La regola numero 1 per le grandi maison che si ritrovano in acque finanziarie complesse è la seguente: fare cassa vendendo il vendibile. Sarebbe questa strada che Dolce & Gabbana si ritroverebbe a valutare.
I condizionali sono d’obbligo, ovviamente, perché al momento si tratta di indiscrezioni, in assenza di un comunicato ufficiale o una dichiarazione dei diretti interessati. Nel mirino ci sarebbero alcuni immobili di proprietà a Milano, così da generare liquidità e sostenere il rifinanziamento di circa 450 milioni di euro di debito (521 milioni di dollari).
La trattativa con le banche e il ruolo di Rothschild
A rivelare la notizia è Bloomberg, che cita fonti finanziarie vicine al dossier. Sul tavolo sono finiti diversi edifici di pregio, come uffici e showroom concentrati nella zona di Porta Venezia. Ad oggi, però, la lista degli asset da immettere sul mercato non sarebbe ancora definita. Una manovra che, se confermata, offrirebbe una chiara fotografia del comparto, alle prese con la crisi del lusso globale.
L’operazione immobiliare si inserisce in una trattativa più ampia con gli istituti di credito, confermata dalla stessa casa di moda alcuni mesi fa. Il gruppo ha precisato di non aver bisogno di una ricapitalizzazione, affidando un mandato all’advisor Rothschild & Co. Per rinegoziare le condizioni del debito in essere.
Sul tavolo ci sarebbe anche la richiesta di nuove linee di credito per 150 milioni di euro, destinate allo sviluppo della divisione beauty. C’è da dire che la situazione globale non gioca in favore del colosso italiano. Nel 2025, infatti, la maison aveva già rifinanziato 300 milioni di euro con scadenza al 2030, ma il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha paralizzato il Medio Oriente (regione sulla quale il marchio aveva puntato fortemente). Un rallentamento che ha poi spinto i creditori a chiedere un’iniezione di nuovi fondi a garanzia del rifinanziamento del debito.
Il modello Kering
L’azienda starebbe studiando formule di “sale-and-leaseback”, al fine di non perdere l’operatività. Parliamo dunque di vendita con patto di locazione. Ciò vuol dire che il gruppo:
- cede la proprietà degli immobili incassando subito i capitali;
- continua a utilizzare gli spazi pagando un canone d’affitto;
- alleggerisce la pressione debitoria senza interrompere l’attività.
Il tutto favorito dal momento d’oro del mercato immobiliare di Milano. Gli affitti per gli uffici nel centro direzionale hanno infatti toccato gli 820 euro al metro quadro nel primo trimestre. Gli spazi commerciali, invece, restano i più cari d’Italia.
La strategia ricalca quasi specularmente la recente operazione di Kering. Il gruppo francese guidato da Luca De Meo ad aprile ha ceduto lo storico palazzo di via Montenapoleone 8. Questo è stato acquistato dal fondo Blackstone per 1,2 miliardi di euro, finendo alla società qatariota Al-Mirqab.
Kering ha incassato 729 milioni di euro alla chiusura e altri 432 milioni sono previsti nell’arco di 5 anni, da investire nel core business. La stessa ricetta che oggi Dolce & Gabbana spera di poter applicare con successo.