Bonus giovani 2026 per gli under 35, come funziona davvero: la guida dell’Inps

Il decreto Milleproroghe aggiorna le agevolazioni per i nuovi contratti a tempo indeterminato per giovani e zona Zes

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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È stato riconfermato anche per il 2026 il bonus giovani. Si tratta di un’agevolazione pensata non direttamente per i giovani under 35, ma per le aziende che devono assumerli. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe, lo Stato ha confermato, ma soprattutto aggiornato, il bonus per chi assume giovani a tempo indeterminato.

I requisiti non sono difficili da possedere ed è facile che moltissimi giovani rientrino nella categoria, rendendo le nuove assunzioni più semplici. L’azienda ha il vero vantaggio, ovvero uno sgravio contributivo del 100% se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto. Anche se non viene rispettato questo requisito, comunque lo sconto contributivo è del 70%. Ci sono dei cambiamenti nel 2026 rispetto al bonus dello scorso anno, come il fatto che dal 1° aprile scatta l’obbligo di inserire sul portale Siisl le opportunità di lavoro accessibili con i requisiti del bonus giovani under 35.

Che cos’è il bonus giovani under 35

Il bonus giovani è lo sgravio contributivo per le assunzioni dei giovani under 35.

Lo sgravio fiscale è rivolto alle aziende che assumono giovani a tempo indeterminato. Con la conversione in legge del decreto Milleproroghe (legge 27 febbraio 2026, n. 26), lo Stato ha confermato e aggiornato il bonus.

Il bonus influisce indirettamente sui giovani e direttamente sulle aziende che assumono. È un incentivo che abbatte i costi dei contributi che le aziende devono versare nel caso assumano a tempo indeterminato chi:

  • ha un’età non superiore a 35 anni;
  • non ha mai avuto in precedenza un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Come funziona: gli sgravi

Il decreto Milleproroghe ha cambiato alcune regole. I requisiti non sono stringenti, ma definiti “sfidanti” per le imprese. Ricordiamo che il bonus spetta a chi crea nuovo lavoro reale.

Ci sono due livelli di sgravio contributivo:

  • del 100%, se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto, ovvero se il numero totale dei dipendenti aumenta rispetto alla media dell’anno precedente;
  • del 70% se l’azienda assume, ma non aumenta il numero complessivo dei dipendenti.

Attenzione: per poter ottenere lo sgravio contributivo, i datori di lavoro devono essere in regola con i contributi e le norme di sicurezza.

Infine l’incentivo non è uguale per tutti, nel senso che vale a seconda del territorio sul quale l’assunzione avviene. Il massimale dell’esonero è pari a:

  • 500 euro mensili per le assunzioni effettuate sul territorio nazionale;
  • 650 euro mensili per quelle effettuate presso una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.

Come cambia nella zona Zes Unica

Se si entra nella zona Zes Unica, quindi il “Mezzogiorno”, l’agevolazione cambia ancora aspetto. Infatti la finestra di tempo per le assunzioni è stata estesa nella zona economica speciale.

Nella Zes lo sgravio contributivo è possibile fino alle assunzioni effettuate al 30 aprile 2026.

Per Zes si intendono le regioni di:

Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.

Bonus donna: un’opzione extra

Simile nella formulazione e quindi spesso descritto insieme al bonus giovani, il bonus donne è anch’esso un esonero contributivo, ma come dice il nome destinato alle donne senza impiego.

Valgono regole simili: è un esonero contributivo, che arriva però fino a 650 euro al mese per un massimo di 24 mesi.

La finestra di tempo è allargata per le regioni di Marche e Umbria, che avranno tempo per le assunzioni fino al 31 dicembre 2026.

Anche in questo caso per accedere allo sgravio contributivo, l’azienda deve generare un aumento netto dell’occupazione in azienda e coinvolgere donne con specifici requisiti.

Questi sono:

  • donne senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • donne senza impiego da almeno sei mesi residenti nella Zes Unica, Mezzogiorno;
  • professioniste operanti in settori con forti disparità di genere.