Stellantis punta sull’Italia. Previsti 5 miliardi di investimenti entro il 2030

Stellantis investirà 5 miliardi di euro in Italia entro il 2030. Cosa prevede il piano FaSTLAne 2030 per una crescita sostenibile e redditizia

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Stellantis punta sull’Italia con un piano di investimenti da 5 miliardi di euro entro il 2030. L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro tra il gruppo automobilistico e le organizzazioni sindacali a Roma, dove il responsabile Europa, Emanuele Cappellano, ha illustrato la strategia che accompagnerà l’azienda nei prossimi anni. Le risorse saranno destinate allo sviluppo delle nuove piattaforme tecnologiche, all’intelligenza artificiale, alle motorizzazioni di nuova generazione e al rafforzamento della presenza industriale italiana all’interno della strategia globale del gruppo. L’investimento rientra nel nuovo piano industriale FaSTLAne 2030, presentato da Stellantis come il programma che dovrà sostenere la crescita e la competitività dell’azienda nei prossimi cinque anni.

Cinque miliardi per l’Italia entro il 2030

Secondo quanto spiegato da Emanuele Cappellano, il gruppo investirà complessivamente 5 miliardi di euro negli stabilimenti e nelle attività italiane entro la fine del decennio. Le risorse saranno impiegate per accelerare l’innovazione tecnologica e supportare l’evoluzione dell’industria automobilistica verso modelli produttivi sempre più avanzati. Una parte significativa degli investimenti sarà destinata alle piattaforme che ospiteranno i futuri veicoli del gruppo, oltre ai progetti legati all’intelligenza artificiale e alle nuove soluzioni per la mobilità.

“I nostri impegni sull’Italia sono concreti, strutturali e orientati al lungo periodo: innovazione, occupazione e valorizzazione delle competenze sono i pilastri su cui stiamo costruendo una nuova fase di crescita”, ha dichiarato Emanuele Cappellano.

Cos’è il piano FaSTLAne 2030

Il nuovo programma industriale FaSTLAne 2030 rappresenta l’evoluzione del precedente Piano Italia e si inserisce in una strategia globale che prevede investimenti complessivi per oltre 60 miliardi di euro entro il 2030. A livello mondiale, circa il 60% delle risorse sarà destinato a marchi e prodotti, mentre il restante 40% verrà investito nello sviluppo di piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie. Il piano prevede inoltre il lancio di 60 nuovi modelli e circa 50 importanti aggiornamenti di prodotto. Tra le novità figurano veicoli elettrici, ibridi plug-in, full hybrid e modelli con motorizzazioni tradizionali o mild hybrid.

Secondo Stellantis, questa strategia consentirà di semplificare le architetture produttive, aumentare le economie di scala e offrire soluzioni più mirate ai diversi mercati internazionali.

Il ruolo degli stabilimenti italiani

Nel nuovo assetto produttivo delineato dal gruppo, l’Italia avrà una funzione centrale. Mirafiori e Pomigliano d’Arco saranno i poli di riferimento per la produzione delle vetture di piccole dimensioni. Gli impianti di Melfi, Cassino e Modena saranno invece specializzati nei modelli di fascia medio-alta e nel segmento premium, mentre Atessa continuerà a rappresentare il punto di riferimento per i veicoli commerciali.

Tra i progetti annunciati figura anche la nuova generazione di city car elettriche che sarà prodotta a Pomigliano d’Arco a partire dal 2028. Lo stabilimento campano dovrebbe ospitare i futuri modelli dei marchi Fiat e Citroën destinati al mercato europeo. Sono inoltre previsti nuovi modelli Alfa Romeo nello stabilimento di Melfi e il rinnovo della gamma dei veicoli commerciali prodotti ad Atessa.

Una parte importante delle risorse sarà destinata alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale. Il gruppo sta sviluppando nuove collaborazioni internazionali per accelerare l’evoluzione delle auto connesse e della guida assistita. Tra i partner citati nel piano figurano aziende specializzate in software, intelligenza artificiale e sistemi per la mobilità intelligente.

Complessivamente, oltre 24 miliardi di euro saranno destinati entro il 2030 a piattaforme globali, propulsori e tecnologie innovative. Secondo le stime del gruppo, il piano dovrebbe consentire di raggiungere ricavi pari a 190 miliardi di euro entro il 2030 rispetto ai 154 miliardi registrati nel 2025, sostenendo al tempo stesso la competitività degli impianti europei e italiani.