Bonus caregiver 2026, come richiederlo e requisiti: a che punto siamo con l’approvazione

Manca ancora il via libera definitivo di Camera e Senato, ma già si inizia a sapere come funzionerà il bonus caregiver 2026

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

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Il bonus caregiver 2026 prevede un contributo di 400 euro al mese, erogato ogni tre mesi, con un tetto massimo di 4.800 euro. Il contributo è riservato ai familiari conviventi di prima fascia che assistono persone con disabilità grave o malattie croniche.

Attenzione, però, l’agevolazione è un impegno programmatico del Governo che è stato inserito all’interno del Disegno di Legge Locatelli, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 12 gennaio 2026.

A che punto siamo con il bonus caregiver

Il bonus caregiver 2026 è stato approvato con il disegno di legge quadro dello scorso 12 gennaio 2026, ma il testo deve ancora seguire il consueto iter parlamentare:

  • dovrà essere esaminato in Commissione, dove il testo potrà essere emendato (modificato);
  • dovrà essere approvato da Camera e Senato, che dovranno dare il via libera – se uno dei due rami del Parlamento apporta delle modifiche, il testo torna all’altro;
  • dovranno essere emanati i decreti attuativi dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale – sono proprio questi documenti a rendere operativa la misura.

Questo significa che le anticipazioni che analizziamo in questa sede potranno essere modificate in corso d’opera e sarà necessario attendere i decreti attuativi per avere le indicazioni ufficiali per poter accedere alla misura.

Chi sono i beneficiari della misura

Attraverso il disegno di legge sono stati definiti in modo chiaro e preciso i requisiti per accedere al bonus caregiver 2026 e, soprattutto, chi avrà diritto ad accedere all’agevolazione.

I beneficiari dovranno essere in possesso, contemporaneamente, di quattro requisiti:

  1. vincolo di parentela e convivenza;
  2. status dell’assistito;
  3. esclusività di ore di cura;
  4. limiti economici (definiti dall’Isee).

Vincolo di parentela e convivenza

Il bonus caregiver 2026 spetta esclusivamente a un familiare, ossia a chi si prende cura gratuitamente e a tempo pieno di un congiunto.

Entrando un po’ più nel dettaglio:

  • deve essere il coniuge, l’altra parte di un’unione civile, un convivente di fatto o un parente entro il secondo grado;
  • è necessario che chi presta assistenza e la persona assistita abbiano la residenza anagrafica nello stesso immobile.

Lo status dell’assistito

La persona a cui viene prestata assistenza non deve essere soltanto in posso dello status di invalidità, ma deve rientrare in alcune categorie certificate dall’Inps:

  • deve essere titolare di un’indennità di accompagnamento;
  • deve essere riconosciuta in condizione di disabilità gravissima ai sensi del Decreto Ministeriale del 26 settembre 2016.

Esclusività e ore di cura

Indubbiamente questa è, a tutti gli effetti, la clausola più stringente, che serve a definire la Prima Fascia:

  • il caregiver non deve avere un lavoro a tempo pieno che impedisca l’assistenza;
  • deve essere prestata assistenza per almeno 91 ore settimanali e l’impegno deve essere formalizzato attraverso il Piano assistenziale individuale (Pai) elaborato dai servizi sociosanitari.

Limiti economici

Il bonus caregiver è pensato per le famiglie che versano in maggiore vulnerabilità economica:

  • l’Isee familiare deve essere inferiore a 15.000 euro;
  • il reddito annuo del caregiver deve essere inferiore a 3.000 euro.

Quest’ultimo è un requisito fondamentale per dimostrare che l’assistenza è l’attività primaria e che manca un’altra fonte di sostentamento rilevante.

A quanto ammonta il contributo per caregiver

Per erogare il contributo viene seguito un meccanismo particolare, che viene definito come intensità di cura. Non si tratta, in altre parole, di un sussidio a pioggia, ma è un indennizzo parametrato all’impegno effettivo del familiare.

Il meccanismo trimestrale

Anche se il bonus caregiver 2026 viene calcolato su base mensile (arrivando fino a 400 euro), il disegno di legge ha previsto l’erogazione anticipata ogni 3 mesi:

  • ogni tranche è pari a 1.200 euro;
  • l’accredito arriva esclusivamente tramite bonifico su un conto corrente bancario o su un libretto postale intestato al caregiver.

L’importo ricevuto è netto e non concorre alla formazione del reddito imponibile. In altre parole non si devono pagare le tasse sul bonus e non influisce sul calcolo dell’Isee per ottenere altre prestazioni.

Risorse e graduatorie

Per il 2026 il fondo sarà limitato. Sono stati stanziati 1,15 milioni di euro. Questo significa che, almeno nella fase iniziale, l’erogazione avverrà secondo una graduatoria di priorità basata:

  • sul valore Isee, dando la precedenza a chi lo ha più basso;
  • sulla gravità della patologia dell’assistito;
  • sull’età caregiver, dando priorità ai più anziani che assistono i figli o ai giovani caregiver con un’età inferiore a 24 anni.

A partire dal 2027, quando verranno stanziati 207 milioni di euro, la platea dei potenziali beneficiari verrà estesa, coprendo tutte le domande idonee.

Calendario e domanda

Per poter accedere al bonus caregiver bisognerà seguire un iter scandito da tappe burocratiche obbligatorie, con una fase di avvio che, almeno per il momento, è prevista per la fine del 2026.

Non siamo di fronte ad una domanda automatica, ma a un processo che si articola in due fasi.

La piattaforma caregiver

Anzitutto, per poter accedere al contributo, il caregiver dovrà essere iscritto ad un nuovo registro digitale (che al momento deve essere ancora attivato).

L’Inps incrocerà i dati della piattaforma con i verbali di invalidità dell’assistito.

La fase di riconoscimento (settembre 2026)

Per poter accedere al contributo sarà necessario far capire allo Stato che il soggetto esiste come caregiver. Da settembre 2026:

  • l’Inps dovrebbe attivare la piattaforma dedicata;
  • il caregiver si dovrà registrare, fornendo i dati del familiare assistito e della convivenza;
  • il sistema rilascerà un’attestazione della qualifica di Caregiver Familiare necessaria per accedere a ogni beneficio futuro.

Presentazione della domanda

Una volta che è stata ufficialmente ottenuta la qualifica, sarà possibile procedere con la richiesta economica vera e propria verso la fine dell’anno:

  • la domanda dovrà essere presentata attraverso il sito Inps o delegando un patronato;
  • sarà fondamentale allegare o indicare gli estremi del Pai (Piano Assistenziale Individuale).

Primi pagamenti dal 2027

Benché il bonus caregiver sia legato all’anno 2026, la macchina amministrativa prevede i primi versamenti concreti dal prossimo anno.

Nel primo trimestre 2027 dovrebbe essere erogata la prima tranche (1.200 euro) relativa al periodo di maturazione del diritto registrato a fine 2026.

Il decreto definirà se i mesi tra l’approvazione della legge e l’attivazione della piattaforma verranno pagati come arretrati o se il diritto decorre solo dall’iscrizione al registro.