Poste Italiane chiude il 2025 con ricavi record a 13,1 miliardi e utile a 2,2 miliardi

Poste Italiane archivia il 2025 con ricavi a 13,1 miliardi e utile netto a 2,2 miliardi. Dividendo a 1,25 euro per azione e payout al 73%

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il 2025 si chiude con numeri record per Poste Italiane. Il gruppo archivia l’esercizio con ricavi pari a 13,1 miliardi di euro, in crescita del 4% su base annua. L’utile netto raggiunge 2,2 miliardi di euro, in crescita del 10%. I risultati anticipano gli obiettivi fissati nel piano industriale 2024-2028. A trainare la performance è stata soprattutto la dinamica dei servizi finanziari e assicurativi, che rappresentano il fulcro del modello di business del gruppo.

I ricavi di Poste Italiane nel dettaglio

I ricavi da terzi dei servizi finanziari si attestano a 5,7 miliardi di euro, in aumento del 2,9%. I servizi assicurativi registrano ricavi per 1,8 miliardi, con una crescita dell’11,3% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, il comparto Investimenti Vita e Previdenza genera ricavi per 1,6 miliardi (+10,8%), mentre il segmento Protezione raggiunge 187 milioni di euro (+15,8%), confermando il rafforzamento dell’offerta nel ramo danni e tutela della persona.

L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha commentato:

Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste Italiane, abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record.

La remunerazione per gli azionisti

Alla crescita dei risultati economici si affianca una politica di remunerazione degli azionisti più generosa. Il consiglio di amministrazione proporrà un dividendo di 1,25 euro per azione, in aumento del 16% rispetto all’esercizio precedente. La distribuzione complessiva ammonta a 1,6 miliardi di euro, con un payout ratio del 73%. La scelta riflette la capacità di generazione di cassa e l’anticipo sugli obiettivi di piano.

Per il 2026, il gruppo conferma una traiettoria di crescita. La guidance indica un risultato operativo adjusted superiore a 3,3 miliardi di euro e un utile netto pari a 2,3 miliardi, al netto della partecipazione in Tim. È previsto inoltre un payout superiore al 70% dell’utile netto, escludendo la quota Tim. Il nuovo piano industriale sarà presentato entro la fine del 2026.

Poste Italiane, crescita di pacchi e logistica

Nel segmento Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione i ricavi di Poste Italiane da terzi si attestano a 3,9 miliardi di euro, in aumento del 2,7%. Prosegue il calo strutturale della corrispondenza tradizionale, che registra ricavi per 2,1 miliardi (-2,9%). In controtendenza il comparto pacchi e logistica, che raggiunge 1,7 miliardi di euro (+9,4%). I volumi crescono del 13,3% nell’anno, per un totale di 349 milioni di unità (+15,6%).

La tariffa media dei pacchi si riduce del 2% su base annua, ma l’incremento dei volumi e l’efficienza operativa compensano l’effetto prezzo. La quota di pacchi consegnati dai postini sale al 43%, anche grazie al lancio della rete interna di corrieri.

Postepay, pagamenti e servizi energetici

I ricavi dei servizi Postepay crescono del 5,1% e raggiungono 1,7 miliardi di euro. I ricavi legati ai pagamenti si attestano a 1,2 miliardi (+2,6%). Il transato registra un aumento del 9%, mentre il numero complessivo di transazioni cresce del 12%, compensando il minor contributo dei pagamenti istantanei dopo le modifiche normative europee.

I ricavi dei servizi Telco restano sostanzialmente stabili a 328 milioni di euro (+0,1%). L’offerta retail di Poste Energia per luce e gas contribuisce con 126 milioni di euro di ricavi, sostenuta da una base clienti superiore al milione.

Gli investimenti dei clienti di Poste Italiane

Le attività finanziarie investite dei clienti raggiungono i 600 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi rispetto a dicembre 2024. La raccolta netta dei prodotti di investimento si attesta a 2,5 miliardi di euro dall’inizio dell’anno, a cui si aggiungono 1,8 miliardi legati al consolidamento del portafoglio Cronos. Migliora anche la raccolta dei prodotti di risparmio postale, trainata dai Buoni Postali e dalle nuove offerte di liquidità.