Bonus centri estivi 2026, chi può richiederlo e come funziona: le ipotesi

L'Inps non ha ancora pubblicato il bando ufficiale per il bonus centri estivi 2026, ma possiamo già ipotizzare come e quando verrà erogato

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista dal 2002, Pierpaolo Molinengo è specializzato in analisi fiscale, economia e finanza. Cura lo studio di scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali del settore.

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In vista della stagione estiva, si delinea il percorso per l’accesso al bonus centri estivi 2026, la misura di sostegno destinata alle famiglie per la copertura delle spese di frequenza di parchi gioco, centri estivi e strutture socio-educative.

Cos’è il bonus centri estivi Inps

L’agevolazione consiste in un contributo erogato dall’Inps per abbattere i costi delle attività svolte dai minori nel periodo compreso tra giugno e agosto 2026.

Sebbene il bando ufficiale non risulti ancora pubblicato sul portale dell’Istituto, le procedure per la presentazione delle istanze per via telematica prevedono solitamente come termine ultimo la data del 26 giugno.

Chi sono i destinatari

Il contributo non è aperto a tutti i cittadini, ma è riservato ai figli (o orfani ed equiparati) dei dipendenti e pensionati iscritti a specifiche gestioni:

  • gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali: dipendenti pubblici in servizio e pensionati che aderiscono a questo fondo;
  • gestione dipendenti pubblici;
  • gestione Ipost: dipendenti e pensionati del Gruppo Poste Italiane.

Requisiti dei beneficiari

Per poter beneficiare del bonus, i figli devono rispettare i seguenti parametri:

  • età compresa tra i 3 e i 14 anni;
  • per i ragazzi in età scolare, l’iscrizione alla scuola primaria o secondaria di primo grado;

Strutture organizzatrici ammesse

Il bonus generalmente può essere utilizzato presso centri gestiti da:

  • enti pubblici come Comuni o scuole;
  • enti privati come associazioni sportive, Onlus o cooperative sociali;
  • enti religiosi come oratori e centri parrocchiali.

È necessario, a ogni modo, che l’ente risulti essere regolarmente iscritto ai registri amministrativi e in possesso di autorizzazione comunale per l’esercizio dell’attività di centro estivo.

Per poter accedere al rimborso, è fondamentale che il centro estivo scelto rispetti precisi standard strutturali e temporali.

Requisiti educativi

Il contributo è destinato esclusivamente ai centri diurni: l’agevolazione non copre quindi i soggiorni che prevedono il pernottamento, per i quali l’Inps mette solitamente a disposizione bandi specifici e separati.

Il centro deve garantire un progetto che includa:

  • attività ludico-ricreative;
  • attività sportive;
  • attività culturali;
  • attività ambientali.

Requisiti di sicurezza

Deve esserci un numero adeguato di educatori/animatori rispetto al numero dei bambini (rapporto numerico previsto dalle normative regionali). La struttura deve avere una copertura assicurativa attiva per la responsabilità civile e gli infortuni dei partecipanti.

Durata delle attività

Sotto il profilo del calendario, le attività devono concentrarsi nel cuore della stagione estiva, ovvero tra i mesi di giugno, luglio e agosto 2026.

Frequenza del minore

Per convalidare il diritto al bonus centri estivi, è richiesta una frequenza minima di una settimana (pari a 5 giorni lavorativi, anche non consecutivi).

Il sostegno economico può coprire un arco temporale massimo di 4 settimane complessive per ogni minore.

Quali attività sono escluse dal bonus

Non sono rimborsabili:

  • corsi singoli, come può essere il solo corso di nuoto di 1 ora al giorno;
  • campi estivi con pernottamento;
  • servizi di babysitting individuale (per i quali esistono altri tipi di bonus).

A quanto ammonta il rimborso

Il bonus centri estivi non è un contributo a pioggia di importo fisso, ma un rimborso spese calcolato su base settimanale e proporzionato al reddito della famiglia.

L’Inps stabilisce un tetto massimo rimborsabile per ogni settimana di frequenza (solitamente 100 euro a settimana):

  • se il centro costa meno del massimale, il rimborso viene calcolato sulla spesa effettiva;
  • se il centro costa più del massimale, l’eccedenza resta a carico della famiglia.

Per i minori con disabilità (ai sensi della Legge 104/92) o invalidità al 100%, sono solitamente previste maggiorazioni del contributo (dal 30% al 50%) per coprire le spese di assistenza dedicata.

Il calcolo in base all’Isee

La cifra che effettivamente verrà accreditata dipende dalla fascia Isee di appartenenza. Nel caso in cui l’indicatore non dovesse essere presentato, l’Inps collocherà d’ufficio il richiedente nella fascia più alta.

Fascia Isee Percentuale di rimborso Esempio su 100 euro di spesa
Fino a 8.000 euro 100% Si ricevono 100 euro
Da 8.001 a 24.000 euro 95% Si ricevono 95 euro
Da 24.001 a 32.000 euro 90% Si ricevono 90 euro
Da 32.001 a 56.000 euro 80% Si ricevono 80 euro
Oltre 56.000 euro (o senza Isee) 70% Si ricevono 70 euro

Come presentare la domanda e l’iter di erogazione

La procedura di richiesta è esclusivamente telematica e deve essere inoltrata attraverso il Portale Welfare in un click dell’Inps.

Per accedere al servizio, i richiedenti devono autenticarsi utilizzando i sistemi d’identità digitale come Spid e Cie. È importante sottolineare che se venisse rispettata la scadenza del 26 giugno 2026, questo non garantirebbe il pagamento immediato.

L’iter prevede infatti i seguenti passaggi:

  • chiusura dei termini con la raccolta di tutte le istanze entro il 26 giugno;
  • pubblicazione delle graduatorie dopo che l’Inps ha stilato gli elenchi basati sul valore dell’Isee;
  • chi rientra in posizione utile in graduatoria ha diritto alla prenotazione del contributo, che viene poi erogato a seguito della rendicontazione delle spese.

I requisiti fiscali per il rimborso

Perché la richiesta di rimborso vada a buon fine, è fondamentale che il documento fiscale sia compilato con estrema attenzione in ogni sua parte. Tutto parte dall’intestazione, che non ammette distrazioni.

I dati della fattura

La fattura deve essere emessa esclusivamente a nome del genitore che ha effettivamente inoltrato la domanda sul portale dell’Istituto.

Non basta però che ci siano i dati dell’adulto: all’interno del documento devono risultare chiaramente anche i dati del minore che beneficia del servizio:

  • nome;
  • cognome;
  • codice fiscale.

Passando al contenuto della prestazione, la descrizione non può essere generica. È necessario utilizzare la dicitura specifica Frequenza centro estivo diurno, avendo cura di precisare esattamente sia la sede dove si svolge l’attività, sia il periodo temporale di fruizione, indicando le singole settimane o i giorni precisi in cui il minore è stato presente.

Infine, bisogna prestare la massima attenzione alla tracciabilità del pagamento, che rappresenta un requisito bloccante. Per l’Inps il saldo deve avvenire tassativamente tramite sistemi verificabili, come il bonifico bancario o l’utilizzo di carte di credito o debito.

È bene ricordare che qualsiasi pagamento effettuato in contanti, pur se regolarmente fatturato, comporterebbe l’annullamento automatico della richiesta di rimborso, poiché non rispetterebbe i criteri di trasparenza richiesti.

Stato del Bonus Centri Estivi 2026: facciamo chiarezza

Molte famiglie si stanno già muovendo per pianificare l’estate, ma è fondamentale distinguere tra le diverse agevolazioni offerte dall’Inps per evitare errori nella domanda:

Il bando specifico per il rimborso delle spese di iscrizione ai centri estivi territoriali non è ancora stato pubblicato. Sebbene la scheda del servizio sia presente sul portale Inps, mancano ancora le date ufficiali per l’invio delle istanze.

I bandi per Estate Inpsieme 2026 (soggiorni studio in Italia e all’estero) sono invece già online e l’ultima data per l’invio della domanda era il 10 febbraio 2026. Si tratta di un contributo diverso, destinato a pacchetti vacanza strutturati e non alla frequenza dei centri diurni locali.