Spread Btp-Bund a 62 punti base, piazzati 14 miliardi di titoli di Stato nelle aste

Leggero aumento dello spread tra Btp e Bund a fronte di un forte calo dei rendimenti dei titoli di Stato europei, bene i risultati delle prime aste di febbraio

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è aumentato leggermente in apertura del 13 febbraio. Nei primi minuti della mattinata dei mercati finanziari, il differenziale è risalito oltre la soglia dei 62 punti base. I rendimenti però sono in calo, sia per i titoli italiani sia per quelli tedeschi, con Berlino che vede scendere le cedole medie sotto alla soglia del 2,80%.

La settimana che si concluderà oggi è stata molto positiva per i titoli di Stato italiani, grazie alle due aste che si sono svolte l’11 e il 12 febbraio. In totale, lo Stato ha raccolto, tra Bot a un anno e Btp a medio-lungo termine, oltre 14 miliardi di euro, con una domanda sempre maggiore dell’offerta che ha contribuito a ridurre i rendimenti medi.

Spread Btp-Bund in aumento, ma calano i rendimenti

Lo spread a 62 punti, uno in più dell’apertura del 12, è stato determinato, come anticipato, da un calo più rapido del solito dei rendimenti dei Bund benchmark a 10 anni. Oggi i titoli di Stato tedeschi a lungo termine rendono in media il 2,77%, dopo che per settimane avevano faticato a scendere sotto quota 2,80%. I Btp non hanno tenuto interamente il passo, pur vedendo i rendimenti ridotti a 3,39%.

La stabilità dello spread è un segnale comunque rassicurante per l’Italia in un momento in cui il nostro Paese sta cercando di spingere, proprio insieme alla Germania, per una riforma del mercato dei capitali europea che potrebbe determinare una nuova iniziativa “a due velocità” nell’Ue, dopo Schengen e l’euro.

I due Paesi rimangono però divisi su una questione che potrebbe cambiare completamente il panorama dei titoli di Stato, gli eurobond. Meloni è infatti favorevole, seppur con alcune riserve, alla creazione di un debito comune europeo sostenuto dal bilancio Ue. Il governo tedesco è invece scettico, anche se la Banca centrale di Berlino reputa invece l’idea positiva.

Anche Francia e Spagna faticano a tenere il passo della Germania

Gli effetti della corsa al ribasso dei rendimenti dei Bund sono stati avvertiti anche a Madrid e a Parigi. I Bonos spagnoli hanno registrato un aumento dello spread, che si è portato a 38 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato della Spagna sono comunque calati, arrivando al 3,15%.

Rendimenti all’apertura dell’13 febbraio
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,77%
Btp italiani 3,39% 62
Oat francesi 3,36% 59
Bonos spagnoli 3,15% 38

Una traiettoria simile l’ha registrata la Francia, che ha però limitato l’aumento del differenziale a pochi decimi, rimanendo quindi appena sotto la soglia dei 60 punti. Gli Oat rendono ora il 3,36%.

Come sono andate le prime aste di febbraio

Con la giornata di ieri 12 febbraio si son concluse le prime due aste del mese di titoli di Stato italiani. In due giorni il Mef ha messo sul mercato quattro diversi prodotti, che hanno tutti registrato una domanda superiore all’offerta. Il Tesoro ha piazzato:

  • 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi a fronte di una domanda di 12,1 miliardi;
  • 3,5 miliardi di euro di Btp a 3 anni a fronte di una domanda di 5,3 miliardi;
  • 1,5 miliardi di euro di Btp a 7 anni a fronte di una domanda di 2,5 miliardi;
  • 1,25 miliardi di euro di Btp a 7 anni con 6 anni di vita residua a fronte di una domanda di 2,4 miliardi.

Le prossime aste per i titoli di Stato italiani si svolgeranno:

  • per i Btp short-Btp€i il 24 febbraio;
  • per i Bot il 25 febbraio;
  • per i Btp a medio-lungo termine il 26 febbraio;
  • per i Bot l’11 marzo;
  • per i Btp a medio-lungo termine il 12 marzo.

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