Dall’autostrada del Sole all’autostrada solare, dalla carreggiata alla piattaforma energetica. Non stiamo parlando dell’A1, utile soltanto al gioco di parole, ma dell’A4. Lungo l’arteria infrastrutturale che collega Brescia e Padova correrà infatti un nuovo maxi parco fotovoltaico annunciato da A4 Holding.
Un piano da 40 milioni di euro che punta a installare 26 impianti solari in aree già interessate da attività umane, senza nuovo consumo di suolo. I lavori sono stati avviati e il progetto si inserisce nel filone, sempre più strategico, della produzione energetica distribuita applicata alle grandi reti viarie.
Parco solare sull’A4 Brescia-Padova, cosa prevede il progetto “diffuso”
La rete in concessione ad Autostrada che si dirama lungo la direttrice del Nord-Est Brescia-Verona-Vicenza-Padova vedrà l’installazione di 17.443 pannelli fotovoltaici distribuiti in 26 siti, per una potenza complessiva di 11,87 megawatt.
I moduli saranno collocati su oltre 54mila metri quadrati di superficie tra gallerie, svincoli e aree di pertinenza autostradale. Non si tratterà dunque di un grande campo fotovoltaico concentrato in un unico punto, ma di una rete di impianti disseminati lungo l’asse autostradale.
È proprio questa architettura “diffusa” a rendere il progetto interessante anche dal punto di vista sistemico. La generazione di energia avviene vicino ai punti di consumo, riducendo dispersioni e rendendo più efficiente l’alimentazione di dispositivi essenziali della rete.
Quanto vale l’investimento e perché è strategico per A4 Holding
Come accennato, l’investimento complessivo supera i 40 milioni di euro e rappresenta una delle iniziative più rilevanti lanciate finora in Italia sul fronte dell’integrazione tra autostrade ed energia rinnovabile. Di questa cifra, circa 7,3 milioni di euro sono destinati ai sistemi di accumulo. Segnale che il progetto non punta solo a produrre elettricità, ma anche a gestirla in modo più stabile e continuo.
Per A4 Holding il parco fotovoltaico sull’A4 risponde a quattro esigenze strategiche volte a ripensare l’autostrada non più come sola infrastruttura di transito, ma come nodo energetico e logistico:
- generazione distribuita;
- efficientamento energetico di edifici e impianti;
- sviluppo della mobilità elettrica e valutazione di tecnologie come biomassa;
- idrogeno verde e retrofitting fotovoltaico (cioè l’aggiornamento di impianti esistenti con un sistema di accumulo elettrochimico).
Taglio di 5mila tonnellate di anidride carbonica
Il messaggio che accompagna l’iniziativa è chiaro: sfruttare spazi infrastrutturali esistenti per produrre energia rinnovabile senza, senza intaccare ulteriormente la natura.
Anzi, prestando maggiore attenzione all’ambiente. Il nuovo sistema permetterà infatti di tagliare le emissioni al ritmo di 5mila tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Batterie e accumulo, come funzionerà l’energia solare in autostrada
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda proprio l’accumulo energetico. Le batterie previste avranno una capacità complessiva di 12,95 megawattora e serviranno a utilizzare l’elettricità prodotta anche nelle ore serali e notturne.
Questo elemento è cruciale perché consente di alimentare in continuità gli snodi più sensibili della rete, come gallerie, svincoli e caselli, cioè punti dove l’affidabilità energetica è un requisito di sicurezza oltre che operativo. In concreto, il modello immaginato non si limita a tagliare la bolletta energetica della concessionaria, ma mira piuttosto a rafforzare l’autonomia energetica di una rete complessa.
Un obiettivo collaterale è senza dubbio anche la riduzione dei costi dell’elettricità acquistata sul mercato. Una mossa innovativa soprattutto alla luce degli shock energetici degli ultimi anni, che hanno reso centrale per imprese e infrastrutture la capacità di autoproduzione e gestione dell’energia.