo è quello di ridurre la produzione di rifiuti grazie all’economia circolare e contribuire allo sfruttamento delle energie rinnovabili.

L’obiettivo di Lions2Life

Come detto, Lions2Life è un progetto europeo che è stato promosso dall’EIT-Climate-KIC che ha testato la fattibilità di riciclare le batterie al litio dei veicoli elettrici per poter accumulare e conservare energia elettrica.

Il progetto si è concentrato sui sistemi di mobilità elettrica condivisa che stanno sempre più proliferando nelle nostre città: monopattini biciclette e scooter. L’obiettivo è stato guidato dallo scopo di prevenire la generazione di rifiuti collocandosi all’interno di un sistema virtuoso di economia circolare. Le batterie, anziché diventare rifiuti possono essere riutilizzate come sistemi di accumulo di energia rinnovabile.

Il contesto

La mobilità elettrica sta prendendo sempre più piede ed è la soluzione più immediata per limitare i danni creati dai veicoli a combustione. Non solo auto, ma anche il settore delle e-bike è in costante crescita, questo grazie anche ai vari incentivi e all’abbassamento dei costi dei veicoli a due ruote. Un dato su tutti è il numero di mezzi elettrici a due ruote venduti in Europa. Nel 2019 ne sono stati venduti 45.000, questo corrisponde a un aumento del 64% rispetto al 2018.

La diretta conseguenza è la grande attenzione della Comunità europea per l’industria delle batterie elettriche ed è in questo contesto che è nato il progetto Lions2Life.

I risultati

Il progetto è partito nel giugno del 2020 ed è durato 18 mesi. In questo periodo è stato messo a punto un prototipo che ha ottenuto grandi risultati, tanto che l’obiettivo è quello di riuscire a replicarlo su larga scala nelle città di tutta Europa. Ma di cosa si tratta?

Nel “Pinada Lab” nei pressi di Valencia è stato realizzato un impianto composto da 700 celle provenienti dalle batterie, provenienti dai veicoli elettrici dismessi, con uno stato di salute residuo superiore all’80%. Il prototipo è poi stato collegato ai pannelli fotovoltaici in modo che potesse accumulare l’energia prodotta grazie al sole. L’impianto realizzato ha una potenza nominale di circa 6,15 KWh e, insieme ad altri due accumulatori di energia realizzati con celle nuove, ha alimentato uno degli stabili de La Pinada.

Secondo le stime, il progetto di Lions2Life prevede di aumentare del 20% il ciclo di vita effettivo delle batterie. Questo comporterebbe allo stesso tempo un risparmio economico stimato intorno al 62,5% per unità acquistata.

Il progetto è al momento concluso e i dati raccolti serviranno come punto di partenza per progettare la filiera del riutilizzo e riciclo del futuro, tenendo presente il prossimo regolamento europeo relativo alle batterie.