Ducati resta tedesca: Volkswagen non la vende per i prossimi tre anni

Stop alle voci di ritorno in mani italiane: il marchio di Borgo Panigale resta nel gruppo Audi, con sollievo per Bologna e per i lavoratori

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Ducati resta tedesca, almeno per ora. Volkswagen ha fatto sapere che non venderà la storica casa motociclistica italiana, almeno per i prossimi tre anni. Messo dunque un netto freno alle tante indiscrezioni delle ultime settimane, che volevano il marchio tornare di fatto pienamente italiano.

Una notizia che riguarda molto da vicino Bologna, dove l’azienda ha sede, e arriva dopo che il futuro del marchio di Borgo Panigale era finito al centro di trattative, pressioni politiche e timori per l’occupazione. Per quanto Volkswagen stia vivendo una profonda crisi e probabilmente dovrà ricorrere ad alcune vendite strategiche, sul fronte Ducati tutto sembra tranquillo.

Ducati non è in vendita (per ora)

Una decisione netta, quella di Volkswagen. Ducati non sarà ceduta almeno fino al 2019 (compreso). Il marchio nostrano fa capo ad Audi, che è parte del gigantesco gruppo tedesco, ed è stato acquistato nel 2012.

Di recente, però, tutto sembra essere cambiato. È venuta a galla una crisi ben radicata nel tempo, che ha alimentato voci di una possibile cessione. Questa rassicurazione cambia però le carte in tavola, almeno per i lavoratori e l’intero territorio bolognese.

Le prime indiscrezioni risalgono al 3 settembre scorso, quando la compagnia aveva approvato il suo piano di riorganizzazione. Parliamo del Future Plan 2030 di Volkswagen, che prevede un taglio di 50mila posti di lavoro e una riduzione di circa un terzo delle oltre 2.000 partecipazioni (società controllate o partecipate).

L’obiettivo è quello di mantenere soltanto quelle davvero utili all’attività principale: la produzione di auto. Soprattutto, però, il colosso mira a tenere unicamente ciò che garantisce un ritorno economico. Non a caso, l’8 settembre scorso l’amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, aveva confermato che Ducati era tra i marchi di cui si discuteva la cessione.

L’interesse del governo italiano

Il dossier aveva acceso la lampadina nella politica italiana. Il Governo si è infatti mosso con l’intento di favorire il passaggio di Ducati a investitori nostrani. Una mossa tanto industriale ed economica quanto elettorale.

A dimostrare la concretezza di questo scenario, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e svariati industriali avevano visitato la sede di Borgo Panigale.

Nulla vieta però che questo scenario, per ora accantonato, non possa tornare in prima pagina tra qualche anno. Del resto i numeri di Ducati sono molto appetibili. Impiega oggi circa 2.000 persone e resta un’azienda redditizia, pur con vendite in calo.

Nel 2025 ha registrato un fatturato di 925 milioni di euro che, per quanto in diminuzione rispetto al miliardo di tre anni prima, è comunque nel range delle buone notizie (ha venduto circa 51mila moto contro le 54mila del 2024).

In una fase difficile per l’industria europea di auto e moto, la casa di Borgo Panigale resta comunque solida e, anche all’interno del gruppo Volkswagen, continua a finanziare in autonomia i propri progetti. Davvero non male riuscire a riportarla a casa anche formalmente.