La Borsa del 19 gennaio, Piazza Affari sprofonda dopo i dazi imposti da Trump

Donald Trump ha annunciato dal 1° febbraio dazi al 10% per i Paesi che si sono recati in Groenlandia. L’Ue valuta contro dazi da 93 miliardi

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Seduta negativa in Borsa con escalation su dazi

    Giornata difficile per Piazza Affari, che scambia in ribasso appesantita anche dai dividendi di Enel e Snam, assieme agli altri eurolistini, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato ulteriori dazi sui beni provenienti da otto paesi europei che si sono mobilitati a sostegno della Groenlandia. I dazi, che partiranno dal 10% il 1° febbraio, dovrebbero aumentare al 25% entro il 1° giugno, a meno che gli Stati Uniti non raggiungano un accordo per l'acquisto della Groenlandia.

    Sempre guardando agli Stati Uniti, dove oggi Wall Street sarà chiusa per il Martin Luther King Day, Trump ha espresso riluttanza a nominare Hasset a presidente della Fed, rinnovando i dubbi sulla sua ricerca del prossimo presidente della banca centrale statunitense e le preoccupazioni per la potenziale influenza sulla sua indipendenza.

  2. Spread a 64 punti

    Leggero ampliamento dello spread tra BTp e Bund in avvio di seduta dopo che il differenziale la scorsa settimana ha aggiornato i minimi da oltre 15 anni. Il rendimento del BTp decennale italiano di riferimento, scadenza 1 febbraio 2036, scende nei primi scambi al 3,45% dal 3,46% con cui aveva terminato le contrattazioni della sessione di venerdì. Il differenziale si porta a 64 punti dai 62 del closing precedente.

  3. Giù Stm e Campari

    Sul versante opposto, prevalgono invece le vendite. StMicroelectronics registra la flessione più marcata con un calo del 3,31%, seguita da Campari (-2,53%) e Stellantis (-2,38%). In ribasso anche Amplifon (-2,31%) e Buzzi (-2,22%), penalizzando l’andamento complessivo del listino milanese.

    Nome Valore Var %
    Stmicroelectronics 23,50 -3,31
    Campari 5,696 -2,53
    Stellantis 8,187 -2,38
    Amplifon 13,33 -2,31
    Buzzi 49,72 -2,22
    Ferrari 293,80 -2,10
    Brunello Cucinelli 85,72 -2,06
    Banca Mediolanum 19,36 -1,97
    Finecobank 22,39 -1,97
    Prysmian 94,08 -1,80
  4. Solo Leonardo in forte rialzo

    In avvio di giornata a Piazza Affari si distinguono pochi titoli in positivo. Leonardo guida i rialzi con un incremento dell’1,9%, seguita da A2A, in crescita dello 0,4%. In territorio positivo anche Hera (+0,33%), Banca Monte dei Paschi di Siena (+0,25%) e Fincantieri, che avanza dello 0,2%.

    Nome Valore Var %
    Leonardo 60,14 +1,90
    A2A 2,486 +0,40
    Hera 4,244 +0,33
    Banca Monte Paschi Siena 8,84 +0,25
    Fincantieri 19,87 +0,20
    Enel 9,192 +0,19
    Terna 9,286 +0,17
  5. Come aprono le Borse

    Le principali Borse europee aprono in netto ribasso. A Francoforte l’indice principale cede l’1,41% nelle prime battute di scambio. Londra segna un calo dello 0,44%, mentre Parigi registra una partenza molto negativa con un ribasso dell’1,62%. Pesante anche Milano, che apre in flessione dell’1,63%.

  6. I titoli da tenere d’occhio

    Nel settore bancario, Mps e Mediobanca sono da tenere d’occhio. Il gruppo Caltagirone ha respinto le ricostruzioni di uno scontro con l’ad Luigi Lovaglio, precisando che è in corso un confronto interno al board dell’istituto senese sui temi relativi al piano industriale richiesto dalla Bce e alla lista del consiglio di amministrazione in vista del rinnovo.

    Nel settore automobilistico, attenzione a Stellantis, il cui target price è stato rivisto al rialzo da Berenberg da 9,5 a 10 euro, con il rating buy confermato. Anche Ferrari mantiene il suo target price a 381 euro e il rating buy, nonostante una comunicazione non ottimale da parte dell’azienda abbia portato a una brusca revisione al ribasso delle aspettative per il 2026.

    Infine, attenzione a Stm, che ha firmato una lettera di intenti con Micron Technology per l’acquisizione del sito di produzione P5 di Powerchip a Tongluo, nella contea di Miaoli, a Taiwan, per 1,8 miliardi di dollari in contanti.

  7. I Paesi Ue valutano dazi per 93 miliardi

    Come risposta a queste minacce, le capitali europee stanno valutando l’imposizione di dazi per 93 miliardi di euro sugli Stati Uniti o la limitazione dell’accesso delle aziende americane al mercato unico europeo, secondo quanto riportato dal Financial Times. Questa decisione arriva in vista dell’incontro con il presidente degli Stati Uniti al World Economic Forum di Davos questa settimana. L’obiettivo è trovare un compromesso che eviti una rottura profonda nell’alleanza militare occidentale.

  8. Dazi all’Europa per il suo appoggio alla Groenlandia

    Le borse europee sono in forte calo, con il futures sull’Eurostoxx50 in ribasso dell’1,21%, mentre i futures statunitensi seguono a ruota, con il Dow Jones in calo dello 0,73% e l’S&P500 dello 0,78%.

    Questo dopo che Donald Trump ha intensificato la sua posizione sulla Groenlandia e ha minacciato nuovi dazi. Il presidente americano ha annunciato che, a partire dal 1° febbraio, imporrà dazi del 10% a tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che hanno inviato truppe militari in Groenlandia, escludendo l’Italia. Questa tariffa rimarrà in vigore fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia, considerata di vitale importanza per la sicurezza nazionale.