Spread Btp-Bund cala a 69 punti, rendimenti a 3,51% verso le aste di marzo

Le rassicurazioni di Trump sui mercati finanziari calmano anche i rendimenti dei titoli italiani e lo spread tra Btp e Bund si è ridotto a 69 punti dopo i picchi di ieri

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Le parole di Trump su una guerra “a breve termine” in Medio Oriente hanno calmato i mercati finanziari e anche quelli dei titoli di Stato. Un effetto che si è sentito anche sui Btp, i cui rendimenti sono crollati in apertura il 10 marzo, riportando lo spread con i Bund a 69 punti dopo il picco a 86 della giornata di ieri.

Il calo dei rendimenti arriva giusto in tempo per le prime aste tradizionali di marzo dei titoli di Stato italiani, che seguono l’emissione straordinaria di Btp Valore di inizio mese, che ha subito in pieno il picco dello spread.

Il picco dello spread rientra, Btp a 69 punti dai Bund

Insieme al rimbalzo delle Borse europee, tutte positive in mattinata, anche i mercati obbligazionari hanno mostrato una normalizzazione, grazie alle parole di Trump su una prospettiva a breve termine della guerra in Medio Oriente, ma anche grazie alla disponibilità del G7 di impiegare in maniera massiccia le riserve strategiche di petrolio per tenere i prezzi sotto controllo finché la crisi che coinvolge il Golfo Persico non si sarà calmata.

Il risultato è che lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è crollato di 17 punti rispetto all’apertura di ieri 9 marzo, riportandosi sotto la soglia psicologica dei 70 punti. I rendimenti dei titoli italiani sono arrivati a 3,51%, ancora alti rispetto al recente passato ma molto più accettabili per il Tesoro rispetto al 3,77% di ieri. Questo a fronte di un calo comunque importante anche per i rendimenti dei Bund, tornati a 2,82%.

Il calo degli interessi sui titoli di Stato rappresenta anche un’apertura per il Governo, che ieri aveva ricevuto notizie negative da diversi analisti sulla prospettiva di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo già quest’anno. Una guerra di lungo periodo in Medio Oriente rischierebbe di avere conseguenze sull’economia, abbassando il Pil e quindi peggiorando il rapporto con le uscite in eccesso.

Francia e Spagna normalizzano il differenziale

Meglio dell’Italia fa la Spagna, che in apertura è riuscita di fatto a riportare il suo spread ai livelli precedenti alla crisi causata dalla guerra. Il differenziale tra Bonos e Bund è tornato a 45 punti, soltanto due punti base oltre quota 43, che per diverse settimane aveva rappresentato un punto di equilibrio del differenziale.

Rendimenti all’apertura del 10 marzo
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,82%
Btp italiani 3,51% 69
Oat francesi 3,43% 60
Bonos spagnoli 3,27% 43

Anche la Francia ha riportato il proprio spread a livelli simili a quelli della fine di febbraio, a esattamente 60 punti. La grande attività di Parigi nei teatri di guerra ha rimesso il Paese al centro delle dinamiche internazionali dando agli Oat maggiore visibilità, dopo mesi di difficoltà.

Il Tesoro si prepara alle aste di marzo

Chiusa definitivamente, con risultati oltre le aspettative, l’emissione dei Btp Valore, il Tesoro si prepara ora alle aste regolari dei Btp, che inizieranno domani. Le date da segnarsi per il mese di marzo sono:

  • l’11 marzo per l’asta dei Bot;
  • il 12 marzo per l’asta dei Btp a medio-lungo termine;
  • il 25 marzo per l’asta dei Btp Short – Btp€i;
  • il 26 marzo per l’asta dei Bot;
  • il 27 marzo per l’asta dei Btp a medio-lungo termine.

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