Redditi famiglie in crescita, ma frenano gli investimenti e i risparmi

Nel 2025 crescono redditi e consumi delle famiglie italiane, ma cala il risparmio e rallentano gli investimenti secondo i dati Istat

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Il reddito disponibile delle famiglie italiane è cresciuto nel 2025, ma il quadro economico resta articolato: più soldi in tasca, consumi in aumento, meno risparmio e investimenti in calo. È quanto emerge dal report dell’Istat sui Conti nazionali per settore istituzionale, pubblicato il 3 aprile 2026.

Reddito in crescita e potere d’acquisto in aumento

Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato del 2,4%, pari a 32,4 miliardi di euro. Si tratta di una crescita leggermente inferiore rispetto al +2,9% registrato nel 2024, ma comunque superiore all’aumento dei prezzi. Questo ha consentito un incremento dello 0,9% del potere d’acquisto, anche se in rallentamento rispetto al +1,2% dell’anno precedente.

A sostenere la crescita del reddito primario (+47 miliardi, +3,1%) sono stati soprattutto:

  • i redditi da lavoro dipendente: +33,1 miliardi (+3,8%);
  • le rendite immobiliari: +6 miliardi (+3,5%);
  • i redditi da attività imprenditoriale: +5,5 miliardi (+1,5%);
  • i redditi da capitale finanziario: +2,4 miliardi (+3,0%).

La spesa per consumi finali è aumentata del 2,5% (+31,5 miliardi rispetto al 2024). La crescita è stata più rapida di quella del reddito disponibile. Di conseguenza, la propensione al risparmio si è ulteriormente ridotta, scendendo all’8,2% dall’8,3% del 2024, ben lontana dal picco del 15,3% raggiunto durante la pandemia nel 2020.

Le famiglie italiane destinano quindi una quota crescente del reddito ai consumi e meno al risparmio.

Investimenti in calo, meno acquisti di case

Un segnale di debolezza riguarda gli investimenti delle famiglie, che mostrano diversi indicatori in flessione:

  • il tasso di investimento è sceso al 5,9% del reddito disponibile (dal 6,3% del 2024);
  • gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 3,9%;
  • la spesa per acquisto e manutenzione straordinaria delle abitazioni è pari a 82,7 miliardi, in calo di 3,3 miliardi rispetto all’anno precedente.

A parziale compensazione, i contributi pubblici agli investimenti destinati alle famiglie sono saliti a 10,8 miliardi di euro (+3,6 miliardi rispetto al 2024). Il saldo finanziario delle famiglie è comunque migliorato, attestandosi a 35,9 miliardi di euro (+6,8 miliardi su base annua).

Le imprese investono di più ma guadagnano meno

Le società non finanziarie mostrano una dinamica opposta rispetto alle famiglie sul fronte degli investimenti. Il valore aggiunto del settore è cresciuto del 2,6% nel 2025 (+28,1 miliardi), accelerando rispetto al +1,3% del 2024. Tuttavia, l’aumento dei costi ha ridotto i margini di profitto:

  • il risultato lordo di gestione è cresciuto solo dello 0,9%;
  • il tasso di profitto è sceso al 43,3% dal 44,1% del 2024;
  • i redditi da lavoro dipendente sono aumentati del 4,2% (+24,7 miliardi).

Sul fronte degli investimenti, invece, le imprese accelerano: il tasso di investimento ha raggiunto il 24,9% (dal 24,3% del 2024), mentre gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 5,2% (+13,4 miliardi).

I rapporti con l’estero

Il quadro complessivo dell’economia italiana nei confronti dell’estero è in miglioramento. La posizione netta dell’Italia verso il resto del mondo è attiva per 30,8 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai 23,4 miliardi del 2024.

A sostenere questo risultato sono state soprattutto le maggiori entrate dall’estero per redditi da lavoro e da capitale, che hanno più che compensato la lieve riduzione del saldo commerciale. Migliora anche il deficit delle amministrazioni pubbliche, ridottosi a -69,4 miliardi di euro (dai -73,8 miliardi del 2024). Resta comunque ampiamente in territorio negativo.