Lo spread tra Btp e Bund ha aperto a 88 punti base nella mattinata del 24 marzo, un netto calo rispetto ai 104 punti raggiunti durante la giornata di ieri. A tranquillizzare i mercati sono arrivate le parole del presidente degli Usa Donald Trump, che ha rimandato l’ultimatum all’Iran sullo Stretto di Hormuz e ha aperto a trattative per arrivare alla fine del conflitto in Medio Oriente.
Teheran ha smentito qualsiasi colloquio con gli Usa, ma i mercati hanno voluto credere a Trump. Per l’Italia questo rappresenta una tregua, a poche ore dall’inizio delle aste di fine mese dei titoli di Stato, che inizieranno domani 25 marzo.
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Spread in calo a 88 punti, Btp salvati da Trump
La giornata di ieri lunedì 23 marzo ha fatto temere per il ritorno a livelli molto alti, almeno per il recente passato, dello spread. Il differenziale aveva superato i 104 punti base a metà giornata e rischiava di continuare ad aumentare, sull’onda delle tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente e all’avvicinarsi dell’ultimato degli Usa, che avevano minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non fosse stato sbloccato in pochi giorni.
È però intervenuto il presidente degli Usa Donald Trump, che ha rimandato qualsiasi attacco e ha parlato di colloqui positivi con Teheran per la fine della guerra. L’Iran ha smentito qualsiasi contatto, ma i mercati hanno creduto a Trump. Le Borse si sono riprese e lo spread è subito tornato sotto controllo.
In apertura il 24 marzo, il differenziale è sceso fino a 88 punti base, con i rendimenti a 3,88% per i Btp benchmark a 10 anni. Sotto controllo anche i rendimenti dei Bund, che rimangono esattamente al 3%.
Stabili Francia e Spagna
Mentre la situazione dell’Italia si dimostra volatile, la Spagna è rimasta stabile. I Bonos hanno mantenuto la stessa distanza di ieri dai Bund, protetti dai massicci interventi sul costo dell’energia del governo e dalla minore esposizione ai combustibili fossili. Lo spread è calato leggermente a 52 punti, con i rendimenti al 3,52%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 3,00% | – |
| Btp italiani | 3,88% | 88 |
| Oat francesi | 3,71% | 71 |
| Bonos spagnoli | 3,52% | 52 |
Situazione molto simile per la Francia, che è rimasta a 71 punti base di spread con i rendimenti degli Oat al 3,71%. Parigi ha ritrovato stabilità dopo una seconda parte del 2025 molto difficile a causa delle turbolenze politiche.
Il Tesoro prende fiato in vista delle aste
Il picco di lunedì aveva fatto temere al Tesoro di dover affrontare le aste di fine marzo, che iniziano domani, con uno spread oltre i 100 punti e rendimenti dei titoli di Stato oltre il 4%. Le parole di Trump hanno evitato questo scenario, calmando almeno in parte i mercati e limitando i danni che il blocco dello Stretto di Hormuz ha causato alla fiducia degli investitori.
Le aste dei prossimi giorni saranno:
- il 25 marzo l’asta dei Btp Short-Btp€i;
- il 26 marzo l’asta dei Bot;
- il 27 marzo l’asta dei Btp a medio-lungo termine.