Solo una donna su dieci investe nei mercati finanziari in Italia. È quanto emerge da una ricerca da XTB che sottolinea che si tratta di una cifra inferiore rispetto ad altri Paesi europei come la Romania (22%), il Portogallo (19%) e la Repubblica Ceca (16%).
Mercati finanziari: in Italia investe solo 1 donna su 10
“Se in Italia la percentuale di donne che investono nei mercati resta ancora limitata e stabile, a livello globale la partecipazione femminile continua invece a crescere. Questo indica che si sta attivando un movimento internazionale verso una maggiore inclusione finanziaria, che anche il nostro Paese può cogliere e sostenere.”, ha dichiarato Gaia Zerbola, Marketing & Partnerships Manager di XTB.
Il profilo della donna investitrice in Italia
I dati di XTB ci mostra una fotografia ben delineata della donna italiana investitrice nel 2025. L’età media è di 39 anni, leggermente più bassa rispetto ai 41 anni di media del 2024. Per gli uomini che operano sui mercati, invece, l’età media è di 35 anni, pressoché identica rispetto a quella del 2024 quando era di 36. Le investitrici tendono a preferire forme di investimento più tradizionali, che vedono incrementare la loro popolarità rispetto all’anno precedente. Nel 2025, l’11% dei loro portafogli è stato destinato ai titoli azionari (nel 2024 era il 6%), contro il 3% dedicato agli ETF (nel 2024 era il 3%).
L’aumento dell’esposizione azionaria rappresenta tuttavia un segnale di maggiore apertura verso strumenti di mercato rispetto all’anno precedente, indicando un’evoluzione graduale nell’approccio agli investimenti. Questa maggiore partecipazione non si traduce però in una ricerca di elevata volatilità, bensì in una selezione orientata a titoli percepiti come solidi e radicati nel contesto nazionale,come Unicredit, Intesa Sanpaolo e Leonardo.
Nella maggior parte degli altri Paesi, invece, il portafoglio delle investitrici è spesso orientato verso titoli legati ad aziende tech e di intelligenza artificiale internazionali, sintomo di una visione finanziaria di più ampio respiro.
Per quanto riguarda invece la sezione di portafogli dedicata agli ETF, la cui apertura è ancora piuttosto timida, le investitrici italiane prediligono: gli iShares Core S&P 500 UCITS ETF, iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS ETF e iShares NASDAQ 100 UCITS ETF USD, a conferma di una propensione per indici globali e investimenti stabili.
Investitrici italiane sempre più nel mobile investing
Rispetto al 2024, nel 2025 si segnala un’inversione di tendenza rispetto alla modalità di investimento scelta dalle investitrici: il 75% delle transazioni da loro effettuate è stato eseguito tramite mobile, mentre solo il 25% ha optato per il desktop per gestire i propri investimenti. Un cambiamento, appunto, rispetto al 2024 dove il 52% delle transazioni avveniva tramite desktop, dunque tramite un device più tradizionale.
Il dato evidenzia un cambio di paradigma: l’investimento non è più un’attività occasionale e legata a strumenti tradizionali, ma si integra sempre più nella quotidianità, grazie alla diffusione di piattaforme digitali intuitive e accessibili.
“Guardando al futuro, la democratizzazione degli investimenti e l’accesso a formazione pratica possono contribuire a colmare il divario. Le investitrici italiane mostrano un approccio prudente e allo stesso tempo stanno adottando strumenti digitali in modo sempre più naturale, integrando gli investimenti nella quotidianità. XTB si impegna attivamente e con costanza ad accompagnare le investitrici italiane in questo percorso, offrendo risorse dedicate e supporto concreto per prendere decisioni consapevoli e costruire un futuro finanziario più solido, inclusivo e sostenibile.”, conclude Zerbola.