La concentrazione di auto elettriche in una zona diminuisce l’inquinamento atmosferico. Suona come un dato scontato, ma grazie a un nuovo studio dell’Università della California abbiamo i dati precisi. Se c’erano ancora dei dubbi, questo studio si è prefissato di cancellarli con i fatti. È stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet e ci dice che ogni 200 veicoli a emissioni zero diminuisce in maniera visibile il livello di biossido di azoto in un quartiere.
Il dato diventa più forte lì dove ci sono maggiori auto elettriche immatricolate. In Italia, dove la qualità dell’aria è in miglioramento, ma in quasi tutte le città prese in esame le polveri sottili e altri inquinanti sono ancora piuttosto elevati, il numero di auto elettriche al 31 dicembre 2025 era di circa 365.000 unità. Si tratta di un mercato in crescita, ma ancora inferiore rispetto alla media europea.
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Quante auto elettriche servono per diminuire l’inquinamento
Lo studio dell’Università della California risponde a una domanda apparentemente semplice: quante auto elettriche servono per diminuire l’inquinamento atmosferico?
Da qui parte la ricerca. I ricercatori hanno suddiviso la California in quartieri e misurato le emissioni di CO₂ confrontandole con il numero di veicoli elettrici immatricolati in ciascuna zona. Per arrivare ai dati sui livelli di anidride carbonica non sono stati utilizzati soltanto misuratori locali, ma anche i dati ottenuti da un sensore satellitare ad alta risoluzione.
Questo espediente ha permesso di avere dati più chiari e ha risposto alla domanda, confermando il contributo positivo delle auto elettriche sull’inquinamento ambientale. In numeri: ogni 200 veicoli a emissioni zero aggiunti tra il 2019 e il 2023, sono diminuiti dell’1,1% i livelli di biossido di azoto (NO₂), gas inquinante e a effetto serra.
Questo gas specifico è anche il responsabile di una serie di condizioni di salute gravi, come asma cronica e bronchiti, e concorre all’aumento del rischio di malattie cardiache e ictus.
La qualità dell’aria in Italia
I risultati dello studio statunitense possono essere trasposti anche alla situazione italiana. Di recente è stato pubblicato il report di Legambiente sull’inquinamento atmosferico nel Bel Paese. Ne emerge un quadro in miglioramento, anche se ancora incompatibile con gli obiettivi dell’Unione Europea per il 2030.
Molte le città che superano i limiti per svariati giorni all’anno. Maglia nera la città di Palermo, subito dopo Milano, Napoli e Ragusa. Per esempio, a Palermo l’inquinamento è dovuto soprattutto al traffico dei veicoli, a differenza di Milano dove si concentrano trasporti, riscaldamento domestico, oltre alla produzione di gas climalteranti da parte delle industrie e degli allevamenti nelle periferie.
Quante auto elettriche ci sono in Italia?
Il 31 dicembre 2025 è stato messo un punto ai dati sulle immatricolazioni delle auto elettriche in Italia. Alla data ne risultavano 365.091, con nuove immatricolazioni pari a 94.320, il che fa segnare un +46,1% rispetto al 2024.
Un dato positivo, ma che purtroppo non è ancora vicino alla media europea. Infatti, se in Italia la quota di mercato è pari al 6,2% (+2,2% rispetto al 2024), in Europa la media è del 18,8%.
Il dato ci mostra che l’interesse verso i veicoli elettrici è in continuo aumento, pur con differenze da regione a regione. Infatti, i veicoli elettrici sono maggiormente presenti nelle regioni del Nord Italia, guidate dalla Lombardia con oltre 26.000 unità.
Il motivo è semplice ed è relativo alla presenza di maggiori colonnine: al Nord sono molto più frequenti, mentre al Centro e al Sud sono disposte a macchia di leopardo sul territorio.
Negli Stati Uniti, secondo lo studio, una transizione completa verso i veicoli elettrici ridurrebbe le concentrazioni di NO2 del 61%. Ci si può aspettare un dato simile e positivo anche in Italia, soprattutto se accanto all’elettrificazione del parco auto (attualmente il più vecchio d’Europa) si affiancano operazioni di decarbonizzazione dei riscaldamenti domestici e delle attività produttive.