Nella mattinata del 27 gennaio lo spread tra Btp e Bund tedeschi è rimasto relativamente alto rispetto alle attese di inizio anno e a quello degli altri maggiori Paesi europei. Il differenziale si è stabilizzato attorno ai 60 punti, rimbalzando un’altra volta da una chiusura positiva sotto questa soglia.
La giornata è inoltre molto delicata, perché è la prima di tre consecutive in cui lo Stato emetterà nuovi titoli di debito. Le aste influenzeranno i rendimenti e potranno mostrare più dei mercati l’effettiva fiducia degli investitori nell’Italia e nei suoi prodotti finanziari.
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Spread oltre i 60, rendimenti dei Btp ancora alti
In apertura il 27 gennaio lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto esattamente a quota 60, con oscillazioni di qualche decimo di punto, che non hanno comunque spostato significativamente il differenziale. I rendimenti di entrambi i titoli sono scesi di pochi centesimi di punto percentuale, rimanendo relativamente alti se paragonati al recente passato.
L’Italia, dopo mesi di discesa apparentemente inarrestabile, dall’inizio dell’anno sta faticando a riprendere la traiettoria di riduzione del differenziale con la Germania che aveva caratterizzato tutta la seconda parte del 2025. I rendimenti rimangono alti, anche a causa dell’alto costo del denaro imposto dalla Bce, che da mesi non abbassa i tassi di interesse.
Spagna e Francia riducono lo spread
Se Italia e Germania viaggiano fondamentalmente in parallelo, continua la diminuzione dello spread da parte della Spagna e della Francia. Madrid rimane il grande Stato europeo con il miglior differenziale, ormai ridotto stabilmente poco sopra i 35 punti. I rendimenti dei Bonos giovano non solo di una solida situazione finanziaria, ma anche di una crescita oltre le attese, che nel 2025 ha sfiorato il 3%, ben oltre la media europea e più di tre volte il dato italiano.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,87% | – |
| Btp italiani | 3,47% | 60 |
| Oat francesi | 3,43% | 55 |
| Bonos spagnoli | 3,24% | 36 |
Anche la Francia sta vivendo un buon periodo per quanto riguarda i rendimenti dei titoli di Stato. Dopo mesi di instabilità politica che aveva portato gli Oat a un differenziale oltre gli 80 punti, l’arrivo del governo Lecornu ha calmato i mercati. La traiettoria dei rendimenti dei titoli di Parigi è in calo da ottobre e lo spread con i Bund è tornato, da alcuni giorni, stabilmente sotto a quello italiano.
L’emissione del 27 gennaio
La giornata del 27 gennaio, come le due successive, sarà particolarmente delicata per i titoli di Stato italiani. Oggi infatti si terrà l’asta per la nuova emissione dei Btp Short Term e dei Btp€i:
- i Btp Short Term emessi avranno un valore tra 2,5 e 3 miliardi di euro e cedola al 2,20%;
- i Btp€i a 5 anni emessi avranno un valore tra 750 milioni e 1 miliardo di euro, con cedola all’1,10%;
- i Btp€i a 30 anni emessi avranno un valore tra 750 milioni e 1 miliardo di euro, con cedola al 2,55%.
Nei prossimi giorni, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, si terranno inoltre altre quattro aste:
- l’asta dei Bot il 28 gennaio;
- l’asta medio-lungo il 29 gennaio;
- l’asta dei Bot l’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine il 12 febbraio.