Il Governo Meloni è al lavoro per frenare il rincaro di benzina e diesel e contenere l’impatto del caro energia sulle famiglie. Tra le misure allo studio c’è l’attivazione delle accise mobili, un meccanismo fiscale pensato per ridurre il prezzo della benzina quando il costo del petrolio aumenta e lo Stato incassa più Iva.
L’obiettivo è doppio: limitare la crescita dei prezzi alla pompa e contrastare eventuali fenomeni speculativi. Ma si intravede un problema all’orizzonte: il taglio potrebbe essere limitato a pochi centesimi al litro se non verranno trovate risorse aggiuntive.
Indice
Prezzi benzina in aumento: quanto costa fare il pieno oggi
Il Governo sta valutando diverse strade per intervenire:
- un decreto legge sui carburanti;
- una modifica del decreto bollette in discussione in Parlamento;
- oppure un intervento normativo per rendere più veloce il meccanismo delle accise mobili.
Attualmente infatti il sistema richiede almeno due mesi di rincari prima di poter scattare, un tempo considerato troppo lungo in una fase di forte volatilità dei prezzi energetici.
In ballo non ci sono solo le tasche degli italiani, tema già delicatissimo, ma anche il rincaro di tutti i prezzi dei beni trasportati su gomma, i maggiori costi per le aziende e il Pil nazionale.
È questo il cronoprogramma del Governo (salvo variazioni):
- martedì 10 marzo in mattinata – riunione tecnica al Ministero dell’Economia tra i tecnici dei ministeri competenti per verificare la sostenibilità finanziaria e dare il via libera al possibile decreto sulle accise mobili;
- martedì 10 marzo ore 17:00 – possibile Consiglio dei ministri per approvare il provvedimento, se c’è l’ok tecnico preliminare;
- mercoledì 11 marzo – nuova cabina di regia della Commissione di allerta rapida sui carburanti per monitorare i prezzi benzina e valutare eventuali anomalie o speculazioni alla pompa.
Nel frattempo il prezzo della benzina oggi continua a salire, con il diesel che ha raggiunto i livelli più alti da oltre tre anni.
Nelle stazioni di servizio autostradali il gasolio ha raggiunto circa 2,2 euro al litro nella modalità servito, un valore che non si registrava dal luglio 2022, nel pieno della crisi energetica legata alla guerra in Ucraina. Anche la benzina ha toccato un picco simile a quello di un anno fa, con circa 2,1 euro al litro servito.
L’allarme del Codacons
Il Codacons avverte del rischio di un vero e proprio “effetto tsunami” sui prezzi finali al consumo. Secondo le stime:
- il pieno di diesel costa fino a 12 euro in più rispetto a fine febbraio,
- il pieno di benzina è aumentato di circa 5,8 euro.
Su base annua il tutto si traduce in quasi 300 euro in più per chi usa il diesel e circa 140 euro per chi utilizza benzina.
Accise benzina: cosa sono e quanto incidono sul prezzo
Le accise sono imposte indirette applicate su determinati beni di consumo, tra cui carburanti, alcol e tabacchi. Nel caso della benzina e del diesel rappresentano una parte significativa del prezzo finale.
Nel dettaglio:
- le accise incidono per circa il 35% del prezzo del carburante,
- su questo importo si applica anche l’Iva al 22%,
- nel complesso la tassazione arriva a pesare per quasi il 50% del prezzo alla pompa.
Accise mobili sulla benzina, cosa sono e come funzionano
Come detto, il meccanismo delle accise mobili è stato introdotto per attenuare l’impatto dei rincari energetici. In pratica funziona così:
- quando il prezzo del petrolio aumenta, cresce anche il prezzo benzina;
- aumentando il prezzo finale, lo Stato incassa più Iva;
- questo extra gettito fiscale può essere utilizzato per ridurre temporaneamente le accise.
In questo modo parte dell’aumento dei carburanti viene compensata da un taglio delle imposte. Il sistema si basa su un confronto tra:
- il prezzo medio dei carburanti registrato nel periodo precedente,
- il valore di riferimento indicato nel Documento di finanza pubblica.
Se il prezzo del petrolio supera stabilmente quel livello, scatta la possibilità di ridurre le accise.
Quanto può scendere il prezzo benzina con le accise mobili
Secondo le simulazioni, il meccanismo potrebbe avere un effetto limitato. Le stime indicano un possibile risparmio di:
- circa 4,7 centesimi al litro sulla benzina,
- circa 7,5 centesimi al litro sul diesel.
Queste cifre si basano sull’ipotesi di un petrolio Brent a 105 dollari al barile. Il problema è che il prezzo benzina oggi è aumentato molto più rapidamente: in alcuni casi gli incrementi hanno superato 20 o 30 centesimi al litro. Per questo motivo il Governo sta cercando risorse aggiuntive per rendere il taglio più significativo.
Sospetti di speculazione su benzina e diesel
Ma l’esecutivo ha deciso anche di rafforzare i controlli sui prezzi dei carburanti. Durante una riunione tra diversi ministeri e le autorità di vigilanza è emerso che:
- due grandi compagnie petrolifere avrebbero registrato prezzi medi alla pompa più alti rispetto ai prezzi consigliati;
- alcuni distributori avrebbero applicato aumenti superiori alla dinamica del mercato.
Per questo motivo la Guardia di Finanza ha avviato controlli mirati per verificare eventuali anomalie nei prezzi della benzina e nel costo del diesel.