Contante in calo ma in Italia resta sopra la media dell’Eurozona: il rapporto Bce

Secondo l'ultimo studio della Bce sulle abitudini di pagamento degli europei l'uso del contante diminuisce ma resiste, soprattutto tra i consumatori italiani

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Claudio Carollo

Giornalista politico-economico

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di attualità economico-politica, cronaca e sport.

Pubblicato: 19 Dicembre 2024 22:40

Aumentano sempre di più gli italiani che usano carte di credito e altri metodi di pagamento digitale, ma rimangono ancora tanti i consumatori affezionati al contante. Lo rivela l’ultimo studio biennale della Banca centrale europea sulle abitudini di pagamento dei consumatori nell’area euro (Space), secondo cui l’utilizzo delle transazioni elettroniche di denaro aumenta anche in Italia, ma in maniera minore rispetto alla media degli altri Paesi dell’Eurozona.

Lo studio della Bce

Nel 2024 lo sviluppo dei pagamenti digitali risulta in rallentamento rispetto all’impennata riscontrata con il report Bce del 2022, sulla scia dell’incremento registrato nella pandemia, ma rimane in aumento graduale.

Dai negozi, al bar, dall’officina al supermercato, al momento di passare alla cassa i cittadini europei utilizzano la carta o un’app in circa un caso ogni due (48%).

Il contante non è stato abbandonato e rimane un metodo di pagamento apprezzato dai consumatori, anche se in calo rispetto all’ultima rilevazione di due anni fa, quando era al 59%.

Per la maggior parte dei cittadini europei, infatti, è importante continuare ad avere euro in tasca: la pensa così il 62% degli intervistati, in aumento rispetto al 60% del sondaggio del 2022, che preferiscono utilizzare i soldi soprattutto per i piccoli importi e i pagamenti da persona a persona.

Come nel 2022, anche nel 2024 la maggioranza dei consumatori sceglie però acquistare nei negozi con le carte e altri metodi digitale: lo dichiara il 55% dei consumatori intervistati nel sondaggio della Bce, contro il 22% di chi opta per i contanti e il 23% che non ha una preferenza chiara.

Anche in termini di valore, lo strumento di pagamento più diffuso risulta la carta di credito nel 45% dei casi (in calo rispetto al 46%), seguita dal cash (39%, in calo rispetto al 42%) e dalle app mobili (7%, in aumento rispetto al 4%).

Una buona fetta dei pagamenti digitali è rappresentata dalle transazioni online, che costituiscono il 21% dei pagamenti quotidiani dei consumatori e il 36% in valore, anche queste in aumento rispettivamente dal 17% e dal 28% nel 2022.

Nei pagamenti online lo strumento utilizzato maggiormente sono le carte (48% dei casi), seguite da altri mezzi di pagamento elettronici come i portafogli digitali e le app, che insieme rappresentano il 29% delle transazioni.

I pagamenti in Italia

Rispetto alla media europea, i consumatori italiani sono più restii ad rinunciare al contante, nonostante i metodi digitali si stiano diffondendo sempre di più.

Nel nostro Paese il 62% dei pagamenti viene effettuato tramite il cash, in diminuzione del 9% in confronto a due anni fa, ma comunque nettamente al di sotto del 52% del resto dell’Eurozona.

Si può considerare un vero e proprio cambiamento culturale, viste le polemiche degli ultimi anni tra associazioni degli esercenti e banche sulle commissioni, grazie anche all’istituzione da parte del ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti del cosiddetto “Tavolo Pos“, che ha mediato con gli istituti di credito per rendere accettabili da parte dei negozianti i pagamenti digitali sotto i 10 euro, anche solo per un caffè.

Il componente del Comitato esecutivo della Bce, Piero Cipollone, ha commentato lo studio ribadendo l’impegno della Banca centrale “a garantire opzioni di pagamento sicure, efficienti e inclusive. Supportando sia il contante sia lo sviluppo di un euro digitale, vogliamo garantire che le persone possano sempre scegliere di pagare con denaro pubblico, ora e in futuro”.