TIM torna a remunerare i suoi azionisti ed annuncia un raggruppamento azionario e la realizzazione di un buyback azionario, che avrà luogo dopo la vendita di Sparkle, prevista nel secondo trimestre dell’anno. Il Gruppo anticipa che nel 2027 pagherà anche dividendi per 500 milioni di euro relativi all’esercizio 2026. L’ex monopolista delle tlc ha presentato ieri i risultati del 2025, in linea con la guidance per il quarto anno consecutivo, ed anticipato previsioni per il 2026 ion linea con le attese.
I ritorni per gli azionisti
L’Ad Pietro Labriola ha annunciato che il Gruppo conta di pagare complessivamente 500 milioni di euro di dividendi nel 2027, corrispondente al 70% dell’Equity Free Cash Flow After lease ed al netto del canone di concessione e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil. Si prevede poi un buyback pari al 50% dei proventi incassati dalla cessione di Sparkle, dopo il completamento dell’operazione, ed un pagamento cash di massimi 700 milioni agli azionisti di risparmio a seguito della conversione delle azioni entro la fine di maggio.
Il raggruppamento azionario
Il CdA di TIM ha deliberato anche di proporre alla prossima Assemblea del 15 aprile 2026 un raggruppamento delle azioni ordinarie TIM nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni esistenti. L’operazione è subordinata all’efficacia della riduzione volontaria del capitale sociale e segue la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie cui è parimenti subordinata. Il raggruppamento azionario permetterà di ridurre la volatilità sul titolo, anche attraendo nuove classi di investitori e, assieme alla conversione delle azioni di risparmio, di avere una struttura di capitale più snella ed efficiente.
I numeri del 2025 centrano target
TIM ha chiuso l’esercizio 2025 centrando i target per il quarto anno consecutivo. I ricavi totali di Gruppo ammontano a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 2,7% anno su anno (+1,9% nel domestico a 9,5 miliardi di euro, +4,6% in Brasile a 4,2 miliardi di euro); i ricavi da servizi di Gruppo sono in crescita del 3,5% anno su anno a 12,9 miliardi di euro (+2,7% nel domestico a 8,8 miliardi di euro, +5,2% in Brasile a 4,1 miliardi di euro).
L’EBITDA di Gruppo aumenta del 6,4% anno su anno a 4,4 miliardi di euro (+5,2% nel domestico a 2,2 miliardi di euro, +7,7% in Brasile a 2,1 miliardi di euro). In netta crescita anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, che sale al 26,9% dei ricavi, a 3,7 miliardi di euro, in aumento del 6,5% anno su anno (+5,1% nel domestico a 2,0 miliardi di euro, +8,5% in Brasile a 1,7
miliardi di euro).
La forte generazione di cassa, con un Equity Free Cash Flow After Lease di oltre 0,7 miliardi di euro nel quarto trimestre2, ha portato a una riduzione dell’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease del Gruppo al 31 dicembre 2025 sotto quota 6,9 miliardi di euro.
La sentenza della Corte di Cassazione del 19 dicembre 2025 ha confermato la restituzione del canone concessorio relativo al 1998, con un risarcimento per il Gruppo TIM di circa 1 miliardo di euro, e la rilevazione a conto economico di proventi non ricorrenti, senza effetti sulla posizione finanziaria netta del 2025. L’impatto positivo sulla posizione finanziaria netta è previsto nel 2026.
Confermata la Guidance 2026
Per il 2026, TIM conferma l’attesa di ricavi complessivi in crescita del 2-3% (per TIM Domestic i ricavi sono attesi in crescita del 1-2%) e l’EBITDA After Lease di Gruppo è stimato in aumento del 5-6% (per TIM Domestic di circa il 4% ). I Capex di Gruppo sono previsti inferiori al 14% dei ricavi nel 2026, mentre quelli relativi a TIM Domestic a circa il 12% dei ricavi. L’Equity Free Cash Flow After Lease dovrebbe attestarsi a circa 1,8 miliardi nel 2026, comprensivo del risarcimento relativo al Canone concessorio 1998.