In Italia è allarme pasta: quanto arriverà a costare

Per diversi motivi il prezzo della pasta in Italia è salito alle stelle: vediamo perché e quanto potrebbe arrivare a costare al chilo

A causa dell’inflazione che ha investito il 2022 il conto della spesa degli italiani si è fatto più sempre più salato, mese dopo mese. In generale i rincari hanno colpito tutti i beni alimentari, ma tra quelli che hanno subìto i maggiori incrementi c’è sicuramente la pasta, piatto che difficilmente può mancare a tavola.

Nonostante gli scaffali dei supermercati del Paese continuino a restare ben forniti, l’allarme è dato proprio dal suo prezzo, che secondo le stime nell’ultimo anno è aumentato mediamente del 30%. E dal momento che la spinta inflazionistica potrebbe proseguire ancora, non si possono escludere ulteriori rialzi.

Il vertiginoso aumento del costo della pasta

A registrare il pesante incremento del costo della pasta è stato l’istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Sulla base dei dati raccolti, come si legge nel report, “nella campagna 2021/22 il prezzo medio della granella di frumento duro ha raggiunto 473,18 euro a tonnellata, in aumento del 73,5% rispetto al 2020/21“. Nel 2020, quindi prima della guerra e della pandemia, la quotazione media si attestava invece tra i 270 e i 300 euro a tonnellata.

Secondo quanto analizzato da Ismea, nella media del periodo compreso nei primi nove mesi dello scorso anno, i prezzi della pasta sono cresciuti del 21,9% rispetto all’analogo periodo 2021. Il prezzo medio al chilo è infatti passato da 1,42 euro di luglio 2021 a 1,84 euro di luglio 2022, con una tendenza al rialzo che è arrivata poi a toccare il 30% del rincaro medio.

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Quanto arriverà a costare un chilo di pasta

Attraverso i dati elaborati da Ismea la rivista “Il salvagente” ha realizzato una fotografia dei prezzi attuali della pasta allo scaffale paragonati a quelli raccolti nell’ultimo test, condotto nel mese di dicembre 2020 (senza tenere conto di promozioni o sconti). La ricerca ha posto il suo focus sui pacchi di spaghetti da un chilo di 20 marchi.

Ciò che è emerso è che alcune tra le aziende più note in Italia hanno fatto registrare sui loro prodotti rincari tra il 18% e il 70%. Ma il rialzo ha riguardato anche le private label e i discount, che spesso sono arrivati a praticare aumenti fino alla doppia cifra, facendo quindi schizzare le quotazioni dei listini. Di questo passo, secondo la rivista, la pasta potrebbe presto arrivare a costare mediamente tra i 2 e i 3 euro al chilo.

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Le cause dei rincari

Ma a cosa si devono i rincari così significativi? A influire sull’impennata del costo della pasta sono diversi fattori. Il primo è la crisi energetica, dettata dalla speculazione nel mercato delle materie prime da una parte e dalla guerra in Ucraina dall’altra.

E proprio il conflitto ha fatto aumentare il prezzo dei fertilizzanti e ha fatto calare la produzione di grano duro in diversi paesi. Tra questi lo stesso Canada, principale esportatore della materia prima. Tali fattori hanno portato le aziende a praticare aumenti fino al 70%, provocando l’effetto al rialzo sul costo della pasta presente sugli scaffali dei supermercati.

Qui abbiamo parlato dei livelli record dell’inflazione.