Partita iva “furba”, stretta del Governo: come funzionerà

Il Governo vuole lottare l'evasione e la frode fiscale legate alle partite Iva furbe inserendo in legge di Bilancio una stretta importante

La prima manovra finanziaria del governo Meloni metterà sì sul piatto 35 miliardi, ma anche e soprattutto una serie di misure volte ad arginare quanto più possibile l’evasione e la frode fiscale collegate alle partite Iva (qui vi abbiamo parlato di come funzionerà la flat tax).

Se in sede di campagna elettorale la leader di Fratelli d’Italia aveva promesso di voler bloccare il contrasto delle “partite Iva apri e chiudi”, nei suoi primi mesi da presidente del Consiglio ha trasformato le parole in fatti, con una misura inserita nella Finanziaria che si traduce in una vera e propria stretta per gli imprenditori “furbi”.

Cosa sono le partite iva apri e chiudi

Prima di parlare delle misure inserite nella manovra di Bilancio, bisogna però chiarire cosa sono le cosiddette partite Iva “apri e chiudi” e perché, in sede di campagna elettorale, la futura presidente del Consiglio Giorgia Meloni le aveva citate.

Si tratta infatti di partite Iva, spesso aperte da cittadini extra Ue, che iniziano l’attività in Italia e ancor prima di cominciare a pagare le tasse vengono chiuse. Così facendo, ancor prima che lo Stato si possa accorgere di loro, gli imprenditori chiudono l’attività non versando un solo euro nelle casse italiane.

Si tratta dunque di una vera e propria manovra di evasione che si ripercuote in maniera decisa nell’economia italiana, con Giorgia Meloni che aveva sottolineato: “Chi vuole lavorare da noi è il benvenuto, ma chi arriva da fuori dell’Unione europea, prima di aprire la serranda, dovrà presentare una fideiussione a garanzia del pagamento delle tasse”. E così sarà.

La stretta sulle partite iva furbe, come funziona

Nel solo 2021, per aiutarci con i numeri, sono stati circa 53.000 gli operatori nati fuori dall’Italia e dai Paesi Ue ad aver avviato un’attività in Italia, circa il 10% del totale delle aperture nell’anno, col 23% di queste che si sono dedicate al commercio all’ingrosso e al dettaglio e il 21% al settore delle costruzioni.

Nella legge di Bilancio 2023 è stata quindi inserita una nuova norma che porterà a una doppia stretta sul fenomeno. In primis verrà applicato un piano di controlli mirato per andare a individuare quei fenomeni di evasione e frode fiscale collegate proprio all’apertura e alla chiusura vorticosa di partite Iva, poi verrà richiesta una fideiussione per i soggetti extracomunitari che avranno intenzione di aprire una partita Iva in Italia (qui vi abbiamo parlato del crollo delle partite Iva in Italia).

La stretta, nello specifico, trae ispirazione dalla proposta di legge presentata dal leghista Massimo Bitonci, ora sottosegretario al Mimit, nel 2010 con la quale era stata richiesta l’intensificazione del monitoraggio su soggetti a rischio evasione. Ai tempi venne bocciata perché ritenuta discriminatoria verso le partite Iva straniere, oggi è stata modificata per rilanciare i controlli in modo da assicurare una vigilanza sistematica sulle situazioni a specifico rischio di evasione e frode fiscale e contributiva.

La vera e propria grande novità inserita nella manovra è però la fideiussione richiesta per aprire la partita Iva da soggetto non appartenente all’Unione europea.

Per questi, infatti, lo Stato italiano avanzerà una richiesta di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa in favore delle Entrate per un importo non inferiore a 20.000 euro, cifra che, in un certo senso, cercherà di vincolare gli operatori agli adempimenti dovuti in ambito sia tributario che contributivo. Come fosse una caparra, la fideiussione verrà restituita all’atto della cessazione dell’attività, ma sempre se saranno stati eseguiti tutti i versamenti fiscali e contributivi dovuti dal contribuente.

Fatturazione elettronica: i migliori software da usare

Ricordiamo che tutte le partite Iva, anche in regime forfettario, ora devono fare fattura elettronica.

Sono diversi i software che è possibile utilizzare per avere la fatturazione elettronica. Tra questi, i più utilizzati sono:

Per ulteriori info sulla fatturazione elettronica, vi rimandiamo alla guida dell’Agenzia delle Entrate, che potete scaricare qui gratuitamente in formato pdf.