Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni è risalito a 64 punti il 23 gennaio dopo che la chiusura del giorno precedente aveva riportato il differenziale a 61 punti base. I rendimenti continuano a rimanere alti sia per i titoli di Stato sia per i titoli di Stato tedeschi sia per quelli italiani.
Traiettoria simile anche per gli altri titoli di Stato europei, con Francia e Spagna che sono risalite ai livelli di spread degli ultimi giorni dopo una chiusura promettente. L’instabilità dei mercati internazionali causata dall’atteggiamento erratico in politica estera degli Stati Uniti continua a pesare.
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Spread Btp-Bund in risalita in mattinata
Nella mattinata del 23 gennaio lo spread ha improvvisamente ripreso vigore dopo essersi ridotto per tutta la giornata del 22 gennaio. Il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi si è riportato quasi immediatamente a pochi decimi dai 64 punti, 63,7 per la precisione, rimanendo poi attorno a questa soglia.
Spente subito quindi le speranze di un ritorno alla traiettoria di fine 2025, caratterizzata da un calo quasi quotidiano del differenziale, che si era portato sotto i 60 punti all’inizio del 2026. L’instabilità internazionale, soprattutto quella dei rapporti tra Usa e Ue, ha determinato un aumento dei rendimenti.
Proprio gli interessi pagati agli investitori nel debito pubblico italiano determinano l’aumento dello spread. I rendimenti dei Bund sono infatti sostanzialmente stabili rispetto alla chiusura e all’apertura del 22 gennaio, mentre quelli sui Btp sono prima scesi per tutta la giornata di ieri, e poi risaliti al 3,51% in apertura del 23 gennaio.
Francia e Spagna seguono l’Italia
Si tratta di una traiettoria simile a quella dei rendimenti dei titoli di Stato spagnoli e francesi. I Bonos, che al momento sono i più apprezzati dai mercati dopo i titoli tedeschi, erano arrivati a chiudere sotto i 35 punti ieri 22 gennaio, per poi riportarsi improvvisamente a 39 in apertura.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,89% | – |
| Btp italiani | 3,51% | 64 |
| Oat francesi | 3,51% | 63 |
| Bonos spagnoli | 3,26% | 39 |
Simile anche il comportamento degli Oat francesi, che hanno seguito in maniera quasi parallela l’andamento dei titoli italiani. Dopo mesi in cui i Btp hanno reso meno dei loro equivalenti d’Oltralpe infatti, i rendimenti dei due titoli di Stato sono tornati a essere sostanzialmente identici.
Le prossime aste: in che titoli investire
Nessuna tregua dallo spread quindi prima delle aste di fine gennaio, che si apriranno martedì 27 e proseguiranno per quasi tutta la settimana. I rendimenti rimarranno quindi alti, anche se in linea con quelli di inizio gennaio, quando ci sono state le ultime emissioni di Btp e Bot.
Per chi vuole investire nei titoli di Stato italiani, le date da segnarsi sul calendario per la prossima settimana e per quelle a venire sono:
- il 27 gennaio, con l’asta Btp short e dei Btp€i;
- il 28 gennaio, con l’asta dei Bot;
- il 29 gennaio, con l’asta medio-lungo;
- l’11 febbraio, con l’asta Bot;
- il 12 febbraio, con l’asta medio-lungo termine.