Il Gruppo Lavazza ha crescita a doppia cifra di utili e fatturato, ma i volumi venduti di caffè hanno subito una contrazione, anche a causa del forte aumento del prezzo della materia prima nell’ambito di un quadro economico caratterizzato da un livello di complessità senza precedenti per la filiera e dall’aumento delle pressioni esercitato dai dazi USA.
Grande incertezza: una “tempesta perfetta” sul caffè
“Stiamo vivendo un contesto economico ancora segnato da un’estrema volatilità delle quotazioni del caffè. È sempre più difficile fare previsioni, ma la tempesta non è ancora finita” ha sottolineato Antonio Baravalle, CEO del Gruppo Lavazza, aggiungendo “non siamo ancora in acque calme: la volatilità del mercato del caffè è ormai strutturale, i costi delle materie prime restano sotto pressione, le tensioni geopolitiche continuano a ridisegnare gli equilibri globali e il quadro regolatorio aggiunge ulteriore complessità”.
Il mercato del caffè – si sottolinea – è stato investito da una vera e propria “tempesta perfetta” costruita nel tempo: cambiamento climatico, contesto geopolitico, crisi logistica, incertezza regolatoria, componente speculativa nelle borse merci internazionali e costi strutturali ormai stabilizzati su livelli significativamente superiori al periodo pre-2020. I dazi degli Stati Uniti hanno inciso ulteriormente sulle dinamiche del settore e della supply chain, contribuendo ad accrescere l’incertezza e le pressioni sui costi.
Questa correlazione di fattori sta determinato una contrazione media del mercato globale del caffè, che dopo il calo del -3,5% a volume nel biennio 2023-2024, i volumi sono scesi ulteriormente nel 2025 di circa -2,4%, a dimostrazione delle persistenti difficoltà che l’intero settore sta affrontando.
Solida crescita nell’esercizio 2025
A fronte di tutti questi fattori, l’esercizio 2025 è stato caratterizzato da quotazioni estremamente alte del caffè verde: da gennaio 2021 ai primi mesi del 2025, il caffè Arabica ha subito rialzi del +230%, mentre la qualità Robusta del +325%.
A livello economico-finanziario, Lavazza ha registrato un fatturato di 3,9 miliardi di euro (+15,7% rispetto al 2024)ed un EBITDA di 340 milioni, +8,8% rispetto ai 312 milioni del 2024, con un EBITDA margin pari a 8,8% rispetto al 9,3% del 2024. L’EBIT è pari a 157 milioni, rispetto ai 130 milioni dell’esercizio 2024. L’utile netto ha raggiunto 92 milioni, rispetto agli 82 milioni registrati nel 2024.
La posizione finanziaria netta a fine 2025 è negativa per -432 milioni, rispetto a -511 milioni a fine 2024, e riflette la generazione di cassa realizzata nel corso dell’anno.
Gestire il 2026 con flessibilità
“Guardando al 2026 e oltre, la parola chiave resta ‘agilità‘, intesa come capacità di reagire al contesto in maniera efficace e tempestiva”,. ha affermato l’Ad Baravalle, ricordando che i primi mesi dell’anno “sono stati caratterizzati da ulteriori e gravi tensioni geopolitiche, che impatteranno anche sui costi di gestione delle imprese.
“Noi continueremo a investire per mantenere un vantaggio competitivo fondato su qualità, innovazione sostenibile e solidità industriale per rafforzare i nostri brand, consolidare la resilienza della filiera e creare valore nel lungo periodo. In questo percorso, la trasformazione digitale svolge un ruolo centrale: migliora la capacità di anticipare e gestire i rischi e rafforza i processi lungo tutta la catena del valore”.