Apertura insolita nella mattinata del 4 febbraio per lo spread Btp-Bund. Nonostante i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano in leggero aumento rispetto a 24 ore fa, il differenziale con i titoli tedeschi si è abbassato di due punti. Un risultato dovuto all’aumento degli interessi pagati dai Bund, che tornano a sfiorare il 2,90%.
Hanno seguito una traiettoria simile anche gli altri titoli di Stato europei, in particolare quelli di Francia e Spagna. Questo segnala una variazione che ha influenzato solo i Bund. I rendimenti alti sono interessanti soprattutto visto che manca meno di una settimana alla prossima emissione di titoli di Stato italiani.
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Spread Btp-Bund stabile, ma salgono i rendimenti
Lo spread non cambia rispetto all’apertura del 3 febbraio. Nei primi minuti della mattinata il differenziale tra i Btp benchmark a 10 anni italiani e quelli tedeschi è rimasto agli stessi livelli di ieri, stabilizzandosi appena sotto ai 61 punti base. Nonostante questo, però, i rendimenti sono aumentati, arrivando a 3,49%.
La diminuzione dello spread è quindi dovuta a un aumento degli interessi dei Bund, che si portano a 2,89%. Questa cifra lambisce quello che da mesi è il limite massimo dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, il 2,90%, superato soltanto in pochissime occasioni.
Questi risultati avvantaggiano i titoli italiani. Con il principale indicatore della fiducia dei mercati nei confronti del debito pubblico italiano stabile, i rendimenti rimangono alti e interessanti per gli investitori, a pochi giorni dall’inizio di una nuova emissione, nella seconda settimana di febbraio.
I rendimenti dei principali Paesi europei
Anche Francia e Spagna stanno seguendo lo stesso andamento dell’Italia per quanto riguarda lo spread con i titoli tedeschi. Mentre il differenziale rimane sostanzialmente stabile rispetto a 24 ore prima, i rendimenti subiscono un leggero aumento. I Bonos spagnoli, che al momento risultano tra i grandi Paesi quelli con lo spread più basso, si sono attestati sul 3,24%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,88% | – |
| Btp italiani | 3,49% | 61 |
| Oat francesi | 3,46% | 57 |
| Bonos spagnoli | 3,24% | 36 |
Stessa situazione per la Francia, con lo spread a 57 punti e i rendimenti a 3,46%. Parigi poteva forse aspettarsi una reazione leggermente più positiva da parte dei mercati, dopo che il governo Lecornu è riuscito ad approvare la legge di bilancio per il 2026. I metodi con cui è stato ottenuto questo risultato, bypassando l’Assemblea Nazionale, sottolineano però che i problemi di instabilità politica che avevano portato il differenziale con la Germania oltre i 70 punti non sono ancora risolti.
Le prossime emissioni dei titoli italiani
Come ogni mese, la seconda settimana di febbraio porterà a nuove emissioni di titoli di Stato italiani. Un’occasione, come detto, per chi vuole investire nel debito pubblico del nostro Paese approfittando di tassi di interesse ancora alti, dopo l’ultima decisione della Bce, che ha lasciato il costo del denaro invariato.
Le aste con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze piazzerà sul mercato i titoli di Stato a febbraio saranno:
- l’asta dei Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio;
- l’asta dei Btp short-Bpt€i del 24 febbraio;
- l’asta dei Bot del 25 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 26 febbraio.