Borsa: acquisti sul settore immobiliare nella prima settimana dell’anno

Riflettori su quello che è successo durante l'ultima settimana nel comparto immobiliare, partendo dalle aziende quotate a Piazza Affari e dai dati di settore

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Redazione

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Si chiude una settimana positiva per i mercati azionari globali, inclusi gli indici immobiliari, tornati completamente operativi dopo le festività natalizie e di fine anno. Il 2026 si apre con l’attenzione degli investitori ancora una volta concentrata sulle prossime decisioni delle varie banche centrali, che influenzano direttamente il costo del credito e, di conseguenza, la domanda nel mercato immobiliare. In particolare, le mosse future della Federal Reserve a fronte degli ultimi dati sul mercato del lavoro americano.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare sulla piazza milanese ha chiuso l’ottava in territorio positivo con l’indice FTSE Italia All Share Real Estate che sale dell’1,2%. Bene anche l’andamento del comparto, a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che guadagna il 2,6%.

I titoli immobiliari quotati a Milano

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, Abitare IN sale di quasi il 4%, mentre IGD guadagna l’1,3%. Aedes limita la salita allo 0,6%. Dal lato opposto Brioschi e Gabetti scivolano di mezzo punto percentuale. Sulla parità Risanamento.

I dati macroeconomici

Calano ancora le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 2 gennaio, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra un calo del 10%, dopo il -5,0% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è crollato del 19,6%, mentre quello relativo alle nuove domande è rimasto invariato. La Mortgage Bankers Associations (MBA), ha indicato che i tassi sui mutui trentennali sono leggermente aumentati al 6,32% dal 6,31% precedente.

Studi di settore

Nella prima parte del 2025 l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa conferma l’interesse per le nuove costruzioni: iniziato subito dopo la pandemia, ha tratto vigore dal decreto “Casa Green” che sta spingendo sempre più l’accento sulle performance energetiche degli immobili e, di conseguenza, anche sulle nuove costruzioni. Allo stesso tempo i potenziali acquirenti fanno i conti con i prezzi delle case nuove e con quelli degli interventi di ristrutturazione. Per questo motivo si sono preferite le soluzioni abitative in buono e ottimo stato.

I dati dell’Agenzia delle Entrate, relativi al primo semestre del 2025 evidenziano che le compravendite di nuove costruzioni sono diminuite del 4%. Il mercato è, infatti, influenzato dalle incertezze geopolitiche e dalle guerre in corso che continuano a incidere sulla logistica e, in parte, sui costi delle materie prime. Molte di queste hanno messo a segno prezzi in discesa, nella prima parte del 2025, anche se restano ancora elevati rispetto al livello pre-pandemia. Le attività dei cantieri proseguono anche se ci sono dei rallentamenti laddove i costruttori si rendono conto che il prezzo finale potrebbe non essere assorbito dal mercato.

Nelle grandi città i prezzi più elevati possono essere facilmente assorbiti da potenziali acquirenti con generosa disponibilità di spesa. In queste realtà i prezzi del nuovo segnalano un aumento del 2,3 %, un tasso di crescita tra i più elevati dopo la pandemia. Si mettono in evidenza, in modo particolare, Bari con +5,3% e Torino con +3,7%. Nei capoluoghi di provincia, così come nell’hinterland delle grandi città, si segnala un aumento medio dei valori dell’1,4%.

Negli ultimi dieci anni i prezzi dell’usato si sono rivalutati dell’11,7%, quelli del nuovo dell’11,9%.