La Carta del docente cambia: il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito ridisegna, al ribasso, il più noto bonus riservato a maestri e professori.
In pratica, l’importo della Carta del docente viene rivisto al ribasso: 100 euro in meno rispetto a quanto previsto originariamente dalla legge 107 del 2015, quella sulla Buona Scuola. Si passa quindi da 500 euro a 400 euro, per un taglio pari al -20%. Ma la platea dei beneficiari viene allargata.
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Carta del docente anche ai precari
I sindacati sono sul piede di guerra ed evidenziano come nei fatti un taglio del -20% sia già intervenuto nel corso dell’ultimo decennio a causa dell’inflazione.
La principale novità introdotta dal decreto è l’estensione della Carta del docente agli insegnanti precari con contratto al 30 giugno o al 31 agosto, oltre che al personale educativo.
Si tratta di una misura attesa da anni e spinta anche da una serie di sentenze, comprese quelle della Corte di Giustizia europea, che hanno riconosciuto il diritto dei supplenti a beneficiare dello strumento.
La platea dei destinatari passa così da circa 819mila docenti a oltre 1 milione. Tuttavia, per rendere possibile l’ampliamento, il Mim ha scelto di mantenere invariato il fondo complessivo, pari a circa 400 milioni di euro annui. La conseguenza è stata una redistribuzione delle risorse che ha inciso al ribasso sull’importo individuale: più beneficiari, stessa dotazione finanziaria, bonus più basso per tutti.
Per compensare la riduzione della Carta del docente, il ministero ha previsto lo stanziamento di oltre 270 milioni di euro provenienti da fondi Pon (Programma Operativo Nazionale) destinati direttamente alle scuole. Le risorse serviranno per l’acquisto di dotazioni tecnologiche, come computer e tablet, e di libri che potranno essere messi a disposizione dei docenti in comodato d’uso, oltre che per iniziative di formazione inserite nel piano dell’offerta formativa degli istituti.
Secondo il ministro Giuseppe Valditara, questa scelta consentirebbe di rafforzare la finalità originaria della Carta del docente, cioè l’aggiornamento e la formazione professionale, orientando in modo più mirato l’utilizzo delle risorse. I dati degli ultimi anni mostrano infatti che una quota rilevante del bonus è stata spesa per hardware e software, mentre solo una percentuale ridotta è stata destinata a corsi di formazione.
Il ritardo della Carta del docente
Un’altra polemica riguarda il ritardo nell’erogazione della Carta del docente: tradizionalmente la Carta veniva resa disponibile all’inizio dell’anno scolastico, tra settembre e ottobre. Quest’anno, invece, l’attivazione è prevista a fine febbraio a causa del riconteggio dei beneficiari. Le associazione di categoria hanno protestato, sostenendo che tali ritardi nell’erogazione hanno avuto un impatto sulla possibilità degli insegnanti di programmare le spese per l’aggiornamento professionale. Il ministero ha fatto sapere che dal prossimo anno il calendario dovrebbe stabilizzarsi su questo periodo.
Come funziona la Carta del docente 2026
Entro la fine di febbraio tutti i docenti, esclusi i supplenti per pochi giorni, riceveranno un accredito di 400 euro. Oltre ai classici libri, cinema, teatro, musei, hardware e software, da quest’anno il benefit coprirà anche le spese per i trasporti.
Per evitare abusi, Valditara ha introdotto una limitazione: chi acquista un computer o tablet non potrà beneficiare dello stesso contributo per la medesima finalità per i successivi quattro anni. Si vuole evitare, ad esempio, che gli insegnanti comprino un pc ogni anno, magari rivendendo quello vecchio per guadagnarci.
Parallelamente al bonus individuale ogni istituto scolastico gestirà una sorta di tesoretto dedicato alla formazione: se un insegnante desidera frequentare un corso di aggiornamento, non dovrà più attingere necessariamente ai propri fondi, ma potrà richiedere il finanziamento alla dirigenza scolastica, che valuterà l’inerenza con il piano formativo dell’istituto. Lo stesso meccanismo si applicherà a libri e dispositivi digitali: la scuola potrà procedere all’acquisto diretto, ad esempio di un pc o di un classico della letteratura, fornendo poi il materiale al docente in comodato d’uso.