Emissione Btp e CCTeu di medio-lungo termine a febbraio, scadenze e rendimenti

In asta a fine febbraio 2026 Btp a 5 e 10 anni e CCTeu: le cedole, i calendari di collocamento e il confronto fra i tre prodotti

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato il calendario e le condizioni per la prossima emissione di titoli di Stato a medio-lungo termine. L’operazione coinvolge Btp a 5 anni, Btp a 10 anni e CCTeu.

Le sottoscrizioni seguiranno un programma fissato per fine febbraio 2026, con regolamento previsto per l’inizio di marzo. Il collocamento avverrà tramite asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo e della quantità emessa. Il pubblico può prenotare i titoli presso gli intermediari autorizzati entro il 25 febbraio. Come di consueto, l’importo minimo sottoscrivibile è fissato a 1.000 euro.

Btp 5 anni

Per il Btp 5 anni si tratta della 9ª tranche della emissione partita l’1 ottobre 2025 con scadenza 1 febbraio 2031. L’importo offerto va da un minimo di 2.250 milioni di euro a 2.750 milioni.

I dettagli:

  • Presentazione domande in asta entro le 11:00 del 26 febbraio 2026;
  • codice Isin – IT0005671273;
  • cedola annuale – 2,85%;
  • data pagamento cedola – 1 agosto 2026;
  • giorni dietimi – 29;
  • provvigione di collocamento – 0,15%;
  • percentuale importo asta supplementare – 20%;
  • importo asta supplementare – 550 milioni di euro.

Il Btp a 5 anni, rispetto agli altri, è uno strumento di compromesso: offre una cedola fissa interessante senza esporsi eccessivamente alla volatilità dei prezzi tipica delle scadenze più lunghe. È coerente con risparmiatori che vogliono bloccare un rendimento certo in un orizzonte temporale medio, riducendo il rischio di oscillazioni sul mercato secondario.

Ma attenzione, se i tassi dovessero salire il prezzo può scendere. E rispetto al Btp 10 anni il rendimento potenziale è minore.

Btp 10 anni

Per il Btp 10 anni si tratta della 7ª tranche della emissione partita il 3 novembre 2025 con scadenza 1 febbraio 2036. L’importo offerto va da un minimo di 3.250 milioni di euro a 3.750 milioni.

I dettagli:

  • Presentazione domande asta supplementare entro le 15:30 del 27 febbraio 2026;
  • codice Isin – IT0005676504;
  • cedola annuale – 3,45%;
  • data pagamento cedola – 1 agosto 2026;
  • giorni dietimi – 29;
  • provvigione di collocamento – 0,20%;
  • percentuale importo asta supplementare – 20%;
  • importo asta supplementare – 750 milioni di euro.

Il Btp decennale è per investitori più tolleranti al rischio legato al prezzo: la cedola più elevata remunera un’esposizione più lunga alle incertezze. Il prodotto è pensato per chi punta a cedole più alte ed ha un profilo di rischio più elevato, scommettendo su una stabilizzazione o discesa dei tassi nel medio periodo.

Ma attenzione, se i tassi salgono il prezzo scende di più rispetto al Btp 5 anni.

CCTeu

I CCTeu sono certificati di credito del Tesoro indicizzati all’Euribor 6 mesi. Si tratta della 5ª tranche della emissione partita il 15 ottobre 2025 con scadenza 15 aprile 2035. L’importo offerto va da un minimo di 2.000 milioni di euro a 2.500 milioni.

I dettagli:

  • regolamento sottoscrizioni il 2 marzo 2026;
  • codice Isin – IT0005680753;
  • cedola annuale – tasso variabile indicizzato all’Euribor 6 mesi;
  • tasso annualizzato – 2,903%;
  • spread – 0,8%;
  • tasso cedolare semestrale – 1,468%;
  • data pagamento cedola – 15 aprile 2026;
  • giorni dietimi – 138;
  • provvigione di collocamento – 0,15%;
  • percentuale importo asta supplementare – 15%;
  • importo asta supplementare – 375 milioni di euro.

Data la sua natura, il CCTeu è lo strumento più difensivo contro nuovi rialzi del costo del denaro ed è coerente con investitori che temono tassi in risalita e con chi privilegia la protezione dal rischio tassi rispetto alla certezza del rendimento. Se i tassi salgono, cresce anche il rendimento e il prezzo è generalmente meno volatile rispetto ai Btp a tasso fisso.

Ma se i tassi scendono, il rendimento si riduce e c’è meno prevedibilità sui flussi futuri rispetto ai Btp.

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