La gestione delle pendenze fiscali segue regole molto precise per la strutturazione dei piani di rateizzazione. Con l’obiettivo di sostenere i contribuenti in temporanea difficoltà finanziaria, la disciplina stabilisce un’estensione della durata dei rimborsi, introducendo criteri specifici che variano sulla base della somma dovuta e all’anno di invio della richiesta.
Il quadro normativo per la dilazione dei debiti ripartisce la durata del piano tenendo conto della data della presentazione dell’istanza e della documentazione fiscale necessaria a comprovare lo stato di crisi.
Indice
Come cambiano le rate per debiti fino a 120.000 euro
I debiti che non superano la soglia dei 120.000 euro beneficiano di una procedura semplificata. Il contribuente può richiedere la ripartizione dei versamenti tramite un’autodichiarazione, senza dover presentare prospetti Isee o bilanci aziendali.
Il piano di ammortamento si sviluppa secondo scadenze e criteri definiti:
- per le domande trasmesse nel corso del 2026, la durata massima del piano ordinario è fissata fino a un limite di 84 rate mensili, pari a 7 anni di rateizzazione
- per le istanze inoltrate a partire dal 1° gennaio 2027, la soglia estensibile salirà ulteriormente fino a 96 rate mensili, consentendo un ammortamento distribuito su 8 anni
- in entrambe le finestre temporali, l’importo minimo di ciascuna rata non potrà scendere al di sotto della cifra soglia di 50 euro
L’accesso alla finestra da 96 rate dipende esclusivamente dal giorno di invio della richiesta sul portale telematico della riscossione, indipendentemente dalla data di notifica della cartella esattoriale.
Chi ha diritto a 120 rate
L’accesso a un’ulteriore dilazione, che può raggiungere 120 rate distribuite nell’arco di un decennio, richiede requisiti più stringenti. Questa opzione, necessaria anche quando l’ammontare complessivo delle cartelle supera i 120.000 euro, è subordinata alla presentazione di documenti comprovanti la situazione di difficoltà finanziaria.
Il comparto Riscossione dell’Agenzia delle Entrate verifica l’ammissibilità al piano decennale attraverso indicatori patrimoniali differenziati in base al soggetto richiedente:
- per le persone fisiche e le imprese individuali in regime semplificato rileva il valore dell’indicatore Isee;
- per le società e le entità commerciali si applica la verifica dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa di copertura del debito;
- per i complessi condominiali la valutazione si fonda sul calcolo dell’indice Beta.
Decadenza dal piano e procedura di richiesta telematico
Per mantenere attivo il beneficio della dilazione occorre però prestare attenzione al calendario delle scadenze. La legge stabilisce infatti precise clausole di decadenza: per i piani concessi a seguito di istanze recenti, il mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive, comporta la perdita autonoma del beneficio della dilazione. In tal caso, il debito residuo diventa immediatamente esigibile in un’unica soluzione e l’ente di riscossione può riprendere le procedure esecutive o cautelari.
L’invio delle domande avviene interamente per via digitale, seguendo questa procedura:
- effettuare l’accesso all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con Spid, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi;
- selezionare le cartelle da rateizzare;
- calcolare la simulazione del piano di ammortamento;
- inoltrare l’istanza;
- attendere l’approvazione della richiesta;
- scaricare i bollettini di pagamento direttamente dalla piattaforma.
Ripartire il debito su un orizzonte pluriennale riduce l’impegno finanziario mensile. Sul capitale residuo resta comunque confermata l’applicazione degli interessi di dilazione previsti dalla legge, pari al 4,5% annuo.