Nei primi minuti dall’apertura dei mercati finanziari, lo spread tra Btp e Bund è risalito a 72 punti base, dopo essere rimasto sotto la soglia dei 70 punti per tutta la giornata di ieri. È il risultato di un aumento netto dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, che hanno raggiunto il 3,60%.
Nella giornata di oggi 11 marzo inizieranno anche le prime aste regolari del mese, dopo l’emissione straordinaria dei Btp Valore. Si comincia con i Bot a 12 mesi, con il collocamento supplementare che terminerà domani, 12 marzo. Il Tesoro ha messo all’asta 8 miliardi di titoli di Stato per questa emissione.
Indice
Lo spread torna a crescere
I rendimenti del Btp a 10 anni benchmark sono cresciuti in apertura dell’11 marzo di quasi un decimo di punto, rispetto alle prime ore del mattino del giorno precedente. Un’accelerazione improvvisa, dopo che per tutta la giornata di ieri i titoli di Stato italiani erano riusciti a ridurre il differenziale con quelli tedeschi, scendendo anche a 68,9.
Un balzo seguito alle valutazioni pessimiste sulla possibilità del nostro Paese di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, a causa di un possibile rallentamento dell’economia dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia. La guerra in Iran danneggia in modo particolare l’Italia, che più di altri Paesi europei dipende dal gas per la produzione di elettricità.
L’aumento dello spread è stato limitato dal fatto che anche i rendimenti dei titoli tedeschi sono cresciuti. Dal 2,82% della mattinata del 10 marzo, sono arrivati al 2,87%, sempre a causa dei timori dell’impatto dei prezzi dell’energia sull’economia tedesca, simile per vulnerabilità a quella italiana.
Spagna e Francia reggono
Gli aumenti hanno colpito anche il resto d’Europa, ma gli altri grandi Paesi dell’Ue sono riusciti a tenere un passo più simile a quello della Germania per quanto riguarda i rendimenti dei propri titoli di Stato. Per la Spagna, questo ha significato limitare lo spread dei Bonos con i Bund a 45 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,85% | – |
| Btp italiani | 3,60% | 72 |
| Oat francesi | 3,45% | 58 |
| Bonos spagnoli | 3,30% | 45 |
Fa meglio la Francia, che anche in virtù di una minore esposizione agli aumenti dei prezzi dell’energia, grazie al suo esteso sistema di reattori nucleari, ha mantenuto prospettive economiche meno pessimiste. Gli Oat hanno limitato la crescita dei rendimenti a due centesimi di punto e lo spread con i Bund si è ridotto a 58 punti base.
L’asta dei Bot di marzo
L’11 marzo è la giornata della prima asta regolare del mese per i titoli di Stato italiani. Si comincia dai Bot a 12 mesi, con il termine della presentazione delle domande in asta fissato per le 11:00. Il collocamento supplementare terminerà invece domani, alle 15:30.
Lo Stato ha messo a disposizione 8 miliardi di euro, con un importo supplementare del 10%. Il rendimento di questi strumenti è dato interamente dallo scarto di emissione, quindi dalla differenza tra il valore nominale e il prezzo pagato.
Le altre aste di marzo si terranno:
- il 12 marzo l’asta dei Btp a medio-lungo termine;
- il 25 marzo l’asta dei Btp Short – Btp€i;
- il 26 marzo l’asta dei Bot;
- il 27 marzo l’asta dei Btp a medio-lungo termine.