Corsa al Bonus Connettività, chi ne ha diritto e come funziona?

È ancora disponibile circa l'85% delle risorse ma la ripartizione dei fondi rende già impossibile in alcune Regioni accedere al contributo più corposo

Favorire la connettività a internet ultraveloce e la digitalizzazione del sistema produttivo su tutto il territorio nazionale. Questo l’obiettivo del Piano voucher per la connettività avviato dal Mise. Sebbene l’85% del plafond sia ancora disponibile, imprese e professionisti interessati al bonus – come evidenzia il Sole 24 Ore – devono accelerare con le richieste. E in alcuni casi potrebbe già essere troppo tardi.

Cos’è e a chi si rivolge

La misura prevede l’erogazione di un voucher connettività per abbonamenti ad internet ultraveloce. La misura è rivolta a: micro, piccole e medie imprese, persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano, in proprio o in forma associata, una professione intellettuale ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile, ovvero una delle professioni non organizzate di cui alla legge 14 gennaio 2013, n. 4. Nato inizialmente per imprese fino a un massimo di 250 dipendenti, il voucher ha in seguito visto un ampliamento della platea dei beneficiari. A partire dal 23 maggio 2022 anche i professionisti che esercitano in proprio o in forma associata possono richiedere il voucher connettività per i servizi a banda ultralarga.

Come funziona

 

A ciascun beneficiario, identificato con una Partita IVA/Codice Fiscale impresa, potrà essere erogato un solo voucher (per le imprese che hanno più sedi è prevista comunque l’erogazione di un solo voucher). Alle imprese sarà erogato un contributo che potrà variare in considerazione delle diverse caratteristiche di connettività e in presenza di step change (inteso quale incremento della velocità di connessione) rispetto al livello di connettività eventualmente già disponibile presso la sede dell’impresa, realizzato con qualsiasi tecnologia che soddisfi le prestazioni richieste. Le imprese potenziali beneficiarie potranno richiedere il voucher ad uno qualunque degli operatori accreditati, fino ad esaurimento delle risorse stanziate e, comunque, non oltre il 15 dicembre 2022. L’attuazione dell’intervento è affidata ad Infratel Italia S.p.A., sotto la vigilanza della Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica, di Radiodiffusione e Postali (DGSCERP) del Ministero.

Durata del Piano

 

Il Piano Voucher per le imprese avrà durata fino a esaurimento delle risorse stanziate e, comunque, non oltre il 15 dicembre 2022. La durata –  fa sapere il Mise – potrà essere prorogata per un ulteriore anno, previa disponibilità di risorse e a seguito di valutazione da parte della Commissione europea.

Tipologia di voucher 

 

I voucher sono di tre tipi: A (300 euro), B (500 euro) e C (2.000 euro) cui possono aggiungersi 500 euro per eventuali costi di ricollegamento. Il valore del voucher varia in base alla velocità disponibile presso l’indirizzo del cliente, cui corrispondono differenti offerte commerciali.

Perché bisogna fare in fretta 

 


Dei 576.701.476 euro messi a disposizione, il 4,50% (pari a 25.927.432) risulta “prenotato” e il 10,56% (60.927.601) è stato “attivato”. Rimangono ancora a disposizione di imprese e professionisti l’84,94% delle risorse disponibili (489.846.443). Eppure, secondo l’analisi del Sole 24 Ore, in certe Regioni è ormai difficile puntare al voucher più corposo, quello da 2.500 euro. Questo perché il denaro a disposizione è tratto dal Fondo Sviluppo e Coesione, che assegna per sua natura un peso maggiore ad alcune Regioni del Sud. Inoltre il 25% delle risorse è destinato a voucher di tipo A, il 50% a quello B e il restante 25% al voucher C. Quindi alcune tipologie di voucher in alcune Regioni potrebbero non essere più disponibili.